{"id":2132,"date":"2010-02-10T11:17:03","date_gmt":"2010-02-10T11:17:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=2132"},"modified":"2010-02-10T11:17:03","modified_gmt":"2010-02-10T11:17:03","slug":"salute-mentale-bisogna-parlare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2132","title":{"rendered":"Salute mentale &#8211; Bisogna parlare"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; una questione troppo grande, quella della salute mentale, perch\u00e9 venga affidata soltanto ai poteri e ai saperi, costituiti per promuoverla e valutarla, prenderla in cura o in custodia, parlarne, studiarla. E\u2019 questione vitale, come la salute corporea, come l&#8217;aria che respiriamo, come l&#8217;acqua, come il pane.<br \/>\nInsomma una questione di vita e di morte. Anche di morte. Perch\u00e9 la salute mentale \u00e8 anche il suo lato oscuro, la malattia mentale, il dolore dell&#8217;anima, il male di vivere, l&#8217;incapacit\u00e0 di stare con gli altri, lo svuotamento energetico, l&#8217;impossibilit\u00e0 di essere s\u00e9 stessi. Insomma la tragedia che \u00e8 anche la vita e la dimensione tragica che ha l&#8217;esistenza, e tutto questo riguarda tutti, \u00e8 la condizione umana. \u201cSiamo tutti coinvolti\u201d, come diceva il grande poeta e cantante genovese.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nE allora bisogna che di tutto questo si parli: che gli esperti della psiche ne parlino, che i giornalisti ne parlino, che i filosofi ne parlino, che i politici ne parlino, che i cittadini tutti ne parlino. Bisogna che ci sia informazione sui fatti della salute mentale, che ci sia scambio, curiosit\u00e0, comunicazione. Che ci siano luoghi dove se ne possa parlare e dove le parole sulla salute e sulla sofferenza possano diventare azioni, pratiche di aiuto e di cura.<br \/>\nAnche delle cose che fanno clamore si deve parlare, ma non per alimentare scandalismo, paure e morbosit\u00e0, ma per cercare di capire fin dove si pu\u00f2, ricostruire storie, tacere se non si pu\u00f2 dire e accettare il silenzio per pensare, interrogarsi.<br \/>\nTre recenti eventi di cronaca, tre suicidi avvenuti a Genova, hanno in qualche modo rilanciato il problema dell\u2019informazione nel campo della salute mentale. Una informazione che ha mostrato partecipazione e sensibilit\u00e0, ma nell\u2019insieme del racconto e nel rapporto con gli esperti si sono ripresentati i dubbi legati all\u2019uso di un formulario tecnico che oggettivizza l\u2019altro, rende sterile lo spazio dell\u2019agire, lascia sconosciuta la persona, con il suo dramma estremo, con la responsabilit\u00e0 del suo atto, e con lo sconforto arrecato ai suoi cari.<br \/>\nQuando Basaglia ha voluto chiudere i manicomi, battendosi perch\u00e9 si creasse la rete dei servizi per la salute mentale, ha infranto il paradigma dell\u2019incurabilit\u00e0, dell\u2019inguaribilit\u00e0 e della pericolosit\u00e0 della malattia mentale. E ha posto le basi perch\u00e9 si instaurassero i luoghi dell\u2019accoglienza, della cura e del prendersi cura, dell\u2019accompagnamento e della prossimit\u00e0 verso le persone portatrici di dolore mentale, anche il pi\u00f9 grave. Vi fu all\u2019inizio una grande effervescenza scientifica, culturale, comunicativa e partecipativa attorno a questa impresa autenticamente rivoluzionaria. E molti nemici, e molti conflitti. Ora l\u2019effervescenza si \u00e8 attenuata e i nemici sono pi\u00f9 subdoli.<br \/>\nIl passaggio che stavamo attraversando era troppo importante perche tacessimo sulle nostre convinzioni. Abbiamo avuto fortuna. Abbiamo incontrato giornalisti che cercavano di capire e che ci hanno dato una mano. Che riportavano alla fine, come sempre fanno &#8211; e l\u2019ho imparato a mie spese, quello che dicevamo.<br \/>\nParlare ci sembrava necessario per realizzare i processi di liberazione e di cura e l\u2019opera di grande prossimit\u00e0 con la malattia mentale, spesso accompagnata dalla pi\u00f9 buia miseria, che Basaglia, \u201cil grande soccorritore\u201d come lo ha chiamato Alda Merini, ci aveva insegnato.<br \/>\nSono passati trenta anni dalla sua morte e tanta acqua sotto i ponti. Ma dove sono oggi i \u201cgrandi soccorritori\u201d?<br \/>\n<em>(Angelo Guarnieri)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; una questione troppo grande, quella della salute mentale, perch\u00e9 venga affidata soltanto ai poteri e ai saperi, costituiti per promuoverla e valutarla, prenderla in cura o in custodia, parlarne, studiarla. E\u2019 questione vitale, come la salute corporea, come l&#8217;aria che respiriamo, come l&#8217;acqua, come il pane. Insomma una questione di vita e di morte. 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