{"id":2505,"date":"2014-07-11T20:30:00","date_gmt":"2014-07-11T19:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2505"},"modified":"2020-04-28T18:51:58","modified_gmt":"2020-04-28T17:51:58","slug":"oli-410-rifiuti-la-biotruffa-anche-per-genova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2505","title":{"rendered":"OLI 410: RIFIUTI &#8211; La biotruffa anche per Genova"},"content":{"rendered":"<div dir=\"ltr\" style=\"text-align: left;\">\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/biogas.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/biogas.jpg\" height=\"320\" width=\"320\" \/><\/a><\/div>\n<p>A me gli occhi! Amiu riesce ancora una volta a ipnotizzare con le sue promesse ma non ad uscire dalla logica ormai superata del \u201cciclo integrato dei rifiuti\u201d, che ha tra le sue caratteristiche quella di considerarli come una fonte di energia termica (quindi eventualmente elettrica). Questo non consentir\u00e0 mai di raggiungere gli obiettivi di salvaguardia della materia, dalla plastica al metallo, alla terra contenuta nei rifiuti sotto forma del suo precursore: la frazione umida.<br \/>Il processo naturale per il quale esiste la terra nelle sue zone selvagge \u00e8 la trasformazione dei corpi morti, compresi i vegetali, attraverso il lento lavoro di alcuni batteri <b>aerobici<\/b>, che vivono in presenza di ossigeno. Questi batteri si nutrono delle sostanze contenute nella materia organica e generano quell\u2019odore che tanto infastidisce, producendo come scarto la parte fertile della terra, tanto gradita alle piante. Questo semplice processo &#8211; che necessita solo di una buona materia prima d\u2019ingresso come gli scarti di cucina e il verde derivante dalla manutenzione di parchi e boschi &#8211; pare non piacere alla direzione di Amiu, e prima ancora ai tecnici della Regione Liguria, che invece hanno disegnato per Genova un piano con <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/ambiente\/14_maggio_12\/boom-biogas-rovina-campi-cee2703e-d9a4-11e3-8b8a-dcb35a431922.shtml\">biodigestori anaerobici<\/a>: grossi serbatoi stagni, all\u2019interno dei quali l\u2019umido viene digerito da batteri <b>anaerobici<\/b>, che producono il cosiddetto&nbsp;<i>biogas<\/i>, contenente una percentuale variabile tra il 50% e il 90% di metano. Mentre nella digestione aerobica (detta compostaggio) la riduzione della massa messa in lavorazione si limita ad un 25% (comprendente evaporazione acquea e gas), in quella anaerobica la perdita in uscita sfiora anche del 75%. Come si sposa questo con le direttive europee? Per non parlare dei <a href=\"http:\/\/www.andreazanoni.it\/it\/news\/comunicati-stampa\/moria-di-mucche-per-botulino-a-trebaseleghe-(pd)-zanoni--leuropa-scopra-se-c-e--un-collegamento-con-lo-spargimento-dei-digestati-residui-della-produzione-di-biogas.html\">problemi di tossicit\u00e0 dei fanghi derivanti dal&nbsp;processo<\/a>&nbsp;come segnalato da un parlamentare europeo.<br \/>E\u2019 vero che le stesse direttive parlano di recupero energetico, ma solo dal residuo di una raccolta differenziata spinta, quindi una frazione minimale. Ma nel caso di Amiu, il rischio \u00e8 che non avvenga, avendo progettato di destinare al biogas, la frazione umida della raccolta differenziata, la migliore, che a programma dovrebbe diventare preponderante. &nbsp;Invece di favorire un naturale compostaggio, si opta per il metodo industriale con impianti molto pi\u00f9 costosi.<br \/>Anche per le quote di differenziata, come gi\u00e0 in passato, il piano si affida al raggiungimento delle quote minime di legge, senza superarle, e nei tempi massimi di legge (2020), invece che mostrare ai genovesi una reale intenzione di risolvere il problema.<br \/>Anche il sistema di prossimit\u00e0 a cassonetti non sortir\u00e0 alcun effetto, come non lo ha sortito in questi anni. A prova di questo, si intendono acquistare due separatori secco\/umido, che avranno alla fine solo lo scopo di avere secco da mandare all\u2019incenerimento attraverso un qualche canale,&nbsp;apparentemente&nbsp;pi\u00f9 o meno virtuoso, come i consorzi statali, e umido da usare nel biodigestore e i cui fanghi di risulta, debitamente essiccati con uso di energia termica, saranno a loro volta instradati agli inceneritori.<br \/>Non ci sarebbe da stupirsi se poi, legati da un piano industriale che senza i contributi statali per la produzione di energia elettrica dal biogas non starebbe in piedi, si infilino dentro anche \u201cmucche vive\u201d pur di mantenere in funzione il sistema. E con il fantasma del CSS (combustibile solido secondario, ovvero un miscelone di plastica e metalli) che elevato da \u201crifiuto\u201d a \u201cprodotto\u201d, grazie ad una norma scellerata e alla solita truffa semantica, possa finire bruciato in forni di cementifici e centrali termoelettriche a carbone. Tutto fa presagire <i>mala tempora<\/i> per i genovesi. Il peggio \u00e8 sempre possibile.<br \/><b>(<i>Stefano De Pietro &#8211;<\/i> immagine da internet)<\/b><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A me gli occhi! Amiu riesce ancora una volta a ipnotizzare con le sue promesse ma non ad uscire dalla logica ormai superata del \u201cciclo integrato dei rifiuti\u201d, che ha tra le sue caratteristiche quella di considerarli come una fonte di energia termica (quindi eventualmente elettrica). 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