{"id":2110,"date":"2010-01-26T23:48:10","date_gmt":"2010-01-26T23:48:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=2110"},"modified":"2010-01-26T23:48:10","modified_gmt":"2010-01-26T23:48:10","slug":"immigrazione-servi-clandestini-secondo-rovelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2110","title":{"rendered":"Immigrazione &#8211; Servi clandestini secondo Rovelli"},"content":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 22 gennaio Marco Rovelli, ospite al circolo Belleville di Genova per la presentazione del suo libro Servi, ci ha parlato di un mondo \u201caltro\u201d, non ufficiale, parallelo alla quotidianit\u00e0, dove non esistono spazio e tempo, numeri e alfabeto: la clandestinit\u00e0.<br \/>\nL&#8217;opera-indagine di Rovelli (*) sul lavoro sommerso italiano (valutato da varie fonti al 19% del PIL) \u00e8 volutamente \u201cnarrativa\u201d, modestamente non sociologica. Secondo l&#8217;autore la riconquista della dignit\u00e0 e della dimensione politica passa attraverso il recupero del valore semantico del linguaggio. Ecco perch\u00e9 volutamente non usa l&#8217;espressione \u201caver dato voce\u201d, estremamente \u201cminorizzante\u201d rispetto ad una delle due parti che interagiscono.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nRifugge dal sensazionalismo della retorica dei media, dal gioco di prestigio delle parole tecniche che si avvicendano nel definire questo mondo, CPT, CIE etc, smaterializzandolo, nel tentativo di rendere alle storie che ha incontrato la loro \u201cesemplarit\u00e0 universale\u201d, unica chiave che ci pu\u00f2 restituire la dimensione di co-appartenenza, dunque di condivisione politica.<br \/>\nIl termine clandestino, dal latino colui che sta nascosto alla luce del giorno, l&#8217;emblematico per l&#8217;attuale equivalenza semantica con criminale, \u00e8 il cuore da cui Rovelli parte per la destrutturazione della cornice ghettizzante del sommerso e il recupero dell&#8217;innocenza di un linguaggio comune. Qualcuno dal pubblico gli ha domandato perch\u00e9 scegliere, assolvendola in fondo, la parola clandestinit\u00e0 piuttosto che schiavit\u00f9. Per Rosarno si \u00e8 parlato di rivolta di schiavi sui giornali. Spiega che schiavit\u00f9 sottintende in realt\u00e0 un rapporto di dipendenza personale, laddove invece il clandestino agisce ed esiste fondamentalmente in un mondo del lavoro frammentato. L&#8217;esternalizzazione rende difficile identificare responsabili e visibili solo alcuni vertici del caporalato.<br \/>\nNella piramide dell&#8217;economia il clandestino \u00e8 il margine minimo, oltre il quale \u00e8 addirittura concesso andare. Al suo lavoro ci si pu\u00f2 anche permettere di non corrispondere nulla, in fondo non ha tutele. Si pu\u00f2 disporre della sua vita senza correre rischi, la sicurezza non \u00e8 essenziale. Un eccezionale regola di mercato per migliorare i profitti di pochi e i costi di quello che ci portiamo in tavola. Il passo tra immigrato e clandestino \u00e8 breve, ce ne accorgiamo. Ma noi, come siamo coinvolti oltre la compassione? Semplice, il clandestino \u00e8 il precario assoluto, funzionale non solo al ribasso dei costi, ma anche alla limitazione dei diritti di tutti i lavoratori. Non lasciamoci trarre in inganno dalla retorica dei posti di lavoro sottratti ingiustamente e dalle garanzie non pi\u00f9 riconosciute per \u201ccolpa loro\u201d. Non \u00e8 il clandestino il soggetto attivo del lavoro, se non come braccia e gambe, le strategie che coinvolgono tutti sono dettate altrove. Salvaguardare i diritti dei clande stini significa difendere quelli di chiunque. Il 1 marzo, giornata del primo sciopero europeo dei migranti (<a href=\"http:\/\/primomarzo2010.blogspot.com\/\">http:\/\/primomarzo2010.blogspot.com\/<\/a>), pu\u00f2 essere un&#8217;occasione per costruire \u201cuna rete meticcia\u201d, come l&#8217;ha definita Rovelli, di comunicazione tra questi mondi. Teniamolo a mente, siamo tutti clandestini. (*) Marco Rovelli: <a href=\"http:\/\/www.marcorovelli.it\/\">http:\/\/www.marcorovelli.it\/<\/a><br \/>\n<em>(Maria Alisia Poggio)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 22 gennaio Marco Rovelli, ospite al circolo Belleville di Genova per la presentazione del suo libro Servi, ci ha parlato di un mondo \u201caltro\u201d, non ufficiale, parallelo alla quotidianit\u00e0, dove non esistono spazio e tempo, numeri e alfabeto: la clandestinit\u00e0. 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