{"id":2799,"date":"2013-05-03T17:40:00","date_gmt":"2013-05-03T16:40:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2799"},"modified":"2020-04-28T19:30:52","modified_gmt":"2020-04-28T18:30:52","slug":"oli-375-lavoro-benetton-nella-fabbrica-crollata-in-bangladesh","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2799","title":{"rendered":"OLI 375: LAVORO &#8211; Benetton nella fabbrica crollata in Bangladesh"},"content":{"rendered":"<div dir=\"ltr\" style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/4.bp.blogspot.com\/-OSZD3QmEXok\/UYOWIk9BRjI\/AAAAAAAACx8\/v8U5EWY8y1Y\/s1600\/bangladesh-2.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/bangladesh-2.jpg\" \/><\/a>Ennesima catastrofe in Bangladesh per  il crollo della fabbrica Rana Plaza a 30 km da Dhaka, avvenuto il 24 aprile scorso, che ha causato la morte di oltre 380 operai, 2000 feriti e molti dispersi che lavoravano per i grandi marchi della moda internazionale.  L&#8217;edificio Rana Plaza ospitava 5 fabbriche di abbigliamento dove migliaia di operai ogni giorno lavoravano stipati in condizioni disumane. Loro stessi avevano denunciato le preoccupanti crepe all&#8217;interno dell&#8217;edificio, ma gli era stato intimato dai datori di lavoro di restare nella fabbrica.<br \/>La <a href=\"http:\/\/www.abitipuliti.org\/\">Campagna Abiti Puliti<\/a> (Clean Clothes Campaign), associazione internazionale nata per assicurare il rispetto dei diritti dei lavoratori e lavoratrici del tessile, sta intervenendo denunciando i grandi marchi implicati tra cui Primark, Mango e l&#8217;italiana Benetton, quest&#8217;ultima in un primo momento aveva dichiarato di non aver legami diretti con le fabbriche del Rana Plaza.<br \/>L&#8217;agenzia AFP ha fotografato tra le macerie alcune t-shirt con etichetta \u201cUnited Colors of Benetton\u201d.<\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/4.bp.blogspot.com\/-UgJAOgERFrE\/UYPYPwtZyVI\/AAAAAAAACy0\/PauQn8JwA4M\/s1600\/etichette.JPG\" style=\"clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"172\" src=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/etichette.jpg\" width=\"320\" \/><\/a><\/div>\n<p>Inoltre Abiti Puliti \u00e8 in possesso di una copia di un ordine d&#8217;acquisto da parte di Benetton per capi prodotti dalla New Wave, una della 5 fabbriche dell&#8217;edificio.<br \/>La Campagna Abiti Puliti sta facendo pressione sull&#8217;azienda veneta chiedendo di assumersi le proprie responsabilit\u00e0 su queste tragiche morti sostenendo i familiari delle vittime. \u201c<i>Aziende importanti come la Benetton hanno la responsabilit\u00e0 di accertare a quali condizioni vengono prodotti i loro capi<\/i>\u201d ha dichiarato Deborah Lucchetti &#8211; coordinatrice e referente italiana della Campagna Abiti Puliti &#8211; \u201c<i>e di intervenire adeguatamente e preventivamente per garantire salute e sicurezza nelle fabbriche da cui si riforniscono<\/i>\u201d.<br \/>Il crollo del Rana Plaza \u00e8 una delle tante tragedie avvenute nel sud est asiatico: ricordiamo l&#8217;incendio della fabbrica pakistana Ali Enterprises dove lo scorso settembre sono arsi vivi 300 lavoratori per la mancanza di uscite di sicurezza e l&#8217;incendio di novembre della Tazreen Fashions in Bangladesh dove hanno perso la vita pi\u00f9 di 100 operai che cucivano per C&amp;A, Carrefour, Kik e Walmart, lavorando 12 ore al giorno per 30 dollari al mese.<br \/>Il tessile \u00e8 un settore redditizio e le aziende occidentali di abbigliamento sono pi\u00f9 interessate a massimizzare i profitti che alla sicurezza e ai diritti dei lavoratori.  Il sud-est asiatico \u00e8 il pi\u00f9 grande esportatore di prodotti tessili al mondo, come possiamo notare dalle etichette che ogni giorno indossiamo.<br \/>Anche i consumatori spesso sono responsabili e complici inconsapevoli di questo processo in cui, attraverso l&#8217;acquisto di abbigliamento, contribuiscono a mantenere in schiavit\u00f9 i lavoratori che cuciono e confezionano i nostri abiti per pochi dollari al mese.<br \/>Come consumatori consapevoli possiamo sostenere la campagna firmando la&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.abitipuliti.org\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=374%3A2013-stop-the-killing-chiedi-sicurezza-per-i-lavoratori-del-bangladesh&amp;catid=99%3Aazioni-urgenti-home&amp;Itemid=31\">petizione online<\/a>&nbsp;che chiede che i lavoratori in Bangladesh siano tutelati da norme di sicurezza pi\u00f9 severe.<br \/><b>(<i>Maria Di Pietro<\/i> &#8211; foto da internet)&nbsp;<\/b><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ennesima catastrofe in Bangladesh per il crollo della fabbrica Rana Plaza a 30 km da Dhaka, avvenuto il 24 aprile scorso, che ha causato la morte di oltre 380 operai, 2000 feriti e molti dispersi che lavoravano per i grandi marchi della moda internazionale. 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