{"id":2212,"date":"2010-04-19T23:47:13","date_gmt":"2010-04-19T23:47:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=2212"},"modified":"2010-04-19T23:47:13","modified_gmt":"2010-04-19T23:47:13","slug":"lettere-riso-amaro-per-fiorello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2212","title":{"rendered":"Lettere &#8211; Riso amaro per Fiorello"},"content":{"rendered":"<p><em>Riportiamo per intero la lettera di Gabriella Corbo, pubblicata parzialmente su Repubblica-Lavoro il 18 aprile.<\/em><br \/>\nDi questi tempi non abbondano certo i motivi per ridere e divertirsi, e l&#8217;occasione di una serata da trascorrere alla Fiumara in compagnia della verve e del talento di Fiorello pare ghiotta.<br \/>\nI biglietti vanno a ruba, e quando finalmente si riesce a prenotare nel negozio di dischi che fa prevendita, si \u00e8 solleciti &#8211; come gi\u00e0 accaduto in passato &#8211; a specificare: &#8220;Uno di noi \u00e8 disabile: \u00e8 possibile avere biglietti a inizio fila, di fianco a lui che rimane nel (largo) corridoio che separa i settori?&#8221;. Come gi\u00e0 accaduto in passato &#8211; lo ripeto &#8211; la richiesta viene accolta e si acquistano tre biglietti (interi) per il settore &#8220;poltronissima numerata&#8221;, fila 10: ottima posizione pagata profumatamente.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nGiunge la serata tanto attesa. I (pochi) posteggi all&#8217;aperto per disabili sono gi\u00e0 tutti esauriti un&#8217;ora e mezza prima dello spettacolo. Pazienza: il guidatore ci lascia dai botteghini e inizia la sua personale odissea per parcheggiare l&#8217;auto (che \u00e8 alta per permettere alla carrozzina di entrarvi e non pu\u00f2 accedere per questo nei parking coperti della struttura) in maniera regolare e non selvaggia, come quella di altri che hanno bloccato il passaggio sul marciapiede. Sup erate le solite infinite barriere umane e logistiche, arriviamo finalmente in platea. Chiediamo indicazione a una signorina su come raggiungere i nostri posti, quando veniamo fermati &#8211; in modo gentile, ma assolutamente granitico &#8211; da un vigile del fuoco, che si qualifica responsabile della sicurezza e ci informa che i disabili debbono stare categoricamente in fondo alla platea, ai piedi della gradinata.<br \/>\nDi fronte alla nostra reazione, prima di stupore, poi francamente di &#8211; chiamiamola cos\u00ec &#8211; arrabbiatura, il paziente vigile del fuoco ci spiega come esistano precise norme di sicurezza che limitano a 14 (sic!) il numero dei disabili che possono accedere alla struttura; che &#8220;sul sito&#8221; (quale? e poi: sono io tenuta ad avere un pc e a collegarmi a un sito di prevendita quando mi sono sempre rivolta a Fnac od Orlandini?) venivano chiaramente indicate le modalit\u00e0 di fruizione dello spettacolo per i disabili; e che comunque i disabili in carrozzina ostruiscono le vie di fuga e impediscono ai &#8220;bipedi&#8221; di scappare velocemente. Noi poggiavamo le nostre rimostranze sul fatto che al momento della prevendita non ci era stato detto quanto egli, ora, riferiva; che si erano comunque acquistati tre biglietti a prezzo intero (e carissimo) per stare nelle prime file ed ora si era retrocessi in fondo, con scarsa visuale, ai piedi di posti di ben minore costo; che *mai* in precedenza, nella stess a struttura e in spettacoli di eguale successo di pubblico (penso a Battiato, al concerto del Primo Maggio, a Guzzanti, allo stesso Fiorello due anni fa, a Elio e le storie tese solo poche settimane prima) avevamo avuto problemi di questo tipo (&#8220;Ci denunci pure, ne ha il diritto&#8221;, risponde seraficamente il vigile del fuoco al disabile che provocatoriamente fa notare questa incongruenza). Tutto questo si rivela inutile, cos\u00ec come l&#8217;eloquenza (solitamente abilissima) del disabile, rivelatasi per\u00f2 in questa occasione inefficace per far mutare opinione al gentilissimo e davvero paziente vigile del fuoco.<br \/>\nNon vi \u00e8 stato nulla da fare. Chi scrive \u00e8 rimasta appollaiata su un gradino accanto allo sconfortato disabile, molto pi\u00f9 sconfortata e certo ben pi\u00f9 inca**ata di lui, forse fin troppo abituato a scontrarsi con le &#8220;abilit\u00e0&#8221; altrui.<br \/>\nAl ritorno, ragionava infatti sull&#8217;assurdit\u00e0 di un simile &#8220;apartheid&#8221; per i disabili. Assurdit\u00e0 sia nel senso della gratuit\u00e0 offensiva per quelli come lui (analoga sorte era toccata infatti a un&#8217;altra ragazza in carrozzina e al suo accompagnatore, che pure aveva biglietto di poltronissima), ma anche per il fatto che &#8211; adottando un simile bislacco parametro &#8211; egli non dovrebbe frequentare neppure convegni, conferenze, presentazioni di libri; e che non si capisce perch\u00e9 lui in carrozzina, con un accompagnatore prontissimo a spingerlo correndo in caso di allarme, dovrebbe intralciare di pi\u00f9 l&#8217;eventuale evacuazione di quanto lo farebbe un&#8217;altra persona che &#8211; per qualsivoglia motivo &#8211; fosse lenta nel deambulare. Il sospetto, concludeva, \u00e8 che in realt\u00e0 si voglia confinare la vista di chi \u00e8 in carrozzina in fondo alla sala, sottraendola alle file delle persone &#8220;presentabili&#8221;.<br \/>\nS\u00ec, ieri sera Fiorello \u00e8 stato bravo e il suo spettacolo scoppiettante come al solito. Ma stavolta abbiamo riso davvero molto poco. E amaramente.<br \/>\nP.S. il disabile era il giornalista e scrittore Enzo Costa.<br \/>\n<em>(Gabriella Corbo)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo per intero la lettera di Gabriella Corbo, pubblicata parzialmente su Repubblica-Lavoro il 18 aprile. Di questi tempi non abbondano certo i motivi per ridere e divertirsi, e l&#8217;occasione di una serata da trascorrere alla Fiumara in compagnia della verve e del talento di Fiorello pare ghiotta. 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