{"id":2097,"date":"2010-01-20T12:50:38","date_gmt":"2010-01-20T12:50:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=2097"},"modified":"2010-01-20T12:50:38","modified_gmt":"2010-01-20T12:50:38","slug":"migranti-santegidio-e-il-sogno-dei-black-italians","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2097","title":{"rendered":"Migranti &#8211; Sant&#8217;Egidio e il sogno dei black italians"},"content":{"rendered":"<p>Claudio, che \u00e8 un ricercatore all\u2019universit\u00e0 e maestro volontario di italiano agli immigrati, tiene a braccetto Saliou: un metro e novanta di muratore senegalese con una coccina terribile. Insieme se la ridono mentre la band intona una vecchia canzone di Toto Cotugno; \u00ablasciatemi cantare, con la chitarra in mano\u00bb, cantano a squarciagola e sul finale, alzano ancora la voce: \u00abio sono un italiano, un italiano nero\u00bb.<br \/>\nDomenica. Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Chiss\u00e0 dove sono andati a ripescarla questa ricorrenza, quelli della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio: era il 1914 e un papa genovese, Benedetto XV, alla vigilia della Grande guerra proclam\u00f2 una giornata in cui riflettere sul dramma dei rifugiati.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nAllora i migranti si chiamavano Natalina ed Amedeo e si imbarcavano da Genova verso altri continenti. Oggi sono Bilal e Carmen: raccolgono le nostre arance e accompagnano a fare la spesa i nostri nonni, cio\u00e8 i fratelli di Natalino ed Amedeo. Le immagini di Rosarno hanno colpito tutti, non c\u2019\u00e8 dubbio. Ma forse quello che desta pi\u00f9 preoccupazione \u00e8 il pensiero dell\u2019alternativa: se non Rosarno, che cosa? \u00abVivere insieme \u2013 mi spiega con calma Claudio dopo aver smesso di cantare \u2013 non \u00e8 una cosa che si pu\u00f2 improvvisare, ma \u00e8 un arte che richiede pazienza, studio, immaginazione\u00bb.<br \/>\nEcco il perch\u00e9 di questa festa: \u201cImpariamo a vivere insieme\u201d, l\u2019hanno chiamata. E c\u2019erano veramente tutti, a Palazzo Ducale, nel \u201csalotto buono\u201d della citt\u00e0, sotto lo sguardo compiaciuto del padrone di casa, il \u201cdoge\u201d Luca Borzani: nigeriani e somali, albanesi e romeni, ecuadoriani, filippini, bengalesi, rom. E poi, ovviamente gli italiani: tanti giovani, ma anche anziani e bambini. Hanno fatto festa, ballato, hanno ascoltato le testimonianze di molti di loro e le parole piene di sapienza di don Marino Poggi. La sindaco \u00e8 intervenuta \u2013 qualcuno dice di averla vista ballare \u2013 e ha detto qualcosa di piccolo, ma importante: \u00abnon mi rivolgo a voi come a stranieri, ma come a genovesi\u00bb.<br \/>\nEccolo, il centro della questione: l\u2019alternativa a Rosarno \u00e8 l\u2019integrazione vera, \u00e8 il sogno di eurafricano di Senghor, \u00e8 la prospettiva che un giorno si potr\u00e0 dire italo-africano con la stessa naturalezza con cui si dice afro-americano. Per dirla con Claudio e Saliou: un italiano nero.<br \/>\n\u00c8 un sogno, certamente. Ma \u00e8 anche una proposta di legge da anni in parlamento con la speranza che venga finalmente approvata: una riforma che permetta ai figli di immigrati nati in Italia di ottenere la cittadinanza per evitare il paradosso di ragazzi che si sentono italiani, ma che non lo sono.<br \/>\nNella confusione della festa, il giornalista della Rai cerca i somali per intervistarli. Qualcuno si guarda attorno: \u00absaranno andati a lavorare\u00bb. L\u2019unico che sorride \u00e8 Claudio, che \u00e8 il loro maestro e li conosce bene. Quando arrivano, un paio hanno il muso lungo. \u00ab\u00c8 che ha perso il Genoa \u2013 li sfotte Claudio \u2013 sono passati al bar a vedere la partita\u00bb.<br \/>\nCondividere le gioie e i dolori. Anche questa \u00e8 cittadinanza.<br \/>\n<em>(Sergio Casali)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Claudio, che \u00e8 un ricercatore all\u2019universit\u00e0 e maestro volontario di italiano agli immigrati, tiene a braccetto Saliou: un metro e novanta di muratore senegalese con una coccina terribile. Insieme se la ridono mentre la band intona una vecchia canzone di Toto Cotugno; \u00ablasciatemi cantare, con la chitarra in mano\u00bb, cantano a squarciagola e sul finale, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[259,7],"tags":[],"class_list":["post-2097","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-259","category-immigrazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2097","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2097"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2097\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2097"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2097"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2097"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}