{"id":2364,"date":"2015-05-28T18:45:00","date_gmt":"2015-05-28T17:45:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2364"},"modified":"2020-04-28T18:43:42","modified_gmt":"2020-04-28T17:43:42","slug":"oli-426-riforme-la-buona-scuola-i-cattivi-maestri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2364","title":{"rendered":"OLI 426: RIFORME &#8211; La buona scuola, i cattivi maestri"},"content":{"rendered":"<div dir=\"ltr\" style=\"text-align: left;\">\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/2.bp.blogspot.com\/-efbYDyDfIqY\/VWYP1d_CkzI\/AAAAAAAAEJc\/EKt5hbL40b4\/s1600\/scuola%2Bnonna_NEW.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"250\" src=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/scuola2Bnonna_NEW.jpg\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<p>Non \u00e8 facile entrare nel merito del DDL &#8220;La Buona Scuola&#8221;, senza correre il rischio di semplificare o banalizzare l&#8217;argomento alla maniera delle tribune televisive, spesso unico luogo di informazione. E&#8217; stato invece semplice per il governo cavalcare alcuni luoghi comuni che indicano la poca simpatia sociale di cui godrebbero gli insegnanti. Strumentalmente, la rottamazione \u00e8 iniziata proprio da ci\u00f2 che nella scuola pubblica necessitava almeno di una revisione e cio\u00e8 le graduatorie (oggetive, ma al contempo limitanti, in quanto consentono la carriera interna solo attraverso il  parametro anagrafico) e la valutazione dei docenti, cio\u00e8 di coloro che da sempre hanno registro e penna rossa in mano (chi non ha avuto un insegnante demotivato e comunque inamovibile per ragioni varie?).  In seconda battuta il governo ha giocato la carta delle migliaia di assunzioni di precari, attingendo dalle graduatorie ad esaurimento, escludendo altri abilitati e rilanciando poi, in modo ambiguo, su un futuro concorsone.<br \/>Letta e riletta la proposta di Renzi&amp;pGiannini, per coloro che la scuola la conoscono da dentro, \u00e8 evidente il fatto che rappresenti l&#8217;ennesima tappa di peggioramento della scuola pubblica ad opera della politica italiana. Andrebbe bocciata in toto e non emendata o corretta. Un giudizio cos\u00ec netto non \u00e8 volto aprioristicamente a difesa di una categoria \u2013 quella dei docenti \u2013 in buona parte disomogenea e spesso ripiegata su se stessa, ma a difesa della SCUOLA PUBBLICA e del suo mandato costituzionale, leso dal DDL in pi\u00f9 articoli (come ad esempio l&#8217;art.33 e il divieto di oneri per lo Stato a vantaggio delle scuole private).<br \/>Il governo, fino ad oggi, ha avuto gioco facile nell&#8217;imporsi poich\u00e8 insegnanti e sindacati di categoria spesso si sono divisi su molti punti: la bont\u00e0 delle prove Invalsi, le ingerenze della Chiesa Cattolica in merito ai nuovi progetti sulla parit\u00e0 di genere, le forme di reclutamento ritenute pi\u00f9 o meno meritocratiche. Una maggiore coesione si \u00e8 registrata invece nel combattere le nuove forme di valutazione dei docenti stessi,  il futuro blocco della mobilit\u00e0, l&#8217;attribuzione del punteggio, lo scandaloso mancato adeguamento contrattuale dal 2009, la concessione di bonus economici a discrezione dei Dirigenti. L&#8217;adesione significativa allo sciopero del 5 maggio, indetto da tutte le sigle, non sembra aver condizionato gli autori della riforma. Servirebbe un massiccio blocco delle attivit\u00e0 didattiche, per settimane, ad oltranza, come non \u00e8 nella tradizione del nostro paese. E quindi assistiamo al compimento finale della cosiddetta &#8220;autonomia&#8221;, che ufficializza definitivamente l&#8217;identit\u00e0 aziendalistica della scuola, in cui la concorrenza tra istituti prende il posto della collaborazione e pianificazione territoriale, e il Dirigente Scolastico perde completamente la sua natura di pedagogista e <i>primus inter pares<\/i>, per diventare capo indiscusso, libero di decidere quasi ogni cosa senza l&#8217;approvazione del Collegio Docenti. E&#8217; chiaro il tratto autoritario e liberista della riforma. La creazione di albi territoriali, che si riformulano ogni tre anni, ricalca il modello degli ordini professionali ma in un mercato del lavoro viziato dall&#8217;assenza di un reale potere contrattuale da parte dei docenti e quella di strumenti normativi a cui appellarsi a propria tutela. E&#8217; facile prevedere in tutto ci\u00f2 la pretesa da parte dei Dirigenti di prestazioni di molte pi\u00f9 ore, a retribuzione invariata per coprire pi\u00f9 discipline. In linea col malcostume italiano non \u00e8 difficile ipotizzare un modus clientelare nel reclutamento dei docenti.<br \/><b>(<i>Silvia Suriano, docente<\/i>&nbsp;&#8211; immagine di un archivio familiare)<\/b><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 facile entrare nel merito del DDL &#8220;La Buona Scuola&#8221;, senza correre il rischio di semplificare o banalizzare l&#8217;argomento alla maniera delle tribune televisive, spesso unico luogo di informazione. E&#8217; stato invece semplice per il governo cavalcare alcuni luoghi comuni che indicano la poca simpatia sociale di cui godrebbero gli insegnanti. 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