{"id":2115,"date":"2010-02-03T00:03:04","date_gmt":"2010-02-03T00:03:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=2115"},"modified":"2010-02-03T00:03:04","modified_gmt":"2010-02-03T00:03:04","slug":"lettere-il-rebus-della-sanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2115","title":{"rendered":"Lettere &#8211; Il rebus della sanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Alla fine di gennaio il Secolo XIX \u201cha rivelato\u201d il piano della ristrutturazione sanitaria genovese, definendo \u201cuna rivoluzione degli uffici e ambulatori\u201d l\u2019idea di traslocare le attivit\u00e0 che si svolgono tanto in via Assarotti quanto in via Archimede nel palazzo di Pammatone della Foce.<br \/>\nIl ragionamento ha una sua logica amministrativa: le strutture attuali sono vecchie, e in questi casi le manutenzioni sono difficili e costose. Insomma la scarsa funzionalit\u00e0 unita alla necessit\u00e0 di risparmiare imporrebbero un sacrificio: un ufficio centralizzato dove troverebbe posto anche l\u2019utenza della Foce potrebbe funzionare meglio, come il palazzo della salute di via Brigate Partigiane, gestito dall\u2019ospedale San Martino.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nInvero la gente che usufruisce delle due storiche sedi della ex mutua (molti servizi articolati, dagli ambulatori specialistici all\u2019anagrafe sanitaria, all\u2019assistenza ai disabili) \u00e8 davvero tanta e rappresenta un centro cittadino molto vasto, da via Napoli a Quezzi, da San Fruttuoso a zone estese della Val Bisagno.<br \/>\nTutta questa utenza, dalla pensionata di Via Napoli a quella di Via Berghini, dovrebbe accollarsi almeno un autobus in pi\u00f9 sul groppone perch\u00e9, come si vede quando si passa davanti alla ASL di via Assarotti, mica tutti vanno in macchina o in taxi. Si vedono donne, soprattutto donne, casalinghe, lavoranti, giovani madri, straniere e in particolare, visto che siamo a Genova, quelle che avendo una certa et\u00e0 hanno bisogno di servizi sanitari particolari.<br \/>\nCertamente, c\u2019\u00e8 sempre l\u2019alternativa delle strutture private o convenzionate: queste s\u00ec che sono un po\u2019 ovunque.<br \/>\nOra far prender due autobus ad un sacco di persone (ma la AMT non sta riducendo le corse?) per andare in un posto dove comunque &#8211; per quanto idilliaco e per quanto possa diventare superefficiente &#8211; ci sar\u00e0 da aspettare delle ore se non delle mattinate, appare come una tortura cinese visto che la maggior parte saranno appunto anziani; per non parlare poi delle mamme, dei parcheggi, della Foce ventosa e fredda e comunque decentrata, anche se i giochi si voglio fare l\u00ec. Una tortura cinese, cio\u00e8 una sorta di punizione incomprensibile, una cosa peregrina che fa a pugni con ogni minimo buon senso. E anche con il rispetto, perch\u00e9 quella sanit\u00e0 l\u00ec (l\u2019unica che abbiamo) \u00e8 stata costruita e pagata con i canonici quarantanni di contributi dei lavoratori e delle lavoratrici, dalla maggioranza delle persone che normalmente vanno in Via Archimede e in Via Assarotti per i prelievi o le pratiche di assistenza domiciliare.<br \/>\nVittorio Coletti, sul Venerd\u00ec di Repubblica, ha stigmatizzato una lettrice sostenendo che i \u201cguasti berlusconiani\u201d si vedono anche nella pessima distribuzione delle risorse, quasi sempre indirizzate verso i governi locali amici.<br \/>\nE\u2019 indubbio che, nel caso della sanit\u00e0 ligure e delle difficolt\u00e0 presenti, questa pratica da basso impero sia stata determinante nelle scelte del recente passato o dell\u2019oggi, ma arrendersi al presente \u00e8 il modo peggiore per costruire il futuro.<br \/>\n<em>(Elio Rosati)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla fine di gennaio il Secolo XIX \u201cha rivelato\u201d il piano della ristrutturazione sanitaria genovese, definendo \u201cuna rivoluzione degli uffici e ambulatori\u201d l\u2019idea di traslocare le attivit\u00e0 che si svolgono tanto in via Assarotti quanto in via Archimede nel palazzo di Pammatone della Foce. 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