{"id":2540,"date":"2014-04-26T20:20:00","date_gmt":"2014-04-26T19:20:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2540"},"modified":"2020-04-28T18:52:00","modified_gmt":"2020-04-28T17:52:00","slug":"oli-405-lavoro-demolizioni-navali-roba-da-terzo-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2540","title":{"rendered":"OLI 405: LAVORO &#8211; Demolizioni navali: roba da terzo mondo"},"content":{"rendered":"<div dir=\"ltr\" style=\"text-align: left;\">\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/2.98.445.001.09252812529.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/2.98.445.001.09252812529.jpg\" height=\"156\" width=\"200\" \/><\/a><\/div>\n<p>Nel 2000 ero docente in una serie di corsi svolti nei confronti degli equipaggi e del personale di terra di alcune compagnie di navigazione italiane, le varie sessioni si svolgevano sulle alture di Spezia ed avevano oggetto una legge speciale da poco in vigore, il D.Lgs. 271 del 27 Luglio 1999.<br \/>Nelle aule ruotavano tutti i membri degli equipaggi, dai mozzi ai Comandanti, ed alcuni di questi ultimi, nelle pause d\u2019aula, mi descrissero una realt\u00e0 vissuta in prima persona, gli spiaggiamenti di vecchie navi delle loro Compagnie sul grande estuario del Gange in Bangladesh nel Golfo del Bengala, nei pi\u00f9 grandi cantieri di demolizione navale del mondo a cielo aperto, a Chittagong.<br \/>I report di questi viaggi tendevano a dimostrare la particolare e specifica abilit\u00e0 del comando nel giungere a destinazione con navi ridotte all\u2019osso, dalle quali era stato smontato e sbarcato tutto il possibile, e del momento finale, quando con la pi\u00f9 elevata galleggiabilit\u00e0 e con il livello massimo di marea, venivano portate alla loro ultima corsa, alla massima velocit\u00e0 possibile sino ad arenarsi sulla riva, il pi\u00f9 vicino a terra possibile, come balene spiaggiate.  Descrivevano la singolare attivit\u00e0 che vedevano iniziare spenti i motori, o che era in corso sui giganteschi rottami vicini, con la bassa marea infatti un nugolo di uomini a piedi scalzi e vestiti strappati, si avvicinavano allo scafo in secca e letteralmente lo assaltavano per scarnificarlo, per cominciare a sezionarlo, a demolirlo. Veniva praticato un varco di accesso su un fianco nel quale si introducevano gli addetti, armati di bombole e cannelli, ed incominciavano a spolpare la carcassa dall\u2019interno. Non era pi\u00f9 una nave, ma una grande miniera a cielo aperto di lamiere di acciaio e di componenti da riciclare. Descrivevano della qualit\u00e0 del lavoro e delle attivit\u00e0 che si svolgevano nei cantieri che attraversavano mentre andavano a prendere un aereo per tornare in Italia, ma erano talmente a tinte forti da ritenerle esagerate &#8211; sono marinai &#8211; pensavo &#8211; anzi Comandanti ad un corso di formazione e chiaramente intenzionati a far colpo sul docente.<br \/>Mi misi a fare ricerche su questi strani posti e cicli di lavoro ed allora, era il 2000, scoprii una realt\u00e0 <br \/>incredibile, scaricai foto, splendide nella loro tragicit\u00e0, lessi i report di attivit\u00e0 lavorative organizzate con caratteristiche medioevali, condotte con il pi\u00f9 elevato disprezzo per la vita umana e l\u2019ambiente, lessi di connivenze e aziende malavitose, di dati ambientali falsi e di proclami di governanti, di incredibili business e di paghe da fame, di ignoranza e di morti sul lavoro, di malattie da lavoro e di tumori nella popolazione, di sterminio dell\u2019ambiente del delta nel Golfo del Bengala, di morti pagati un tanto al chilo e di attivit\u00e0 che mai mi sarei sognato di scoprire, come quello delle raccoglitrici di amianto per il suo riutilizzo.<br \/><a href=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/w_screen7_2.jpg\" style=\"clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/w_screen7_2.jpg\" height=\"209\" width=\"320\" \/><\/a>Diverse da oggi erano le fonti di informazione riportanti notizie e report. La maggior parte dei siti dedicati all\u2019argomento puntava soprattutto sulla esposizione di foto color seppia o b\/n, laddove lavoratrici e lavoratori di colore erano drammaticamente ripresi durante lo svolgimento delle rispettive attivit\u00e0 lavorative. Ricordando oggi quelle prime sensazioni penso di aver definito con chiarezza e per la prima volta, come una sorta di imprinting, cosa si potesse intendere per industrializzazione di rapina nel terzo mondo, prima ci pensavo e ne argomentavo, ma solo allora mi resi conto realmente di cosa volesse dire sfruttare in un territorio di conquista, di come aziende inquinanti, malsane e portatrici di attivit\u00e0 altamente pericolose, potessero sfruttare povera gente, territori ed ambiente, senza alcuna regola se non il profitto, gestendo in modo criminoso un business colossale, inarrestabile, ed ancora in qual misura la impossibilit\u00e0 di controllo da parte delle organizzazioni dei lavoratori e dei cittadini sul ciclo produttivo avesse determinato morti e feriti, inquinamento e distruzione di un vastissimo ecosistema.<br \/>In effetti questa posizione, questo punto di vista, allora era in fase di crescita, ma mai nella partecipazione attiva e critica dello stato sovrano.<\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/w_screen7_1.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/w_screen7_1.jpg\" \/><\/a><\/div>\n<p>Oltre le posizioni negative enunciate da varie ONG e organizzazioni internazionali dei lavoratori, l\u2019unico documento tecnico quasi pubblico che riuscii trovare ed archiviare fu la tesi di laurea di un giovane biologo che descriveva, con dovizia di dati ed argomentazioni, la riduzione della fauna ittica del Golfo, problema certamente grave, indiscutibilmente, ma in quel corposo documento non tent\u00f2 nemmeno di avvicinarsi a terra, alla organizzazione del lavoro che era origine dell\u2019inquinamento, del business all\u2019origine di tutto ci\u00f2.  Soprattutto perch\u00e9 i clienti, gli armatori che mandano le proprie navi in demolizione sono quelli del nord del mondo, quelle navi che in Europa dovrebbero sottostare alle poche, mal applicate o rispettate, ma esistenti, norme ambientali e di Salute e Sicurezza sul Lavoro.<br \/>Il ciclo era completo: le vittime, i carnefici ed i mandanti.<br \/>Nel Giugno del 2010 a Chittagong, venne tenuto un convegno con oggetto la eco-sostenibilit\u00e0 nella Baia del Bengala, organizzato dall\u2019Istituto Pubblico di Ricerca sulla Pesca e presieduto dal Dr.Md.Gulam Hussain, Direttore Generale della Struttura.<br \/>Vennero analizzati ed argomentati i dati degli sversamenti a mare determinati, tra l\u2019altro, dalla attivit\u00e0 di rottamazione e recupero navali, partendo da un paio di dati di fatto: i rifiuti generati dalle industrie inquinavano l&#8217;ambiente circostante a diversi livelli (acqua, aria e terreno).<br \/>Il costo pubblico per il controllo dei rifiuti era in aumento a causa dell&#8217;inquinamento ambientale dovuto all&#8217;uso di vecchie e retrodatate tecnologie e all&#8217;uso delle apparecchiature fino alla loro morte per vecchiaia, (manifestanti l\u2019evidente intenzione di non utilizzare pi\u00f9 costose versioni moderne visto la variabile di costo\u201dvite umane\u201d irrisoria). Assenza di iniziative da parte del governo nel fornire supporto finanziario e altri incentivi per la creazione di impianti per il trattamento di sostanze chimiche provenienti dai cicli produttivi in oggetto.<br \/>La attivit\u00e0 di rottamazione delle navi o \u201cship breaking\u201d, ha avuto origine nel 1969 ma con un vero e proprio <\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/shpbr1.jpg\" style=\"clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;\"><img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/shpbr1.jpg\" \/><\/a><\/div>\n<p>boom negli anni \u201980 e, continuava il report, si \u00e8 guadagnata la reputazione di essere notevolmente redditizia, ma con un grande costo ambientale. Rifiuti vari e materiali usa e getta sono gettati in mare dalle navi con residui di rottamazione e spesso si miscelano con il terreno, la spiaggia e con l\u2019acqua di mare con un impatto negativo sull\u2019ambiente costiero e la biodiversit\u00e0.<br \/>Le operazioni di travaso e recupero di oli , grassi e carburanti raggiungono le 2500 Tonnellate anno, di tali operazioni venivano considerati gli effetti nocivi e l\u2019impatto che, in modo documentato, gli sversamenti liquidi avevano portato all\u2019ambiente: oli, lubrificanti, grassi, TBT.<br \/>Gli effetti nocivi riscontrati a parere della commissione erano stati:<\/p>\n<ul style=\"text-align: left;\">\n<li>Copertura del corpo e asfissia nei pesci,<\/li>\n<li>Riduzione dell&#8217;intensit\u00e0 della luce sulle foglie che inibisce la fotosintesi, riducendo lo scambio di ossigeno e carbonio<\/li>\n<li>I danni alla popolazione degli uccelli, la ricopertura da oli delle piume, provocanti oltre a perdita di galleggiamento anche casi frequenti di tossicit\u00e0 acuta<\/li>\n<li>A volte le fuoriuscite provocano mortalit\u00e0 ad ampia diffusione tra la popolazione di pesci, vermi, granchi e molluschi.<\/li>\n<li>Nella popolazione umana i metalli come mercurio, rame, piombo, cadmio, arsenico, ecc, hanno determinato effetti nocivi come<\/li>\n<li>disturbi mentali, danni al sistema nervoso (ad esempio Malattia di Minamata, Arsenocosis)<\/li>\n<li>anemia, disturbi renali, sterilit\u00e0 e cancerogeni.<\/li>\n<li>Inoltre l\u2019effetto nocivo di gas rilasciati in atmosfera come : CO2, CO, SO2, Cl2, NH2, fumi acidi, isocianati, hanno determinato<\/li>\n<li>un aumento di gas tossici in aria,<\/li>\n<li>un impatto negativo sugli esseri umani (ad esempio causanti asma e di altre malattie respiratorie).<\/li>\n<li>Fra gli inquinanti solidi  PVC, plastica, lana di vetro, amianto, ecc sono presenti in quantit\u00e0 notevoli inoltre:<\/li>\n<li>IPA: procuranti tumori maligni a polmoni, stomaco, intestino e alla pelle, altamente tossiche e con la propriet\u00e0 di bio-accumularsi nell&#8217;ambiente.<\/li>\n<li>diossine: provocano cancri, sono in grado di sopprimere il sistema immunitario ed in una fase sia pre che post-natale colpiscono il sistema nervoso dei bambini.&nbsp;<\/li>\n<li>I PCB: sono collegati al cancro, con danni al fegato e al sistema riproduttivo. Sono altamente persistenti del livello trofico pi\u00f9 elevato della catena alimentare marina.<\/li>\n<\/ul>\n<p><\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/w_screen7_3.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/w_screen7_3.jpg\" \/><\/a><\/div>\n<p>A seconda della loro dimensione e funzione, le navi demolite hanno un peso a vuoto tra 5.000 e 40.000 tonnellate (con una media di 13.000), il 95% \u00e8 acciaio, rivestito con da 10 a 100 mani di vernice contenenti piombo, cadmio, organostannici, arsenico, zinco e cromo.<br \/>Le navi contengono una vasta gamma di altri rifiuti pericolosi come i sigillanti contenenti PCB, fino a 7,5 tonnellate di vari tipi di amianto; diverse migliaia di litri di olio (olio motore, olio di sentina, oli idraulici e lubrificanti e grassi). I serbatoi inoltre possono contenere fino a 1.000 metri cubi di olio residuo.<br \/>Lo studio prosegue individuando i benefici che questa attivit\u00e0 porta al territorio : l\u2019attivit\u00e0 di SBA (schip breaking) crea un elevato potenziale economico e una opportunit\u00e0 lavorativa per migliaia di lavoratori e contribuisce alla crescita economica della regione che ha bisogno di investimenti del settore privato. Per quanto possibile il 100% della nave \u00e8 riciclato, l\u2019attivit\u00e0 \u00e8 di grande importanza nell&#8217;economia nazionale del Bangladesh e fa risparmiare grande quantit\u00e0 di valuta estera, riducendo l&#8217;importazione di materiali in acciaio, con la demolizione delle navi si garantisce infatti  l\u2019approvvigionamento di materie prime per le acciaierie, lamiere in acciaio per la costruzione, si ricicla l\u2019amianto, vengono rigenerati oli ed lubrificanti per le altre industrie.<br \/>&nbsp;La attivit\u00e0 di SBA garantisce lavoro direttamente a 25.000 persone ma altre 200.000 sono occupate nell\u2019indotto. Sebbene questa attivit\u00e0 abbia guadagnato una buona reputazione dal punto di vista del profitto per i Paesi in via di sviluppo, \u00e8 considerata \u201cfastidiosa\u201d per l\u2019ambiente e per la salute umana. (il termine che ho tradotto \u00e8 esattamente quello utilizzato nel Report)<br \/>Non vi \u00e8 alcun disaccordo sul fatto che questa attivit\u00e0 sia ad alto rischio industriale. Da ogni punto di vista, la demolizione delle navi \u00e8 un lavoro sporco e pericoloso. I rischi specifici del ciclo di lavoro si suddividono in due categorie: intossicazione da sostanze e incidenti sul lavoro.<br \/>Esplosioni di gas residui e fumi tossici nei serbatoi sono la prima causa di incidenti nei cantieri.<br \/>Un&#8217;altra delle principali cause di incidente \u00e8 caduta dalle navi (che sono alte fino a 70 m) di lavoratori che vi operano senza sistemi anticaduta e cinture di sicurezza.<br \/>Gli altri incidenti mortali pi\u00f9 frequenti comprendono per i lavoratori l\u2019essere schiacciati da travi o lamiere in acciaio che cadono, elettrocuzione, ecc.<br \/>I lavoratori non qualificati trasportano lastre di metallo, barre o tubi di metallo sulla testa nuda o a spalle, iniziano a camminare con passi sincronizzati dal ritmo canzoni o musica, verso una destinazione precisa e poi movimentano lamiere metalliche nei cantieri per impilarle o caricarli su camion, senza mezzi di sollevamento. Come durante la costruzione della piramide di Giza, o Stonehenge in piena continuit\u00e0.<br \/>In lingua inglese, nello slang corrente usato quando si ragiona di queste attivit\u00e0, si usa il termine di : three D-jobs :dirty, dangerous and demanding, e cio\u00e8 sporchi, pericolosi ed impegnativi.<br \/>Lo studio termina dopo aver analizzato, a dire il vero con maggior dovizia di numeri, il livello di degrado nel quale si trovano attualmente le foreste di mangrovie inquinate ed l\u2019elevato numero di pesci endemici o pelagici ormai scomparsi od in pericolo, con una considerazione sul \u201cche fare\u201d:<br \/>&nbsp;\u201cConsiderando il ruolo positivo che questa attivit\u00e0 ha nella economia nazionale, afferma la commissione di studio, essa non pu\u00f2 essere interrotta, piuttosto dovrebbe essere determinato un approccio sostenibile per ridurre al minimo le conseguenze negative nella zona costiera. Il governo dovrebbe nominare un&#8217;autorit\u00e0 competente che, in consultazione con le organizzazioni rappresentative dei datori di lavoro e dei lavoratori, dovrebbe formulare, attuare e riesaminare periodicamente una coerente politica nazionale e principi per la demolizione in sicurezza delle navi. Tale politica dovrebbe includere:<\/p>\n<ul style=\"text-align: left;\">\n<li>Il controllo delle importazioni e la preparazione delle navi alla demolizione;<\/li>\n<li>L\u2019occupazione e le condizioni di lavoro, sicurezza sul lavoro e la salute, i diritti e il benessere dei\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/loveboat-s.jpg\" style=\"clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/loveboat-s.jpg\" height=\"220\" width=\"320\" \/><\/a><\/div>\n<p>lavoratori;&nbsp;<\/li>\n<li>La protezione sia della popolazione che dell&#8217;ambiente nella prossimit\u00e0 di un cantiere di demolizione.&nbsp;<\/li>\n<li>Il governo dovrebbe includere questo settore nel ministero dell&#8217;industria, e formulare una politica adeguata in modo che i diritti dei lavoratori possa essere garantita e resa contemporaneamente ecocompatibile.&nbsp;<\/li>\n<li>Ambiente, diritti umani e economia, tre ambiti che dovrebbero essere considerati nel formulare la gestione pubblica di questo settore.<\/li>\n<\/ul>\n<p><\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<p>Quindi anche nella parte di sotto del mondo il risultato delle grandi operazioni politiche determina la nascita di <\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<p>una commissione di studio, con all\u2019interno probabilmente coloro i quali sono stati corrotti sino a quel momento per il mantenimento dello status quo.<br \/>Ma vediamo quanto risulta invece dalla lettura delle documentazioni non governative.<br \/>Fondamentale \u00e8 la corruzione:<br \/>&#8220;Credo che gli ispettori che verificano le condizioni di lavoro a bordo rilascino certificati in modo &#8220;illogico&#8221; o in ragione di alcuni interessi e non in base allo stato di adeguatezza della nave &#8220;.<br \/>l giornalista Hasan Akbar amplia questo concetto: &#8221; il modo pi\u00f9 facile ottenere i certificati necessari del Dipartimento \u00e8 quello di pagare una tangente di alcune migliaia di taka. Quindi l&#8217;ispezione diventa non pi\u00f9 necessaria. Purtroppo chi rilascia i certificati non controlla correttamente quanto e come dovrebbe. L&#8217;ispezione di una nave intera dovrebbe durare almeno da sei a otto ore, ma spesso si completa in meno di un ora &#8220;.<br \/>&#8220;Un controllo completo costerebbe al proprietario tra 60.000 e 80.000 taka. Essi preferiscono pagare per la verifica di due o tre ambienti spendendo ufficialmente tra i 600 a 900 taka e farne scivolare poche migliaia sotto il tavolo verso l\u2019ispettore, il certificatore&#8221;. (100 Taka oggi valgono, come le rupie indiane, circa 1,5 Euro.)<br \/>&#8220;I proprietari dei cantieri hanno stabilito buone relazioni con i politici e le baronie locali. Tra l\u2019altro finanziando i loro circoli ricreativi. In realt\u00e0 si tratta di una mafia vera e propria. Dando tangenti alla polizia, politici, giornalisti e cos\u00ec via, hanno costruito un sistema in grado di evitare qualsiasi pubblicit\u00e0 negativa in caso di esplosione o incidente, minimizzandone la valenza e gli effetti. L&#8217;intera faccenda \u00e8 solo un racket e condotto a costo della vita dei lavoratori, della popolazione locale e dell\u2019ambiente.\u201d I cantieri non sono ufficialmente industrie, non esistono, molti di questi non hanno obblighi come un salario minimo e la compensazione a seguito di un incidente, per\u00f2 hanno bande di \u201cbravi\u201d armati che di mestiere mantengono la tranquillit\u00e0 del sistema.<br \/>Se le imprese fossero riconosciute, sarebbero anche passibili di ispezione dal Dipartimento del governo dell&#8217;Industria, ma ufficialmente non esistono e laddove possono pagano tangenti agli Enti preposti ai controlli.<br \/>I lavoratori che arrivano ai cantieri sono tutti analfabeti e di origine contadina. Arrivano attirati dal miraggio del lavoro sicuro intenzionati a fermarsi per un solo anno , ma mediamente si allontanano dal mare solo dopo dieci anni.  Uno su cento \u00e8 assunto a tempo indeterminato, gli altri sono a chiamata, con i classici fenomeni di caporalato.<\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/w_screen7_5252822529.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/w_screen7_5252822529.jpg\" height=\"265\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<p>La paga media di un lavoratore nei cantieri di demolizione si aggira sui 40 Takas al giorno, 0,60 euro al giorno nel primo anno lavorativo, per raggiungere il massimo di 70 Takas dopo 10 anni, circa un euro, lavorando 16 ore al giorno, sette giorni la settimana, 365 giorni l\u2019anno.<br \/>L\u2019aspettativa di vita, vista l\u2019esposizione a sostanze tossiche \u00e8 di circa 20 anni, contro i quasi 61 del restante Bangladesh, ed il 20% inizia a lavorare nei cantieri prima di aver compiuto 15 anni.<br \/>In caso di morte, ad evitare pubblicit\u00e0 negativa od interventi, pur improbabili, degli organismi di controllo, le imprese pagano alle famiglie un indennizzo, una compensazione. Un esempio documentato cita due cifre: 40.000 Takas alla famiglia del morto (600 Euro) e 60.000 alla polizia, per insabbiare e nascondere. L\u2019indennizzo sale quando in famiglia c\u2019\u00e8 un parente militare o poliziotto.<br \/>Le imprese, che si avvalgono per ogni nave di sei o sette ditte di appalto, ricavano mediamente 150 dollari a tonnellata per nave, la media di 13.000 tonnellate porta a valutare un ricavo medio di due milioni di dollari, oggi circa 1.600.000 euro, un lavoratore viene pagato 60 centesimi di euro il giorno, e, se muore costa 1500 euro, \u00e8 un vero affare. Poi i cantieri devono pagare gli organi di vigilanza, gli ispettori, coloro che devono fare i controlli ambientali, i politici del territorio, i politici nazionali e gli esperti che partecipano alle commissioni che devono garantire tutti la continuit\u00e0, ed in queste specifiche condizioni.<br \/>Nelle ultime 300 navi analizzate dalle varie ONG sono stati indicizzati 87 morti, 3.4 per ogni nave.    6000 infortuni gravissimi, danni irreparabili all\u2019ambiente, grande distribuzione di tumori specifici in misura abnorme rispetto agli altri territori.<br \/>A questi imprenditori-delinquenti, grazie ai rapporti di forza favorevoli ed a quanto spendono per mantenerli, va benissimo. La commissione in effetti ha come obiettivo la continuit\u00e0 e interventi pubblici per eventuali bonifiche ambientali se proprio fosse il caso che il pesce palla delle mangrovie avesse a risentirne. Ricapitolando dalla mia ricerca su Chittagong e lo shipbreaking, sono emersi una serie di fattori<\/p>\n<ul style=\"text-align: left;\">\n<li>In un vasto ambito territoriale una specifica attivit\u00e0 industriale inquina mortalmente il territorio, l\u2019aria, il suolo, l\u2019ambiente.&nbsp;<\/li>\n<li>I lavoratori muoiono o si ammalano svolgendo una attivit\u00e0 lavorativa durante la quale le regole di lavoro sicuro non vengono rispettate.&nbsp;<\/li>\n<li>I lavoratori sono sottopagati.&nbsp;<\/li>\n<li>Uno su cento ha un contratto a tempo indeterminato e gli altri sono atipici.&nbsp;<\/li>\n<li>La commissione governativa che dovrebbe occuparsi di ridurre pericoli per lavoratori ed ambiente \u00e8 di parte ed inquinata dalle lobby filo aziendali.&nbsp;<\/li>\n<li>Gli Enti di certificazione sono corrotti cos\u00ec come coloro che devono procedere alle ispezioni.&nbsp;<\/li>\n<li>Il potere locale e la polizia prendono tangenti per chiudere un occhio.&nbsp;<\/li>\n<li>Le aziende corrispondono alle famiglie delle vittime un risarcimento pur di evitare percorsi penali.&nbsp;<\/li>\n<li>Per avere maggiore collusione finanziano anche i circoli ricreativi locali. &nbsp;<\/li>\n<li>I mandanti sono lontani al sicuro nei loro inarrivabili uffici old-English, come sempre assolutamente ignari ed in buona fede.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ma dai, roba da terzo mondo, da noi non succederebbe mai.<br \/><b style=\"background-color: whitesmoke; font-family: 'Trebuchet MS', Trebuchet, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 22px; text-indent: 10px;\">(<i>Aris Capra &#8211; Responsabile Sportello Sicurezza CDML Genova &#8211; <\/i>foto da internet)<\/b><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2000 ero docente in una serie di corsi svolti nei confronti degli equipaggi e del personale di terra di alcune compagnie di navigazione italiane, le varie sessioni si svolgevano sulle alture di Spezia ed avevano oggetto una legge speciale da poco in vigore, il D.Lgs. 271 del 27 Luglio 1999.Nelle aule ruotavano tutti i [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[868,870,867,869,8,866,863,701],"tags":[],"class_list":["post-2540","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-aris-capra","category-bangladesh","category-cantieri","category-demolizioni-navali","category-lavoro","category-navi","category-oli-405","category-sicurezza-sul-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2540","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2540"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2540\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4679,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2540\/revisions\/4679"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2540"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2540"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2540"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}