{"id":271,"date":"2005-02-04T16:30:35","date_gmt":"2005-02-04T16:30:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=271"},"modified":"2005-02-04T16:30:35","modified_gmt":"2005-02-04T16:30:35","slug":"cambiamenti-gesti-che-distinguono-la-destra-dalla-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=271","title":{"rendered":"<i>Cambiamenti<\/i>. Gesti che distinguono la destra dalla sinistra"},"content":{"rendered":"<p>Un tempo si diceva che la mortadella era cibo operaio, proletario, da contrapporre al crudo, senz\u2019altro pi\u00f9 costoso e snob (scegliete voi se di Parma o San Daniele).Riproporre, fra il serio ed il faceto, la questione  potrebbe essere una buona partenza per chi avesse voglia d\u2019intervistare i nostri candidati alle prossime regionali.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nOggi ancora di programmi non si parla. Le distinzioni sono legate pi\u00f9 al senso d\u2019appartenenza e a farla da padrone, per il momento, sono le immagini e gli slogan cui aderire col cuore (la concretezza di Biasotti, la Liguria che vuoi di Burlando), avallando l\u2019analisi di Paul Virilio che parla dei nostri tempi come dominati dall\u2019emozione e non da ragione, comprensione, approfondimento (Internazionale, 14 gennaio 2005).<br \/>\nC\u2019entra la mortadella? Beh s\u00ec, perch\u00e9 fra le stoccate e le battute, le presenze o assenze dei due \u201ccolossi\u201d c\u2019\u00e8 chi deve fare quotidianamente i conti con lo spazio di vita, la citt\u00e0, le relazioni&#8230; C\u2019\u00e8 quell\u2019impercettibile movimento delle menti e dei cuori che dal locale al globale pensa sia giunto il momento di compiere un gesto per cambiare rotta ed approntare casa, lavoro, citt\u00e0, mondo in modo da assicurare un futuro meno \u00ecmpari.<br \/>\nEcco quindi un piccolo segnale che arriva da Londra: un libro scritto da Eugenie Harvey (Change the world for a fiver: 50 simple action to change the world and make you feel good \u2013 \u201cCambiate il mondo con 5 sterline: 50 semplici modi per cambiare il mondo e sentirsi bene\u201d). La signora, esperta di marketing, attraverso vignette, semi d\u2019abete da piantare, chewing gum incollati alle pagine, ci ricorda quante piccole azioni possiamo intraprendere per \u201ccambiare il mondo\u201d (\u201crifiuta le buste di plastica: ogni cittadino britannico consuma fino a 134 buste di plastica all\u2019anno, per un totale di otto miliardi di sacchetti che finiscono abbandonati in discariche sterminate; usa almeno una lampadina a basso consumo: se ce ne fossero almeno tre in ogni casa si risparmierebbe la stessa quantit\u00e0 di energia che serve a illuminare tutto il paese; usa i trasporti pubblici, guarda meno la TV, impara delle espressioni amichevoli in una lingua straniera, spegni gli elettrodomestici: se prima di andare a dormire ogni inglese spegnesse il suo televisore, si risparmierebbe abbastanza energia da illuminare 250.000 partite di calcio; fai il bagno con qualcuno che ami: per riempire una vasca di misura media ci vogliono 65 litri d\u2019acqua: sono 65 litri risparmiati\u201d&#8230;). Si tratta d\u2019un piccolo decalogo a cui ognuno pu\u00f2 aggiungere un tassello, un elemento&#8230;<br \/>\nLa Harwey ha dato vita anche all\u2019associazione We are what we do (Siamo quello che facciamo, sito internet: www.wearewhatwedo.org) che intende muovere i simpatizzanti partendo dalla parafrasi di una frase di Gandhi: \u201cSiate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo\u201d. Ecco, domandiamo (e domandiamoci) quali piccoli gesti distingueranno la sinistra dalla destra; giusto cos\u00ec, per riappropriarsi, con la mortadella, anche del senso profondo del comunicare.<br \/>\n(Chi fosse interessato al libro, pu\u00f2 acquistarlo o attraverso il sito internet di Amazon o nelle librerie Feltrinelli International; le notizie sul movimento e sul volume della Harvey sono apparse sulla rivista Internazionale  del 23 dicembre 2004 e su Gioia dell\u201911 gennaio 2005).<br \/>\n<em>(Tania Del Sordo)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Numero 44<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46,16],"tags":[],"class_list":["post-271","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-46","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/271","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=271"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/271\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=271"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=271"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=271"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}