{"id":2269,"date":"2010-05-26T06:43:54","date_gmt":"2010-05-26T06:43:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=2269"},"modified":"2010-05-26T06:43:54","modified_gmt":"2010-05-26T06:43:54","slug":"cultura-per-edoardo-sanguineti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2269","title":{"rendered":"Cultura &#8211; Per Edoardo Sanguineti"},"content":{"rendered":"<p>Non ha scelto un buon momento per morire Edoardo Sanguineti. Poteva aspettare ancora un po\u2019. Poteva aspettarci ancora un po\u2019. Non scaricarci addosso in modo cosi improvviso e ammutolente lo spegnimento della sua voce e della luce mobile e penetrante dei suoi occhi.<br \/>\nTroppo freddo \u00e8 stato questo lungo inverno. E troppo duro. Cominciavano appena a prevalere i raggi di sole e le giornate cominciavano a tingersi di colori e tepori primaverili.<br \/>\nNon doveva Edoardo, che al calore umano teneva moltissimo, con la sua morte e con il suo scomparire alle nostre viste, aggiungere una ventata di gelo, al gelo gi\u00e0 accumulato sulla nostra pelle e nelle nostre persone.<br \/>\nAnche nella storia c\u2019\u00e8 freddo, come diceva Caproni &#8211; non troviamo tracce per sapere se amato o no \u2013 e nella societ\u00e0, per le strade della citt\u00e0 e nella cronaca. E la parola di Sanguineti era sempre calda, fino all\u2019incandescenza a volte. Di calore autentico, con la sua faccia ben esposta, sia che si esprimesse in poesia, sia che si manifestasse in teatro, in saggi, in conferenze, in interventi sui giornali, o in commenti musicali. Aveva la forza della poesia. E non temeva il paradosso, la rottura, le capriole linguistiche, il giuoco. Non temeva polemos che sapeva essere figlio degli dei.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nEd era parola colta, molto colta e saggia, profondamente saggia. Capace di suscitare il pensiero sempre, sia che comunicasse ad una platea di allievi, sia che si liberasse in una piazza per invitare a non far retrocedere la linea della dignit\u00e0 e dell\u2019umanit\u00e0, sia che si esprimesse in una dimensione pi\u00f9 intima dove contano la dolcezza delle relazioni umane e scorre l\u2019acqua dell\u2019amicizia e dell\u2019amore.<br \/>\nEd era parola allenata al pensiero critico e alla potenza delle idee, che alla critica richiamava sempre per capire, per non fermarsi alla omologante superficie di ci\u00f2 che appare, alla seduzione scriteriata, alla finzione \u201dbuonista\u201d e consolatoria. In questo senso era essenza della politica, dell\u2019impegno politico, che quando necessit\u00e0 chiamava non si tirava indietro, ci metteva corpo e carne.<br \/>\n\u201cPolitico prestato alla poesia\u201d diceva Sanguineti di s\u00e9 stesso, facendoci intendere, e questo crediamo essere il suo significato pi\u00f9 profondo, come politica e poesia siano intrecciate inscindibilmente e come non si dia buona politica senza buona poesia.<br \/>\nE \u201cchierico rosso\u201d, rispondendo a Montale, che trova nella materialit\u00e0 della condizione degli operai dell\u2019Italsider e delle loro assemblee, le fonti della materialit\u00e0 poetica della sua scrittura. Parola quindi che si distende fra \u201cl\u2019utile e il bello per arrivare al vero\u201d, secondo la sintesi di Goethe.<br \/>\nMa parola anche che non cela le ombre profonde dell\u2019infelicit\u00e0, del dolore vissuto e non taciuto, della fragilit\u00e0 che la ragione mai pu\u00f2 neutralizzare, e che, se le condizioni lo consentono, con pudore e discrezione possono sciogliersi in lacrime, ricordando il padre o leggendo una poesia per l\u2019amico Berio, appena deceduto.<br \/>\nOra che Sanguineti \u00e8 morto siamo tutti pi\u00f9 poveri, anche coloro che con lui non erano d\u2019accordo; Genova \u00e8 pi\u00f9 povera, senza uno dei suoi figli pi\u00f9 amati, l\u2019Italia e il mondo sono pi\u00f9 poveri, senza questo ambasciatore della cultura, senza questo \u201cchierico\u201d della dignit\u00e0 e dell\u2019uguaglianza di tutti, senza questo difensore delle \u201ccasematte\u201d della democrazie, secondo il suo amato Gramsci, \u201ce che adesso, che potrei dire tutto, proprio, non essendo pi\u00f9 vivo davvero, non ho pi\u00f9 niente da dire, ecco\u201d (<em>Postkarten<\/em>, 1977).<br \/>\nQuesto aveva scritto nel 1977 e ci aveva dato l\u2019illusione che gi\u00e0 morto non potesse pi\u00f9 morire oppure, ed \u00e8 la stessa cosa, potesse sempre risorgere e continuare a parlare.<br \/>\nOra ci parleranno solo i ricordi e le opere. Per sempre.<br \/>\nLa sua morte \u00e8 stata circondata da un profondo alone di rispetto e di amore.<br \/>\nBene ha fatto il Comune di Genova a destinargli come ultima dimora il Pantheon dei suoi migliori figli, dove certamente prender\u00e0 posto \u201cdalla parte del torto\u201d, come direbbe il suo Brecht, accanto a quel Bisagno partigiano, che ha sacrificato la vita per la liberazione dai fascisti e dai nazisti.<br \/>\nE per quella Costituzione Repubblicana che senza timore e pavidit\u00e0 Sanguineti ha sempre difeso.<br \/>\n<em>(Angelo Guarnieri)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ha scelto un buon momento per morire Edoardo Sanguineti. Poteva aspettare ancora un po\u2019. Poteva aspettarci ancora un po\u2019. Non scaricarci addosso in modo cosi improvviso e ammutolente lo spegnimento della sua voce e della luce mobile e penetrante dei suoi occhi. Troppo freddo \u00e8 stato questo lungo inverno. E troppo duro. 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