{"id":249,"date":"2005-01-20T22:17:03","date_gmt":"2005-01-20T22:17:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=249"},"modified":"2005-01-20T22:17:03","modified_gmt":"2005-01-20T22:17:03","slug":"citta-il-trasporto-pubblico-era-cultura-operaia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=249","title":{"rendered":"<i>Citt\u00e0<\/i>. Il trasporto pubblico? Era cultura operaia"},"content":{"rendered":"<p>Un tempo l\u2019espressione &#8220;cultura operaia&#8221; era sulla bocca di tutti: sindacalisti e gente di partito, ma anche insegnanti, giornalisti, imprenditori&#8230; Genova aveva un rapporto particolare con la cultura operaia: nell\u2019idea che la citt\u00e0 si faceva di s\u00e9 non era secondaria la presenza significativa di fabbriche e di operai.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nAlla base della cultura operaia c\u2019era la convinzione della superiorit\u00e0 del pubblico sul privato, della necessit\u00e0 di incrementare le risorse comuni per assicurare ai cittadini &#8211; uso parole di oggi &#8211; pari opportunit\u00e0 nell&#8217;esercizio della cittadinanza. L\u2019idea, invero, era gi\u00e0 della borghesia liberale di fine Ottocento, ma il movimento operaio l\u2019aveva reinterpretata e fatta sua. Nella cultura operaia c\u2019era un\u2019idea forte di comunicazione. Oggi si fanno convegni per spiegare quanto sia importante la comunicazione, ma di comunicazione ce n\u2019\u00e8 sempre meno. Un tempo le fabbriche erano luoghi di comunicazione e di cultura, dove passava una generale buona informazione non solo della politica e dell\u2019economia nazionale e internazionale, ma anche dei problemi specifici della citt\u00e0: si poteva abitare a Camporsella e sapere tutto di Sant&#8217;Ilario di Nervi o di san Carlo di Pegli. Nella cultura operaia c\u2019era l\u2019idea dei servizi come elemento irrinuciabile del patto sociale. La citt\u00e0 si allargava e toccava al trasporto pubblico assicurare la circolazione delle persone. Per lavoro o per divertirmento (e cio\u00e8 anche di domenica). Chi abitava nelle delegazioni operaie, dove il Teatro Stabile faceva nel secondo dopoguerra il pieno di abbonamenti, trovava all&#8217;uscita dagli spettacoli i mezzi per tornare a casa. Identificarsi con la citt\u00e0 era possibile anche perch\u00e9 la citt\u00e0 era percorribile di notte e di giorno, muovendo da tutta o quasi la sua periferia (che poi periferia non era, perch\u00e9 risultato dell\u2019accorpamento di grandi comuni in uno spirito di parit\u00e0 di cui proprio la cultura operaia era garante).<br \/>\nNaturalmente, quando c\u2019erano gli operai e le fabbriche, non tutto andava nel migliore dei modi. L&#8217;inquinamento, ad esempio, era anche peggiore di adesso. Garrone (padre), ad esempio, riempiva di liquami il greto del Polcevera e di puzze la collina di San Biagio. Tutti, per\u00f2, pensavano che fosse una cosa riprovevole rese possibili solo dal fatto che Genova era amministrata dagli amici di Garrone e del cardinale. Infatti a Bologna non si vedevano.<br \/>\nGli operai non ci sono pi\u00f9 e molte altre cose sono scomparse. Importanti risorse pubbliche vengono alienate per sanare bilanci che nel giro di qualche settimana sono di nuovo da sanare. E sono perse per tutti. L\u2019informazione che si faceva nelle fabbriche lascia il passo agli abominevoli prodotti delle tv nazionali e locali. I trasporti sono pochissimi la domenica, pochi il sabato, rari negli altri giorni e con orari che sembrano ignorare come il tempo vissuto si sia spostato verso la notte. E qui, operai o no, i nostri amministratori dovrebbero dirci in quale citt\u00e0 intendono farci vivere e a quali criteri intendono ispirarsi: pi\u00f9 &#8220;pubblico&#8221; (meno traffico, meno rumore, pi\u00f9 trasporti, pi\u00f9 comunicazione) o pi\u00f9 \u201cprivato\u201d? e quale privato?<br \/>\nL&#8217;assessore al traffico Merella \u00e8 stato uno dei primi a rispondere. Il 2 gennaio 2005 ( quotidiani del 3 genn.) ha dichiarato:&#8221;Alla fine del mandato, cio\u00e8 nel 2007, avremo realizzato 10mila parcheggi, soprattutto sotterranei che liberano altrettanti posti in strada: lo avevamo promesso nella conferenza strategica&#8221;. Ecco, appunto.<br \/>\n<em>(Manlio Calegari)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Numero 42<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[44,14],"tags":[],"class_list":["post-249","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-44","category-trasporti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/249","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=249"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/249\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=249"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=249"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=249"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}