{"id":2175,"date":"2010-03-17T18:43:37","date_gmt":"2010-03-17T18:43:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=2175"},"modified":"2010-03-17T18:43:37","modified_gmt":"2010-03-17T18:43:37","slug":"politica-la-liguria-che-non-frana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2175","title":{"rendered":"Politica &#8211; La Liguria che non frana"},"content":{"rendered":"<p>10 marzo, al circolo PD del Centro Storico, si parla di politiche ambientali. La candidata alle regionali Anna Stagno ne discute con Carlo Bertelli (Charta) Roberta Cevasco (Universit\u00e0 Piemonte Orientale), Alberto Girani (Direttore del Parco di Portofino), Diego Moreno e Massimo Quaini (Universit\u00e0 di Genova).<br \/>\nIl primo argomento sono i problemi della Liguria e del suo entroterra, di cui si parla cos\u00ec poco che ne \u00e8 ignota l&#8217;entit\u00e0: i boschi avanzano popolando versanti e montagne ormai abbandonati, alla velocit\u00e0 di mille campi da calcio all\u2019anno. Al differente assetto consegue l\u2019instabilit\u00e0 ed il dissesto idrogeologico. Queste condizioni, insieme alla quantit\u00e0 di alberi abbandonati senza alcuna gestione, causano le frane ed il propagarsi degli incendi che hanno funestato la cronaca recente.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nMa l&#8217;abbandono dell&#8217;entroterra ha causato anche la perdita delle societ\u00e0 che manteneva quegli spazi: le politiche degli anni Settanta hanno incentivato lo spopolamento, ed oggi chi \u00e8 rimasto a vivere nell\u2019entroterra \u00e8 penalizzato da un difficile accesso ai servizi ed alle infrastrutture.<br \/>\nInoltre i finanziamenti che arrivano a pioggia per l\u2019entroterra spesso finiscono per essere gestiti su base clientelare senza risolvere in minima parte le difficolt\u00e0.<br \/>\nTra le soluzioni che vengono prospettate, innanzitutto la valorizzazione di quel che \u00e8 rimasto, ambiente e persone, che merita una tutela attiva e non passiva. Chi ancora vive le realt\u00e0 rurali ed \u00e8 depositario di conoscenza \u00e8 il primo da interpellare.<br \/>\nPoi \u00e8 necessario, concordano gli interventi dei relatori, restituire l\u2019autorit\u00e0 sul territorio agli abitanti, gli unici che possono permettere un recupero ambientale e sociale dell\u2019entroterra, e tutelare realt\u00e0 di gestione comunitaria come i beni comuni o frazionali.<br \/>\nViene citato il caso di uno strumento attivo in Francia, una sorta di osservatorio sul paesaggio, <em>observatoire citoyen du paysage<\/em>, che concepisce la tutela dei singoli siti come una responsabilit\u00e0 da affidare alla cittadinanza.<br \/>\nDall\u2019altra parte, il pubblico interviene: a parlare \u00e8 principalmente chi \u00e8 tornato all\u2019entroterra, per reimpostare la propria vita, costruire attivit\u00e0, recuperare una dimensione diversa e meno alienante di quella cittadina. Chi torna \u00e8 pienamente consapevole del valore ideologico della propria scelta, e sa osservare: l&#8217;entroterra non viene considerato un luogo per godere della bellezza del paesaggio e della natura, ma il frutto di opere di secolare gestione delle montagne, dei corsi d\u2019acqua, dei terrazzamenti. E sa riconoscere quanto poco efficaci e inadeguate siano le normative che rendono impossibile o laboriosissimo intraprendervi iniziative, o anche semplicemente viverci.<br \/>\nL\u2019impressione che resta \u00e8 che l\u2019unico modo di salvaguardare l&#8217;entroterra della Liguria sia in qualche modo occuparsene, parlandone e portandolo al centro del dibattito politico. Per restituirlo pienamente a chi lo abita e vorrebbe abitarlo.<br \/>\n<em>(Eleana Marullo)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>10 marzo, al circolo PD del Centro Storico, si parla di politiche ambientali. 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