{"id":2396,"date":"2015-03-27T09:08:00","date_gmt":"2015-03-27T08:08:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2396"},"modified":"2020-04-28T18:43:44","modified_gmt":"2020-04-28T17:43:44","slug":"oli-423-cultura-massimo-chiesa-se-la-politica-rottama-il-teatro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2396","title":{"rendered":"OLI 423: CULTURA &#8211; Massimo Chiesa, se la politica rottama il teatro"},"content":{"rendered":"<div dir=\"ltr\" style=\"text-align: left;\">\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/sipario1.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/sipario1.jpg\" height=\"265\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<p>Sulla scrivania di legno si sovrappongono copioni, libri, buste, fogli sparsi. Il computer portatile \u00e8 acceso, accanto, un pacchetto di sigarette semiaperto. Massimo Chiesa lo afferra e inizia a fumare, gambe accavallate e camicia di jeans. Aria un po&#8217; tormentata.<\/p>\n<p>&#8211;  <i>Nell\u2019ultimo periodo si \u00e8 sentito molto parlare del mancato riconoscimento del Teatro Stabile di Genova come Teatro Nazionale, esattamente che cosa si intende per Teatro Nazionale? In che cosa consiste effettivamente la differenza tra un Teatro Nazionale e un teatro che non lo \u00e8?<\/i><\/p>\n<p>\u201cDal decreto legge questo non si riesce a capire bene, viene evidenziata la distinzione tra un &#8220;Teatro Nazionale&#8221; e un &#8220;TRIC&#8221; (teatri di rilevante interesse culturale). Il Teatro della Tosse e l&#8217;Archivolto hanno fatto domanda per essere TRIC. Nel decreto legge la differenza tra un teatro Nazionale e un TRIC \u00e8 sostanzialmente di numeri, ad esempio: a un Teatro Nazionale sono richieste 15.000 giornate lavorative, mentre a un TRIC 6.000. Un Teatro Nazionale \u00e8 vincolato alla produzione annuale di almeno due spettacoli di autori viventi (di cui uno di nazionalit\u00e0 italiana), mentre per un TRIC la richiesta \u00e8 di uno spettacolo di un autore vivente. In sostanza le differenze principalmente sono date dalla \u201cquantit\u00e0\u201d e non dalla qualit\u00e0 e dalle scelte artistiche\u201d.<\/p>\n<p><i>&#8211; Quindi nella realt\u00e0 dei fatti non c&#8217;\u00e8 nessuna differenza tra l&#8217;essere un Teatro Nazionale e l&#8217;essere un TRIC?<\/i><\/p>\n<p>\u201cNo, in teoria no. In tutte le dichiarazioni che molti hanno fatto ai giornali \u00e8 stato detto che non ci sar\u00e0 una grande differenza nemmeno nei finanziamenti, personalmente credo che questa grande differenza invece ci sar\u00e0. Altrimenti queste distinzioni sono un po\u2019 fine a loro stesse.\u201d<\/p>\n<p><i>&#8211; Cosa pensi del decreto in s\u00e9?<\/i><\/p>\n<p>\u201cA mio parere \u00e8 pieno di errori. Per esempio, un articolo parla di &#8220;Centri di produzione teatrale&#8221; a cui per\u00f2 viene richiesto che le giornate recitative di programmazione vengano riservate per almeno la met\u00e0 a soggetti diversi dal richiedente il contributo e questo \u00e8 un controsenso in termini , perch\u00e9 significa che un centro di produzione deve fare almeno il 50% delle repliche di &#8220;ospitalit\u00e0&#8221;.                                                                                                                        Un\u2019altra cosa che mi viene in mente \u00e8 che ai Teatri Nazionali viene richiesto di produrre o ospitare almeno due spettacoli di ricerca. Qui si apre un altro capitolo che la commissione non ha preso in considerazione: in quale citt\u00e0 questo deve succedere? Perch\u00e9, anche se \u00e8 improbabile, pu\u00f2 essere che un Teatro Nazionale sia ubicato in una citt\u00e0 dove non ci sia nessun teatro che ospiti teatro di ricerca, ma pu\u00f2 anche essere che sia in una citt\u00e0 in cui il teatro di ricerca per consuetudine \u00e8 ospitato in altri teatri, come qui a Genova, dove il teatro di ricerca trova casa alla Tosse, all&#8217;Akropolis o addirittura all&#8217;Archivolto. Perch\u00e9 se ne dovrebbe far carico il Teatro Stabile? Non ha senso, oltre a creare un danno alla Tosse, piuttosto che all&#8217;Akropolis o all&#8217;Archivolto. Ma perch\u00e9 poi \u00e8 cos\u00ec vincolante ospitare o produrre spettacoli di ricerca per un Teatro Nazionale?\u201d<\/p>\n<p><a name='more'><\/a><\/p>\n<p><i>&#8211; A proposito di questo: come sappiamo il Teatro Stabile di Genova non \u00e8 rientrato nella classifica dei teatri nazionali italiani, cosa pensi al riguardo?<\/i><\/p>\n<p>\u201cE&#8217; gravissimo. Se l&#8217;essere Teatro Nazionale \u00e8 una cosa meritoria (e io credo che lo sia) \u00e8 inaccettabile che lo Stabile non sia stato riconosciuto in quanto tale, tuttavia questa esclusione \u00e8 imputabile sia al decreto, sia al fatto che ormai chi si occupa di teatro in Italia (tra cui anche giornalisti, critici, professori universitari e cos\u00ec via) possa avere una strana confusione in testa e molti non sono pi\u00f9 in grado di distinguere i generi teatrali, cosa che invece \u00e8 fondamentale: una cosa \u00e8 la prosa, un&#8217;altra \u00e8 la ricerca e l&#8217;innovazione, poi musical, poi l&#8217;operetta\u2026 sono tutti diversi generi di teatro. L&#8217;idea che offusca le menti di queste persone \u00e8 che ci debba essere una commistione tra linguaggi e generi di teatro e non c&#8217;\u00e8 nulla di pi\u00f9 sbagliato.  Il teatro ha i suoi generi. Non si pu\u00f2 prescindere da questo. C&#8217;\u00e8 una proliferazione molto alta di teatro di ricerca, ma nella realt\u00e0 dei fatti la ricerca vera e propria \u00e8 quasi scomparsa. Perch\u00e9 il grande lavoro di ricerca teatrale in Italia \u00e8 avvenuto negli anni &#8217;60 e &#8217;70, quello che \u00e8 venuto dopo \u00e8 stato un po&#8217; uno &#8220;scopiazzare&#8221; da quegli anni, un tentativo di rimodernarlo. Oggi l&#8217;85% della ricerca, mi sento di dirlo, \u00e8 assolutamente improvvisata e un Teatro Nazionale non pu\u00f2 essere obbligato a farla.\u201d<\/p>\n<p><i>&nbsp;&#8211; Perch\u00e9 quindi secondo te il Teatro Stabile non \u00e8 rientrato nella Classifica dei Teatri Nazionali?<\/i><\/p>\n<p>\u201cIo immagino che Carlo Repetti, forte della storia del Teatro Stabile di Genova e forte di quello che lui ha fatto come direttore, abbia pensato, giustamente, che il modo in cui era stato condotto il Teatro Stabile di Genova fosse uno straordinario modo di condurre un teatro pubblico, e lo era. Non ha pensato che la commissione ministeriale richiedesse per forza delle novit\u00e0. Ha mantenuto la sua caratteristica principale che \u00e8 quella di un teatro di tradizione decisamente importante e a mio parere ha fatto bene perch\u00e9 sarebbe stato un errore snaturare la storia e il presente del Teatro Stabile di Genova. Ho letto che molti danno la colpa a Marco Sciaccaluga in quanto regista &#8220;vecchio&#8221; poich\u00e9 sono pi\u00f9 di trent&#8217;anni che lavora allo Stabile di Genova, ma secondo me quello deve essere un merito. Il fatto che un teatro pubblico mantenga un regista stabile (e poi noi sappiamo che accanto a Sciaccaluga sono passati i pi\u00f9 grandi registi d&#8217;Europa, tra cui Benno Besson, Alfredo Arias, Luca Ronconi, Elio De Capitani, Peter Stein, Otomar Kreica, Elio Petri, Terry Hands, Egisto Marcucci, William Gaskill, Langhoff e altri con i quali Sciaccaluga ha collaborato assiduamente)  per cos\u00ec tanto tempo non pu\u00f2 essere un demerito. A prova di questo c\u2019\u00e8 il fatto che i grandi anni del Teatro Stabile sono stati quelli di codirezione tra Ivo Chiesa e Luigi Squarzina, periodo in cui le regie le faceva quasi tutte Squarzina e gli attori erano praticamente sempre gli stessi. Durante quel periodo quella del Teatro Stabile era probabilmente una delle tre o quattro compagnie teatrali pi\u00f9 importanti d&#8217;Europa e la sua forza risiedeva nell&#8217;essere una compagnia unita, affiatata: agli attori bastava uno sguardo per accordarsi. Questo \u00e8 uno dei motivi per cui io non condivido il pensiero di chi sostiene che il regista di un teatro pubblico debba durare in carica per massimo cinque anni e poi cedere il ruolo a qualcun altro. E&#8217; come se ad una grande orchestra venisse richiesto di cambiare i musicisti e il direttore ogni settimana, sarebbe impossibile per loro produrre della musica apprezzabile.\u201d<\/p>\n<p><i>&#8211; Credi che la politica abbia avuto un&#8217;influenza sulla mancata nomina del Teatro Stabile di Genova a Teatro Nazionale?<\/i><\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 stata una ragione politica o territoriale a mio parere. Lo posso escludere. Come dicevo prima, \u00e8 pi\u00f9 concreta l&#8217;idea che il pensiero del teatro oggi sia quella del &#8220;bisogna fare cose nuove&#8221;. Io credo che la mancata nomina del Teatro Stabile di Genova a Teatro Nazionale sia imputabile ad una &#8220;moda&#8221; di chi si occupa di teatro di pensare a tutti i costi che il nuovo sia meglio del vecchio. Sfortunatamente questa \u00e8 una frase ricorrente anche nella politica italiana: rottamiamo tutto. Sicuramente lo Stabile di Genova non era un teatro da rottamare.  Tuttavia, a livello territoriale, due anomalie ci sono: una \u00e8 data dal Teatro della Pergola (a Firenze) che improvvisamente da qualche anno \u00e8 diventato teatro di produzione e dove l\u2019anno scorso hanno eletto il nuovo direttore artistico che \u00e8 Gabriele Lavia (grande attore e regista) che \u00e8 il tipico impresario di se stesso, privato. E&#8217; vero che ha diretto lo Stabile di Torino e lo Stabile di Roma perch\u00e9 \u00e8 un artista importante, ma il Teatro della Pergola non ha nessuna tradizione di produzione. La Pergola \u00e8 stato accorpato con il teatro di Pontedera (teatro questo di sperimentazione e ricerca) ed \u00e8 diventato Teatro Nazionale. Il che \u00e8 abbastanza incredibile. L&#8217;altro caso un po\u2019 stravagante \u00e8 dato da Napoli, che ha improvvisamente aperto una scuola di recitazione (condizione essenziale per essere riconosciuto Teatro Nazionale) il cui direttore \u00e8 Luca De Filippo, il quale si merita ogni possibile plauso in quanto, suppongo, dovr\u00e0 rinunciare alle sue tourn\u00e9e per poter insegnare e tramandare la difficile arte ai giovani che si iscriveranno alla neonata Scuola Napoletana .\u201d<\/p>\n<p>Sono passati quaranta minuti. Tre sigarette e due telefonate.<br \/>Guardo la scrivania di legno e penso che forse la situazione della cultura in Italia \u00e8 come un tavolo disordinato a cui si cerca di dare un ordine apparente. E allora si impilano libri e carte sparse, si creano nomine, si fanno concorsi e nuove classifiche. TRIC e tricks. Ma in fondo si sa che \u00e8 solamente una posa. Che basta spostare un foglio e tutto sar\u00e0 nuovamente disordinato.<br \/><b>(<i>Biancalice Sanna &#8211; <\/i>immagine da internet)<\/b><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulla scrivania di legno si sovrappongono copioni, libri, buste, fogli sparsi. Il computer portatile \u00e8 acceso, accanto, un pacchetto di sigarette semiaperto. Massimo Chiesa lo afferra e inizia a fumare, gambe accavallate e camicia di jeans. 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