{"id":2465,"date":"2014-10-16T18:35:00","date_gmt":"2014-10-16T17:35:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2465"},"modified":"2020-04-28T18:51:55","modified_gmt":"2020-04-28T17:51:55","slug":"oli-415-sindacato-25-ottobre-la-cgil-cerca-le-parole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2465","title":{"rendered":"OLI 415: SINDACATO &#8211; 25 ottobre, la Cgil cerca le parole"},"content":{"rendered":"<div dir=\"ltr\" style=\"text-align: left;\">\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/cgil.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/cgil.jpg\" height=\"300\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<p>Sembrava che Susanna Camusso avvesse stigmatizzato bene il senso dell&#8217;appuntamento romano di sabato 25 ottobre.<br \/>Pareva che, finalmente,  e coerentemente,  si fosse deciso di fare ricorso a parole sensate &#8211; come nella piu chiara tradizione morettiana &#8211; e c&#8217;era chi, delegato, iscritto,  simpatizzante si era rallegrato di quelle parole. Non erano certo parole grosse. Non prospettavano una deriva grillina della Cgil.  Si limitavano soltanto a segnare un confine tra chi sarebbe stato benvenuto all&#8217;appuntamento e chi era meglio non venisse: <i>Se votate la fiducia non venite in piazza&nbsp;<\/i>pareva avesse detto Susanna. Peccato che non fosse cos\u00ec.<br \/>Peccato che fosse poi arrivata la <a href=\"http:\/\/www.rassegna.it\/articoli\/2014\/10\/11\/115259\/cgil-nessun-veto-a-chi-ha-votato-la-fiducia\">smentita<\/a>. Un capolavoro di comunicazione sindacale nel quale veniva anche scritto: <i>Non volendo peccare di dietrologia, devo pensare che ieri la redazione di  Repubblica sia stata per qualche attimo fagocitata in una sorta di buco nero che  ha deformato le informazioni, <\/i>con l&#8217;invito<i>&nbsp;a chiunque abbia a cuore la&nbsp;creazione di nuovo lavoro, <\/i>la<i> lotta ferma e risoluta al precariato e alla  cattiva occupazione, <\/i>la<i> progressiva e continua estensione dei diritti &#8211; a  cominciare dalla maternit\u00e0, dalla malattia, dalle ferie, dalla giusta causa,  dall\u2019applicazione del principio a uguale lavoro uguale retribuzione, <\/i>a partecipare<i>, <\/i>allargando l&#8217;invito anche a coloro che&nbsp;<i>pur non condividendo le posizioni del sindacato vogliano approfondirle<\/i><br \/>Ma allora perch\u00e9 manifestare a Roma?<br \/>Se l&#8217;azione parlamentare non \u00e8 discriminate e se alla manifestazione sono benvenuti tutti su quali parole si testimonia il dissenso? Se poi, in piazza, venisse Renzi, cos\u00ec per <i>approfondire<\/i>?<br \/>Cosa distingue l&#8217;azione sindacale?<br \/>\u00c8 evidente: sono passati dodici anni dallo sciopero (perch\u00e9 di quello di trattava) sull&#8217;articolo 18, il contesto \u00e8 peggiorato, ma proprio il contesto non dovrebbe suggerire ai vertici della Cgil un&#8217;azione pi\u00f9 incisiva?  Un&#8217;assunzione di ruolo che preveda anche il rischio di contarsi davvero?<br \/>Nella vaghezza non si produce confusione?<br \/>E ancora, se fosse stato Berlusconi a schernire e umiliare il sindacato come oggi di fatto accade quotidianamente per bocca di Matteo Renzi, quale sarebbe stata la risposta?<br \/><b>(<i>Giovanna Profumo &#8211; <\/i>foto dell&#8217;autrice)<\/b><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sembrava che Susanna Camusso avvesse stigmatizzato bene il senso dell&#8217;appuntamento romano di sabato 25 ottobre.Pareva che, finalmente, e coerentemente, si fosse deciso di fare ricorso a parole sensate &#8211; come nella piu chiara tradizione morettiana &#8211; e c&#8217;era chi, delegato, iscritto, simpatizzante si era rallegrato di quelle parole. Non erano certo parole grosse. 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