{"id":2235,"date":"2010-05-05T23:07:14","date_gmt":"2010-05-05T23:07:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=2235"},"modified":"2010-05-05T23:07:14","modified_gmt":"2010-05-05T23:07:14","slug":"citta-tra-dire-e-fare-vince-il-cemento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2235","title":{"rendered":"Citt\u00e0 &#8211; Tra dire e fare vince il cemento"},"content":{"rendered":"<p>Da undici anni ad Arenzano alla fine del mese di aprile si tiene una bella manifestazione: Florarte \u2013 L\u2019arte interpretata con i fiori. Lo scenario \u00e8 quello, magnifico, anche se un po\u2019 malandato, del parco Negrotto-Cambiaso, dove ha sede il Palazzo comunale e dove ha nido una splendida colonia di pavoni monumentali. Ma se i titolari del palazzo comunale aspirano all\u2019armonia e alla bellezza e pi\u00f9 spesso le millantano e si pavoneggiano, i pavoni splendidi lo sono per natura.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nLa sede della manifestazione \u00e8 la serra monumentale costruita nel 1930 e inaugurata dal re e dalla regina, ospiti del castello. In puro stile liberty, ben restaurata, mostra una perfetta sinergia fra materia, artigianato e arte e si lega con eleganza all\u2019ambiente circostante ricco di alberi, colore e storia.<br \/>\nInsomma un ambiente ideale per una manifestazione culturale e artistica che mette a confronto affascinanti e fantasiose costruzioni di fiori e natura e la creativit\u00e0 infinita della persona umana. Ogni anno viene celebrato un artista, che fa da capofila a tanti altri pittori e scultori che danno anima alla coralit\u00e0 dell\u2019evento. Quest\u2019anno l\u2019artista celebrata era Cecilia Ravera Oneto con i suoi colori forti e sfumati, come quelli di un giardino e con il suo pregnante radicamento narrativo nella storia industriale e operaia di Genova. Nel contesto di Florarte gli organizzatori hanno voluto organizzare un convegno avente per tema: Un mare di giardini. Navigare e non naufragare nel circuito regionale dei giardini storici: \u00e8 possibile?<br \/>\nMeritevolissima iniziativa che invita a riflettere e a pensare criticamente su quel che avviene intorno a noi, e che gi\u00e0 nel titolo mette in conto che si possa \u201cnaufragare\u201d nel mare di giardini storici, pubblici e privati, dei quali la Liguria \u00e8 ricca. Arenzano di questa ricchezza \u00e8 esempio particolarmente pregnante e pregiato.<br \/>\nO forse \u201cera\u201d, e la trasformazione urbanistica e la tensione edificatoria speculativa alle quali \u00e8 sottoposta ne stanno sfigurando irrimediabilmente uno degli aspetti di maggior valore e qualit\u00e0: il verde urbano con i suoi giardini storici, i suoi orti secolari, frutto della tenacia, della sapienza e dell\u2019umilt\u00e0 della gente di terra di Liguria.<br \/>\nE cos\u00ec dal 1992, anno delle Colombiane, al convegno di cui sopra ad Arenzano sono stati distrutti o sfregiati ben sei giardini o orti storici, compreso il nobilissimo e celebratissimo parco, nel suo affaccio al mare che era proprio sbocco naturale, confine mobile fra onde, spiaggia e alberi esotici e \u201cillustri\u201d.<br \/>\nOra \u00e8 contorno del Grand Hotel, ingrandito del 30% secondo le concessioni di legge, con il 30% di alberi tagliati e chiuso per il 30% dei giorni dell\u2019anno. Per gli altri giorni non si sa, ma non deve passarsela molto bene. Ma gli alberi e le palme non ci sono pi\u00f9; c\u2019\u00e8 la piscina a 20 metri dal mare, ci sono i vasi di fiori che profumano di automobili, perch\u00e9 tutt\u2019attorno \u00e8 un parcheggio.<br \/>\nE insieme al parco del Grand Hotel sono stati distrutti: un giardino storico di un albergo noto in tutta Europa per la sua grazia, per le sue fasce alberate, per il suo panorama; il parco di un hotel di pregio d\u2019inizio novecento, che a norma di delibera doveva rimanere intatto; il giardino con palme e pini di una casa storica; un\u2019area verde con frutteto e orto generoso che ad ogni stagione dava i suoi profumi; un orto antico con arance, limoni, mandarini, cipressi, un banano e la casetta del contadino.<br \/>\nAl posto di tutto ci\u00f2 appartamenti costosissimi, come o pi\u00f9 di quello di Scajola, e tanti box, venduti come appartamenti, per inscatolare scatolette. A coprire gli sventramenti solai-giardini\u2013truman show, con palmette, piccole chicas, olivi da serra, veri ma senza profumo e senza smalto, tanto da sembrar finti.<br \/>\nPer fortuna c\u2019\u00e8 qualche arguto che alla domanda:\u201dvuole comprare un box?\u201d risponde:\u201dNo vorrei comprare un albero\u201d.<br \/>\nI convegni, gli interventi dei sapienti, mai cos\u00ec numerosi, servono, informano, formano le coscienze dell\u2019avvenire. Ma a volte viene il sospetto che, stando cos\u00ec le cose, finiscano per alimentare l\u2019ipocrisia e a svuotare di senso le parole.<br \/>\n<em>(Angelo Guarnieri)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da undici anni ad Arenzano alla fine del mese di aprile si tiene una bella manifestazione: Florarte \u2013 L\u2019arte interpretata con i fiori. 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