{"id":2124,"date":"2010-02-03T00:26:18","date_gmt":"2010-02-03T00:26:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=2124"},"modified":"2010-02-03T00:26:18","modified_gmt":"2010-02-03T00:26:18","slug":"giornata-della-memoria-parlando-con-liana-millu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2124","title":{"rendered":"Giornata della memoria &#8211; Parlando con Liana Millu"},"content":{"rendered":"<p>Liana Millu \u00e8 stata una mia cara amica. Negli ultimi anni della sua vita, fino a poco prima di morire, avevamo consacrato l&#8217;abitudine di incontrarci ogni quindici giorni, pi\u00f9 o meno, e parlare dei nostri affanni, prima di tutto, e poi di come girava il mondo, di politica, di Genova, di libri e di poesia.<br \/>\nInsomma di tutto il parlabile, seduti su due comode poltrone eleganti e di giusta misura, spesso nel calar della luce del tramonto, che quando giungeva il momento veniva sorretta dallo splendore caldo di una lampada posta alle spalle di Liana.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nLiana Millu era pessimista, come tanti vecchi saggi. Troppi rischi di involuzione distruttiva, nei singoli e nella collettivit\u00e0, troppo disprezzo per la natura, troppa arroganza e prepotenza, troppo compiacimento della forza. Troppi e troppo grandi segni di oblio di quello che era stato e che continuava ad essere: i massacri, le guerre, le persecuzioni razziali ed etniche, la schiavit\u00f9 della fame e della miseria, le feroci dittature, e poi il pi\u00f9 grande degli abissi, l&#8217;olocausto.<br \/>\nLiana Millu era stata catturata dai nazisti verso la fine del 1944, mentre a Venezia, partigiana, onorava i suoi imperativi di liberazione. Partigiana e ebrea era stata immediatamente condotta a Birkenau, lager femminile collegato ad Auschwitz, delirio di violenza e di umiliazione prima di divenire fumo. Dopo mesi di internamento e di atroci sofferenze venne liberata, mezza viva e mezza morta, ma ancora tenacemente attaccata a quel radicale di vita che l\u2019avrebbe portata fino a noi e a novanta anni. Scrisse due libri bellissimi sulla totalit\u00e0 di questa esperienza: Il fumo di Birkenau e I ponti di Schwerin, racconti, filtrati da dolore e libert\u00e0, dell\u2019intensit\u00e0 frantumante dell\u2019internamento e dell\u2019ebbrezza e della fatica del ritorno. Un monumento della memoria, uno scandaglio delle profondit\u00e0 dell\u2019umano, una preghiera laica per la vita.<br \/>\nPoche settimane prima di morire e prima di dirmi per l\u2019ultima volta arrivederci, mi raccont\u00f2 questo episodio, di cui nei due libri non aveva parlato: \u201c Quando la mattina all\u2019alba ci prelevavano dalle baracche e ci conducevano, inquadrate e umiliate, al campo di lavoro, luogo di conferma che per quel giorno non saresti passata fra i corpi indegni di sopravvivere, ci facevano passare accanto ad una grande radura, recintata e presidiata da cani neri e uomini armati. In questo grande spazio, ornato qua e l\u00e0 da qualche ciuffo d\u2019erba, erano trattenute alcune migliaia di persone, molte donne e molti bambini, che, dando segni di residua vitalit\u00e0 possibile, si assiepavano per scaldarsi, mandavano in giro un parlottare fitto e fiero, facevano giocare i bambini. Portavano vestiti colorati e fantasiosi, i loro vestiti. Si, perch\u00e9 gli zingari non erano riusciti a svestirli e a rivestirli con la divisa del lager, il marchio dei carcerieri e della sottomissione.<br \/>\nUna mattina trovammo il campo vuoto. Stracci sparsi dappertutto, frammenti colorati, cappelli e veli, capelli e poi sangue a coprire le zolle e l\u2019erba calpestata e schiacciata.<br \/>\nNella notte gli zingari erano stati eliminati tutti. Ma avevano combattuto con tutti i mezzi che la piet\u00e0 di Dio aveva loro lasciato\u201d. Queste le parole di Liana Millu. Pensavamo di registrare questo ricordo. Non ci fu tempo.<br \/>\nLa sua voce e il suo sorriso mi accompagnano sempre.<br \/>\nQuesta la mia giornata della memoria.<br \/>\n<em>(Angelo Guarnieri)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liana Millu \u00e8 stata una mia cara amica. Negli ultimi anni della sua vita, fino a poco prima di morire, avevamo consacrato l&#8217;abitudine di incontrarci ogni quindici giorni, pi\u00f9 o meno, e parlare dei nostri affanni, prima di tutto, e poi di come girava il mondo, di politica, di Genova, di libri e di poesia. 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