{"id":2967,"date":"2012-11-06T17:55:00","date_gmt":"2012-11-06T16:55:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2967"},"modified":"2020-04-28T19:34:11","modified_gmt":"2020-04-28T18:34:11","slug":"oli-355-ilva-genova-chiama-taranto-taranto-risponde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=2967","title":{"rendered":"OLI 355: ILVA &#8211; Genova chiama Taranto &#8211; Taranto risponde"},"content":{"rendered":"<div dir=\"ltr\" style=\"text-align: left;\">\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/3.bp.blogspot.com\/-NxVlcsFRkuI\/TpPqd25R4qI\/AAAAAAAAAh4\/Q8MEIb675eM\/s1600\/AMBIENTE+color+piccolo.JPG\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"200\" src=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/AMBIENTEcolorpiccolo.jpg\" width=\"199\" \/><\/a><\/div>\n<p><i>&#8220;L\u2019acciaio serve ancora alla nostra manifattura, alla stessa green economy e quindi, da qualche parte, si deve pur produrre, quindi abbiamo bisogno in Italia dell\u2019acciaio primario e accettiamo che venga prodotto a Taranto ma non \u00e8 pi\u00f9 possibile continuare a produrlo alle condizioni in cui \u00e8 stato prodotto fino ad adesso. L\u2019azione della magistratura e soprattutto la straordinaria mobilitazione popolare oltre che una feconda anche se conflittuale riflessione all\u2019interno del mondo del lavoro ci fanno sperare che finalmente queste condizioni cambino in meglio. Come Legambiente abbiamo deciso di accettare questa scommessa non facile da sostenere quando la gente non ne pu\u00f2 pi\u00f9, la pazienza \u00e8 ridotta a zero e i cui risultati non sono affatto scontati. Per farcela servono rigore, seriet\u00e0 e impegno da parte di tutti. Serve un atteggiamento dell\u2019impresa Ilva meno furbo e arrogante e pi\u00f9 orientato alla trasparenza e all\u2019onest\u00e0 intellettuale. Servono importanti investimenti per risanare e innovare gli impianti e per la bonifica di ci\u00f2 che \u00e8 stato compromesso. Il come si superer\u00e0 a Taranto questa crisi ci dir\u00e0 molto sulla politica industriale dei prossimi anni nel nostro paese&#8221;.<\/i><br \/>Sono alcuni stralci della lettera inviata da Maria Maran\u00f2 di Legambiente Taranto all\u2019incontro \u201cGenova chiama Taranto. Il caso acciaio. Ambiente e lavoro sono la stessa cosa\u201d promosso da Legambiente il 26 ottobre. Maran\u00f2 su Genova ha scritto: <i>&#8220;I segnali che ci sono arrivati, tramite i mass media non sono stati confortanti, anzi li abbiamo valutati poco rispettosi della complessit\u00e0 della crisi che la popolazione tarantina sta vivendo e per certi versi anche un po\u2019 miopi &#8211; mi riferisco alla dichiarazione fatta dal sindaco a seguito del provvedimento della magistratura di avvio della fermata di alcuni impianti, ricordo che sono ancora tutti in funzione &#8211;  e alla scelta dei lavoratori di scioperare contro il provvedimento<\/i> (la Fiom a Genova non ha aderito allo sciopero del 10 ottobre ndr). <i>Far coincidere gli interessi dell\u2019azienda Ilva con il diritto al lavoro \u00e8 a nostro parere sbagliato, alimentare nei fatti la contrapposizione tra chi chiede il diritto al lavoro e chi chiede il diritto a non ammalarsi per eccesso di inquinamento ambientale non far\u00e0 fare passi avanti a nessuno<\/i>.<\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<p>Su <a href=\"http:\/\/www.olinews.info\/2012\/10\/oli-354-ilva-genova-chiama-taranto-tra.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">OLI&nbsp;<\/a>avevamo scritto cosa i politici genovesi presenti in sala \u2013 Biasotti e Bernini \u2013 dicevano del rapporto con Riva a Genova, dell\u2019accordo di programma, e dell\u2019occupazione sulle aree di Cornigliano. Grazie ai dati forniti da <a href=\"http:\/\/federico-valerio.blogspot.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Federico Valerio<\/a>, chimico ambientale, chi era presente in sala ha potuto cogliere le differenze a livello sanitario tra il prima (area a caldo e cokeria) e il dopo (siderurgia a freddo).  Dalla scorsa settimana la cronaca ha registrato la morte di Claudio Marsella, avvenuta al movimento ferroviario dello stabilimento di Taranto marted\u00ec scorso. Si tratta della quarantatreesima vittima del siderurgico dal 1992 ad oggi. Una disgrazia che ha acuito lo scontro tra Usb e Comitato dei Liberi e Pensanti da un lato e Fim, Fiom, Uilm dall\u2019altro.<i> La Repubblica ed. Bari<\/i> scrive che sotto accusa \u00e8 un&nbsp;&nbsp;<a href=\"http:\/\/bari.repubblica.it\/cronaca\/2012\/11\/04\/news\/ilva_sciopero_a_oltranza_ora_vogliamo_la_verit-45871293\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">accordo<\/a>&nbsp;&nbsp;firmato \u201c<i>nel 2010 che prevedeva un solo addetto a guidare le macchine di reparto<\/i><span style=\"font-size: 16px;\">\u201d<\/span>. Lo scontro, marted\u00ec sera, per poco, non \u00e8 diventato&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.fiom.cgil.it\/siderurgia\/ilva\/c_12_10_31-ilva.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">fisico.<\/a><br \/>La morte di Claudio impone una riflessione totale, molto seria su tutti gli stabilimenti, sulle relazioni umane, sindacali e sulla sicurezza tra tutti i lavoratori. Anche per questa ragione, l\u2019intervento di Federico Pezzoli \u2013 RSU Fiom Ilva Cornigliano \u2013 all\u2019incontro del 26 ottobre merita una riflessione a parte. <b>(continua)<\/b><br \/><b>(<i>Giovanna Profumo &#8211; <\/i>disegno di Guido Rosato)<\/b><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;L\u2019acciaio serve ancora alla nostra manifattura, alla stessa green economy e quindi, da qualche parte, si deve pur produrre, quindi abbiamo bisogno in Italia dell\u2019acciaio primario e accettiamo che venga prodotto a Taranto ma non \u00e8 pi\u00f9 possibile continuare a produrlo alle condizioni in cui \u00e8 stato prodotto fino ad adesso. 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