{"id":2462,"date":"2014-10-16T18:50:00","date_gmt":"2014-10-16T17:50:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2462"},"modified":"2020-04-28T18:51:55","modified_gmt":"2020-04-28T17:51:55","slug":"oli-415-citta-come-se-si-stesse-su-un-vulcano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2462","title":{"rendered":"OLI 415: CITTA\u2019 &#8211; Come se si stesse su un vulcano"},"content":{"rendered":"<div dir=\"ltr\" style=\"text-align: left;\">\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/MG_52082B-2BCopia.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/MG_52082B-2BCopia.jpg\" height=\"640\" width=\"480\" \/><\/a><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/GE.AereaZenitale_Centro-levante2B-2BCopia.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/GE.AereaZenitale_Centro-levante2B-2BCopia.jpg\" height=\"640\" width=\"478\" \/><\/a><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-align: left;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: left;\">Due rappresentazioni a confronto dello stesso territorio, con i torrenti Bisagno e Fereggiano, a 210 anni di distanza l\u2019una dall\u2019altra. Le avevamo gi\u00e0 pubblicate dopo l\u2019alluvione del 4 novembre 2011 (<\/span><a href=\"http:\/\/www.olinews.info\/2011\/11\/oli-319-citta-genova-1797-2007.html\" style=\"text-align: left;\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">OLI 319<\/a><span style=\"text-align: left;\">), senz\u2019altro commento che la didascalia:&nbsp;<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>Sopra:&nbsp;<\/i><br \/><i>dall&#8217;<\/i>Album topografico di Genova e suoi dintorni<i>, penna ed acquerello colorato, circa 1797, Genova, Collezione Topografica del Comune, inv. n. 1127 (particolare).&nbsp;<\/i><br \/><i>Sotto:&nbsp;<\/i><br \/><i>da Google Earth, 9 agosto 2007.<\/i><br \/>Le ripubblichiamo ora tali e quali, aggiungendo stavolta alcune riflessioni.<br \/>Dopo tre anni la replica dello spettacolo \u00e8 andata in scena quasi identica, ma pi\u00f9 intensa e straziante, il 9 ottobre 2014. Solo l\u2019orario della rappresentazione \u00e8 cambiato: se fosse rimasto lo stesso, invece che a notte fonda, il numero delle vittime sarebbe stato ben maggiore dell\u2019unico sventurato travolto dalla piena.<br \/>Di sicuro ci sono responsabilit\u00e0 degli amministratori locali \u2013 Comune e Regione \u2013 che non hanno diramato per tempo l\u2019allerta fidandosi pi\u00f9 di uno sballato modello previsionale che non dei loro occhi, che non potevano non vedere quant\u2019acqua stesse precipitando da ore dal cielo.<br \/>Ma il preavviso non avrebbe comunque fermato la furia dei torrenti: i negozi, i laboratori, le cantine, i magazzini e gli altri locali a pianterreno o seminterrati sarebbero stati in ogni caso allagati.<br \/>Se \u2013 altra grave mancanza di chi gestisce il territorio \u2013 si fossero mantenuti gli alvei perfettamente puliti, sgombri da alberi, arbusti e cespugli che son pittoreschi a vedersi quando \u00e8 bel tempo e ospitano animali selvatici, ma riducono di molto la portata nei momenti di piena, probabilmente si sarebbe ridotto il danno, per\u00f2 quasi certamente non si sarebbe evitato lo straripamento, data l\u2019entit\u00e0 delle precipitazioni in relazione allo stato di un territorio ormai irreparabilmente compromesso da un secolo e mezzo di urbanizzazione sempre pi\u00f9 intensa e irrispettosa di un ambiente che da sempre \u00e8 soggetto per sua natura a periodiche inondazioni.<\/p>\n<table align=\"center\" cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/00000897_rid.jpg\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/00000897_rid.jpg\" height=\"468\" width=\"640\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">Luigi Garibbo dis. e inc., <i>Veduta del Ponte della Pila sul Bisagno presso alle mura di Genova, <br \/>poco dopo il suo diroccamento per la gran piena de&#8217; 26 Ottobre del 1822.<\/i><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Ben lo sapevano i nostri antichi, che nel medioevo costruirono il lunghissimo ponte di Sant\u2019Agata (le poche arcate superstiti nel greto del Bisagno non sono che una minima parte delle originarie 28 che si estendevano da Borgo Incrociati fino alla chiesa di Sant\u2019Agata, presso piazza Giusti) per garantire la continuit\u00e0 del transito anche nei momenti di piena.<br \/>Lo stesso fecero gli ingegneri sabaudi che nei primi decenni del XIX secolo realizzarono la nuova carrozzabile verso la Toscana, il cui primo tratto (via Minerva, oggi corso Buenos Aires) correva su un terrapieno sopraelevato di alcuni metri sul piano di campagna, in previsione delle rare ma sempre in agguato alluvioni che, allora come oggi, interessavano la piana estesa tra le odierne piazza Tommaseo e vie Galata e Cesarea. La strada fu abbassata solo con l\u2019attuazione del piano regolatore del 1877, col quale, dopo l\u2019annessione a Genova di sei comuni a levante del Bisagno nel 1873\/\u201974, si disposero case dove prima erano orti.<br \/>Poco male se un tempo finivano sott\u2019acqua per qualche ora campi coltivati e pochi edifici rurali sparsi qua e l\u00e0.<br \/>Assai peggio \u00e8 quanto avviene oggi e continuer\u00e0 sicuramente ad accadere in futuro, senza rimedio, dato l\u2019assetto assunto da questa porzione di citt\u00e0 di cui, in modo assai poco lungimirante se non addirittura colpevole, si \u00e8 consentito nei decenni lo <a href=\"http:\/\/www.ilsecoloxix.it\/p\/italia\/2014\/10\/12\/ARmMrLFC-bisagno_anni_errori.shtml\">sviluppo in tale area critica<\/a>.<br \/>L\u2019asfalto e le costruzioni hanno ricoperto le pendici delle colline impermeabilizzandole e obbligando la pioggia a correre in basso invece di essere parzialmente assorbita dal terreno, specie grazie alla speculazione edilizia dal secondo dopoguerra fino ad oggi, considerando pure i numerosi parcheggi interrati in gran voga negli ultimi anni. I corsi d\u2019acqua nei fondovalle sono stati ridotti d&#8217;ampiezza e in parte nascosti sotto strade sicuramente funzionali e anche belle, come il viale Brigata Bisagno e Brigate Partigiane, ma esiziali nei momenti di piena: \u00e8 ben noto come la portata di un fiume o torrente coperto si riduca di colpo in maniera considerevole nel momento in cui il pelo dell\u2019acqua tocca la sommit\u00e0 del condotto, con conseguente esondazione.<br \/>Questo video impressionante, girato da una finestra dirimpetto e con drammatiche voci fuori campo, realizzato e pubblicato su Facebook da Maria Principalli, documenta quanto successo l\u2019altra notte col Fereggiano:<\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><object class codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\" data-thumbnail-src=\"https:\/\/ytimg.googleusercontent.com\/vi\/c8b7zYTdZNw\/0.jpg\" height=\"266\" width=\"320\"><param name=\"movie\" value=\"https:\/\/youtube.googleapis.com\/v\/c8b7zYTdZNw&#038;source=uds\" \/><param name=\"bgcolor\" value=\"#FFFFFF\" \/><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"320\" height=\"266\"  src=\"https:\/\/youtube.googleapis.com\/v\/c8b7zYTdZNw&#038;source=uds\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" allowfullscreen=\"true\"><\/embed><\/object><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Chi risiede o lavora in queste zone deve purtroppo prendere atto di <a href=\"http:\/\/jacopogiliberto.blog.ilsole24ore.com\/2014\/10\/14\/alluvione-di-genova-nel-1907-lingegnere-previde-tutto-non-fu-ascoltato\/\">tale amara realt\u00e0<\/a>, elaborare la consapevolezza che dopo periodi pi\u00f9 o meno lunghi di quiete il dramma si ripresenta inesorabile, abituarsi a convivere con questo pensiero, agire di conseguenza.&nbsp;<\/div>\n<p>Nell\u2019ultimo mezzo secolo la cadenza era all\u2019incirca ventennale: 1953, 1970, 1992, 2011 (per limitarsi al bacino del Bisagno, senza parlare di altre zone altrettanto a rischio con tempi diversi). Ora dopo appena tre anni ci risiamo, complici i rivolgimenti climatici in atto a livello planetario. Non possiamo sapere quando sar\u00e0 la prossima.<br \/>\u00c8 come stare sulle pendici del Vesuvio, di cui con beata incoscienza molti godono il magnifico ambiente e lo splendido panorama, pur sapendo con fatalistica rassegnazione che prima o poi il vulcano si risveglier\u00e0 e allora sar\u00e0 la fine per la miriade di case che ospitano circa 600.000 abitanti, che si spera riescano a mettersi tutti in salvo coi piani di evacuazione da tempo predisposti. Ma laggi\u00f9 accadr\u00e0 una volta soltanto, qui invece chiss\u00e0 quante volte ancora, con l\u2019acqua al posto del fuoco.<br \/>Occorre partire da questa considerazione, con realismo<br \/>Di sicuro si deve cominciare col perseguire almeno la riduzione del danno, curando la costante manutenzione e pulizia dei greti e monitorando di continuo l\u2019efficienza dei tombini, investendo risorse economiche innanzitutto in queste azioni minute e assai poco d\u2019immagine, ma utili per la collettivit\u00e0, piuttosto che in grandi opere visionarie.<br \/>Se i soldi non bastassero, si possono sempre coinvolgere i cosiddetti &nbsp;\u201c<a href=\"http:\/\/www.rainews.it\/dl\/rainews\/articoli\/Genova-nelle-strade-tornano-gli-angeli-del-fango-centinaia-di-ragazzi-in-azione-d561f95f-23a7-4b26-baae-1643ab38412c.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">angeli del fango<\/a>\u201d e nuovi volontari, in ricorrenti giornate di faticosa ma gratificante festa tutti insieme non a spalare fango, ma a prevenirlo periodicamente sotto il coordinamento organizzativo dei municipi. O avvalersi &#8211; se mai sar\u00e0 avviato &#8211; del &nbsp;nuovo Servizio civile obbligatorio per tutti, come lo era il vecchio servizio miliate di leva, di cui si sta cominciando a parlare a livello nazionale.<br \/>Assai pi\u00f9 impegnativo, ma indispensabile, \u00e8 il completamento dello <a href=\"http:\/\/genova.repubblica.it\/cronaca\/2014\/10\/10\/foto\/scolmatore-97814167\/1\/#1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">scolmatore <\/a>del torrente Fereggiano e di altri rivi, per condurli a sfociare direttamente in mare attraverso una galleria solo in piccola parte scavata e poi interrotta per intricate vicende burocratiche e giudiziarie.<br \/>Ma poich\u00e9, come probabile, nonostante queste azioni gli eventi potranno comunque ripetersi, sia pur \u2013 si spera \u2013 con minore intensit\u00e0 e frequenza, \u00e8 opportuno che si stabiliscano norme di comportamento per tali occasioni, da diffondere capillarmente tra la cittadinanza coinvolta affinch\u00e9 le faccia proprie, a partire dall\u2019infanzia, stimolando anche la capacit\u00e0 di autonoma valutazione del rischio senza attendere i comunicati ufficiali. Qualcosa si era cominciato a proporre, anche con manifesti disegnati dalle scuole, ma molto resta ancora da fare.<br \/>Rimane il problema delle attivit\u00e0 al pianterreno, gi\u00e0 duramente provate nel 2011 e ora di nuovo ferite in modo gravissimo, con la prospettiva di esserlo ancora non si sa quando e quante volte. Altrettanto vale per i mezzi di trasporto privati, posteggiati ovunque nelle aree inondabili.<br \/>Quali soluzioni si potrebbero escogitare, che siano davvero praticabili e non fantascientifiche?<br \/>Sarebbe utile oppure no scoperchiare il Bisagno nel tratto terminale fino alla Foce, come alcuni sostengono, demolendo la copertura realizzata ottant\u2019anni fa, rifatta con gran dispendio da poco ma soltanto a met\u00e0 (alta incompiuta, per un&#8217;incredibile&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2014-10-10\/un-alluvione-ricorsi-e-36-milioni-il-bisagno-rimasti-cassetto-185128.shtml?uuid=\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">alluvione di ricorsi<\/a>&nbsp;in un contesto dove <a href=\"http:\/\/www.ilsecoloxix.it\/p\/genova\/2012\/01\/05\/AO6F4ccB-accusati_gestiranno_tangenti.shtml\">l&#8217;accusa di tangenti \u00e8 stata tangibile<\/a>)? Ce la sentiremmo di annullare un\u2019arteria di grande traffico, vanificare quanto gi\u00e0 speso e alterare radicalmente un compiuto e valido contesto urbano degli anni Trenta?<br \/>Questi ed altri interrogativi possono essere materia di elaborazione per architetti, urbanisti e pubblici amministratori in diretto e costante confronto con i cittadini, con l\u2019obiettivo di risolvere problemi vitali prima di abbandonarsi a sogni fantasmagorici e redditizi per pochi.<br \/>Il dibattito \u00e8 aperto.<br \/><b>(<i>Ferdinando Bonora<\/i>) <\/b><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due rappresentazioni a confronto dello stesso territorio, con i torrenti Bisagno e Fereggiano, a 210 anni di distanza l\u2019una dall\u2019altra. Le avevamo gi\u00e0 pubblicate dopo l\u2019alluvione del 4 novembre 2011 (OLI 319), senz\u2019altro commento che la didascalia:&nbsp; Sopra:&nbsp;dall&#8217;Album topografico di Genova e suoi dintorni, penna ed acquerello colorato, circa 1797, Genova, Collezione Topografica del Comune, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[635,22,667,20,390,333,668,669,664,665,666,660,670,359],"tags":[],"class_list":["post-2462","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-alluvione","category-ambiente","category-angeli-del-fango","category-citta","category-comune-di-genova","category-ferdinando-bonora","category-fereggiano","category-luigi-garibbo","category-maria-principalli","category-municipi","category-oli-319","category-oli-415","category-partecipazione","category-regione-liguria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2462","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2462"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2462\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4466,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2462\/revisions\/4466"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2462"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2462"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2462"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}