{"id":2752,"date":"2013-06-13T17:35:00","date_gmt":"2013-06-13T16:35:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2752"},"modified":"2020-04-28T19:26:20","modified_gmt":"2020-04-28T18:26:20","slug":"oli-381-viaggi-senegal-il-diario-di-giulia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2752","title":{"rendered":"OLI 381: VIAGGI &#8211; Senegal, il diario di Giulia"},"content":{"rendered":"<div dir=\"ltr\" style=\"text-align: left;\">\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/2.bp.blogspot.com\/-2KHYQ4hV25Y\/UZNio63y-_I\/AAAAAAAAC20\/gbE7CPBCDek\/s1600\/Giulia+senegale.JPG\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"211\" src=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/1_Giuliasenegale.jpg\" width=\"320\" \/><\/a><\/div>\n<p>Demi 2 maggio, gioved\u00ec.<br \/>La sabbia \u00e8 ancora bagnata quando indirizzo i miei piedi verso l&#8217;Oceano, ma prima passo da Aid\u00e0 per un saluto. Sulla spiaggia una riga di ragazzini sfila sulla passerella del bagnasciuga con in mano pezzi di polistirolo, di reti e pesci fatti come quelli della lettera P nell\u2019alfabeto dei bambini.<br \/>Torno a casa. L&#8217;acqua che abbiamo ci deve bastare finch\u00e9 non torna D\u00f9 ad azionare la pompa elettrica. Mi guardo allo specchio e mi sembra di somigliare a quell\u2019arabo avvolto in una tunica bl\u00f9, seduto sopra al bancone di una boutique ombrosa piena di pacchettini e stoffe colorate. Non ha voluto lo fotografassi, \u2018sono vecchio\u2019, mi ha detto sorridendo e guardandomi col suo sguardo intenso. Anche io a volte uso l&#8217;et\u00e0 per proteggermi.<br \/>Sotto lo sguardo di Hallah i par\u00e0 francesi si esercitano su aerei militari provenienti da Dakar. Vestita di karit\u00e8 aspetto che l\u2019azzurro del cielo me lo trasformi in olio per massaggi. Ho un appuntamento con Aid\u00e0, alle cinque. Mi porter\u00e0 a vedere <i>les jardins<\/i> (gli orti) del deserto. Mi lavo con l&#8217;acqua del pozzo e vado. Indosso l&#8217;abito afro comprato al Suq di Genova. Abita nell\u2019ultima casa del villaggio verso il mare ed \u00e8 la responsabile della <i>Maison de Sant\u00e9<\/i>. Chiacchieriamo in francese. Il figlio pi\u00f9 piccolo soffre d\u2019infiammazione alla vescica. Gli amuleti di protezione legati con un cordoncino di cuoio alla vita e al collo sono lenti ad agire e la schiena di Aid\u00e0 \u00e8 spesso bagnata. E\u2019 esperta nella medicina tradizionale ed usa, in genere, piante locali. Mi fa vedere l&#8217;albero antibiotico, la pianta per far venire le mestruazioni, quella per abortire.  Il come usarla \u00e8 un segreto di poche. E\u2019 pericolosa anche se molto richiesta.<br \/>Mi conduce dai genitori. Suo padre maestro di Corano sta insegnando a un ragazzo la scrittura araba. La madre lavora il miglio fino alla consistenza della sabbia: c&#8217;\u00e8 l\u00ec anche una giovane venditrice di liscivia, prodotta da lei. Ogni sacchettino peser\u00e0 un etto. Gli orti sono in una localit\u00e0 fuori dal villaggio con tanti pozzi scavati nella sabbia.  Ogni famiglia ne ha uno dato in dotazione dal governo. Il marito, con i soldi guadagnati lavorando per cinque anni nel porto di Hong Kong ha comperato altri terreni. Ora vendono i loro prodotti a Dakar o nei mercati vicini. I cavoli saranno pronti fra venti giorni. La terra \u00e8 cosparsa di conchiglie, pare sia un buon concime. Strappiamo erbe infestanti mentre Mohamed, il secondo figlio, si diverte a pisciare o sputare nei pozzi. Ha otto anni, ride, sa che non dovrebbe farlo. Arriva il marito, mi riconosce per quella che si era persa. E\u2019 stato lui ad indicarmi la direzione di casa. Ha un fratello a Napoli e mi chiede se conosco Mario Balotelli. Pensa che la capitale d\u2019Italia sia Milano. No, chiarisco, Milano ha due aeroporti, ma la capitale \u00e8 Roma anche se ne ha uno solo. \u201cQuanti aeroporti ci sono in Italia?\u201d, mi chiede, \u201cNon saprei quanti, tanti\u201d, \u201cQui l&#8217;aeroporto \u00e8 solo a Dakar,\u201d dice.<br \/>Torno a casa con Aid\u00e0, i bambini e il cappello pieno di peperoni. Incontriamo montagne di conchiglie, capre d\u2019appetito che mangiano anche carta, donne con abiti sgargianti e secchi ricolmi in testa, altre che cucinano couscous di miglio dentro a capanne scure piene di bambini. Oltre la strada mi indica un villaggio abitato da gente di un\u2019etnia diversa che comunica poco con loro.<br \/>D\u00f9 ha preparato riso e gamberi. In una scatola di polistirolo con ghiaccio ci sono un mucchio di pesci. C&#8217;\u00e8 anche una bottiglia di olio extravergine d&#8217;oliva comprato a Genova da Teresita in Vico delle Vigne. Ci rimprovera di non aver messo in valigia anche il pesto. Il solo pensiero gli mette appetito. Sa che con Mariella faremo un giro per conoscere altro del Senegal?<br \/>Hanno portato sei caprette, due ancora da latte. D\u00f9, cosa se ne fa? Dice che \u00e8 cresciuto con le capre e gli fa piacere averle vicine. Sfoglio il giornale che ha portato: <i>L\u2019Observateur<\/i>. \u201c<i>M.le President, les femmes ne son pas contentes<\/i>\u201d scrive Odile Ndoumbe, presidente del consiglio senegalese per la parit\u00e0 femminile\u201d \u201c<i>C&#8217;est la plus malheureuse&nbsp;F\u00eate du Travail<\/i>\u201d dice Baklaw Dioungue, segretario nazionale dei lavoratori del Senegal.<br \/>Metto il giornale in valigia e vado a dormire con i belati nelle orecchie.<br \/><b>(<i>Giulia Richebuono<\/i>)<\/b> <\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" allowfullscreen=\"\" frameborder=\"0\" height=\"480\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/--ETJZcfmlg?rel=0\" width=\"640\"><\/iframe><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Demi 2 maggio, gioved\u00ec.La sabbia \u00e8 ancora bagnata quando indirizzo i miei piedi verso l&#8217;Oceano, ma prima passo da Aid\u00e0 per un saluto. 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