{"id":2224,"date":"2010-04-28T22:06:00","date_gmt":"2010-04-28T22:06:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=2224"},"modified":"2010-04-28T22:06:00","modified_gmt":"2010-04-28T22:06:00","slug":"mostre-ragazze-di-fabbrica-osservazioni-a-margine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2224","title":{"rendered":"Mostre &#8211; Ragazze di fabbrica, osservazioni a margine"},"content":{"rendered":"<p><IMG height=\"299\" alt=\"\" hspace=10 src=\"http:\/\/www.olinews.it\/mt\/images\/oli258_25aprilestriscione.jpg\" width=\"200\" align=left>&#8220;I dati a consuntivo parlano di un successo ottenuto a basso costo per le casse pubbliche: 3350 visitatori in 30 giorni di apertura, pi\u00f9 di mille commenti lasciati sul libro della mostra, punte di presenze dalle 150 alle 200 persone nei giorni in cui sono stati organizzati eventi particolari. Il tutto per 20.000 \u20ac, spettacoli, animazioni, visite guidate e video inclusi.<br \/>\n10.000 euro li ha messi la Fondazione Ducale per allestimento, vigilanza e promozione. Gli altri \u2013 utilizzati per la stampa del catalogo &#8211; vengono da Comune, Provincia, Regione, Coopsette e Cgil.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nSi \u00e8 trattato, in effetti, di una conquista. La proposta di portare al Ducale la prima e la seconda parte della mostra <em>Ragazze di Fabbrica<\/em>, gi\u00e0 allestite a Ponente rispettivamente nel 2005 e nel 2008, era stata avanzata l\u2019anno scorso, e si \u00e8 fatta strada attraverso ipotesi iniziali assai pi\u00f9 minimaliste, come quella di una breve e parziale esposizione nel cortile del palazzo.<br \/>\nLa pazienza di attendere, e l\u2019arte di stare nei confini di stanziamenti ridottissimi, ha creato una possibilit\u00e0 di incontro tra il progetto delle donne e le disponibilit\u00e0 \/ possibilit\u00e0 della Fondazione, e alla fine il percorso attraverso 150 anni di storia del lavoro delle donne del ponente industriale genovese \u00e8 riuscito a trovare uno spazio espositivo adeguato.<br \/>\nL\u2019arte \u00e8 consistita in una grandissima mole di lavoro da parte delle addette alle biblioteche, nella attivit\u00e0 totalmente gratuita del gruppo \u201cGenerazioni di donne\u201d (<a href=\"http:\/\/www.generazioni-di-donne.it\">www.generazioni-di-donne.it<\/a>) che ha realizzato la sezione \u201c15 donne\u201d della mostra e molti degli eventi che si sono svolti al Ducale, e nei contributi che sono arrivati sotto forma di attivit\u00e0 (Centro Ligure di Storia Sociale), o di sostegno economico per la realizzazione degli eventi teatrali (lo SPI Cgil e sessanta singole persone che hanno contribuito ad una colletta).<br \/>\nQuindi, pi\u00f9 di tremila visitatori. Donne soprattutto, ma con una presenza maschile tutt\u2019altro che trascurabile, che hanno avuto con la mostra un rapporto prevalentemente individuale: le uniche visite guidate sono state quelle delle scuole, perfino una materna, ma nessuna fabbrica o categoria sindacale.<br \/>\nVisitatrici e visitatori con chi parleranno ora di quello che hanno visto o pensato? Il sindacato potrebbe essere un tramite di rapporto, e in effetti nell\u2019ultimo giorno della mostra la CGIL ha organizzato un convegno di grande interesse, \u201cChe genere di innovazione?\u201d, con interventi di donne attive nei campi della ricerca e della produzione. Novanta le presenze: uomini, donne, esponenti di segreteria e di apparato sindacale.<br \/>\nMa dopo il breve intervallo dedicato allo spuntino, nel momento della reciprocit\u00e0, quando c\u2019era ascoltare le donne che avevano organizzato parte della mostra e degli eventi, le presenze sono evaporate. Nove di numero le\/i superstiti.<br \/>\nTra di loro Susanna Camusso, oggi segretaria nazionale della Cgil che con alcune delle donne \u201cdella mostra\u201d aveva condiviso l\u2019esperienza dei Coordinamenti donne FLM degli anni \u201970, e il segretario generale della CGIL Liguria che si \u00e8 lasciato coinvolgere e commuovere. Presenze \u201cimportanti\u201d, ma la barriera che divide il sindacato genovese da quello che si muove al di fuori dei suoi apparati e dei suoi schemi resta alta.<br \/>\n<em>(Paola Pierantoni)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;I dati a consuntivo parlano di un successo ottenuto a basso costo per le casse pubbliche: 3350 visitatori in 30 giorni di apertura, pi\u00f9 di mille commenti lasciati sul libro della mostra, punte di presenze dalle 150 alle 200 persone nei giorni in cui sono stati organizzati eventi particolari. 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