{"id":3016,"date":"2012-08-21T07:34:00","date_gmt":"2012-08-21T06:34:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=3016"},"modified":"2020-04-28T19:37:19","modified_gmt":"2020-04-28T18:37:19","slug":"cartoline-2012-urbanistica-il-mitologico-municipio-scomparso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=3016","title":{"rendered":"CARTOLINE 2012 &#8211; URBANISTICA: IL MITOLOGICO MUNICIPIO SCOMPARSO"},"content":{"rendered":"<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/1.bp.blogspot.com\/-YJMu7Y9QheY\/UDJW3OyZBeI\/AAAAAAAAQr0\/yKU8e7Gp91o\/s1600\/Abitazioni+famiglie.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"262\" src=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Abitazionifamiglie.jpg\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<p>L\u2019occupazione da parte dei giovani dei centri sociali di alcuni alloggi sfitti nel centro storico sta suscitando non poche polemiche tra chi manifesta solidariet\u00e0 nei confronti degli occupanti e chi ne stigmatizza l\u2019illegalit\u00e0 dell\u2019azione. Tuttavia, ci\u00f2 che sembra mancare \u00e8 una seria riflessione su quello che, in fondo, rappresenta il nocciolo del problema: quante sono le case vuote in citt\u00e0?<br \/>A questo proposito, sono stati dati letteralmente i numeri: in un intervista a <i>la Repubblica<\/i> (25 luglio 2012) i giovani occupanti hanno parlato di 15 mila appartamenti sfitti, diventati poi 20 mila nella ripresa dell\u2019articolo fatta da un sito locale legato a Rifondazione Comunista. Non si tratta di cifre indebitamente gonfiate: appena qualche mese prima (febbraio 2012) il segretario locale del SUNIA in un\u2019intervista a Primocanale aveva quantificato l\u2019ammontare dello sfitto in citt\u00e0 a 25 mila abitazioni,  mentre in un documento ufficiale del Comune, redatto nel quadro del Patto dei Sindaci, l\u2019entit\u00e0 delle abitazioni non occupate era stimata in 28.088 unit\u00e0.<br \/>Genova \u00e8 una citt\u00e0 strana, in cui frange (poco) eversive provenienti dai centri sociali si rifanno cifre assai meno preoccupanti di quelle snocciolate in tutta tranquillit\u00e0 dalla pubblica amministrazione; ma la cosa pi\u00f9 curiosa \u00e8 che, incrociando i dati provenienti dagli enti ufficialmente preposti alla quantificazione dei beni immobiliari e della popolazione urbana (l\u2019Agenzia del Territorio e l\u2019Ufficio Statistica comunale) il panorama dello sfitto cittadino appare ancora peggiore. In effetti, le Note Territoriali dell\u2019OMI per il II semestre del 2009 valutavano lo stock immobiliare genovese in 325.069 unit\u00e0 immobiliari a destinazione residenziale, mentre la voce Aspetti Demografici della Descrizione Fondativa del PUC riporta la cifra di 280.095 abitazioni occupate da famiglie al 31 dicembre 2008: con una certa approssimazione si otterrebbe allora una stima di 44.974 case vuote, pari al 13,77% del totale. Sono dati di quasi quattro anni fa, ma l\u2019andamento dei principali indicatori economici e demografici cittadini non lascia intendere che la situazione sia cambiata in modo sostanziale.<br \/>Per rendersi meglio conto di cosa significhino queste cifre, basti pensare che 45 mila abitazioni corrispondono pi\u00f9 o meno alla consistenza dello stock immobiliare di uno qualsiasi dei municipi cittadini: co un\u2019esagerazione basata per\u00f2 su dati concreti, si potrebbe dire che Genova ha nove municipi, ma solo otto di questi  sono effettivamente abitati.<\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/2.bp.blogspot.com\/-aFld0aO3VkE\/UDJW6jMERZI\/AAAAAAAAQr8\/i1shwtWOomo\/s1600\/popolazione-stanze.jpg\" style=\"clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"262\" src=\"https:\/\/olinews.it\/mt\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/popolazione-stanze.jpg\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<p>Vale la pena fermarsi un attimo a riflettere sul reale significato di queste cifre, dato che, se fossero vere, significherebbe che le case vuote a Genova sono pi\u00f9 di una su dieci e che allora bisognerebbe cominciare a  ripensare l\u2019intero assetto urbanistico della citt\u00e0.<br \/>Fino al 2011, il regime fiscale vigente rendeva conveniente il possesso ma non la messa a reddito delle abitazioni: si \u00e8 perci\u00f2 assistito ad un dilagare di nuove costruzioni il cui unico scopo era quello di essere acquistate e rivendute, ma non quello di essere abitate. Ne derivava un controsenso per cui un bene sovrabbondante (le case) invece di veder diminuire il proprio valore, lo aumentava. II costi ambientali di questo scempio sono sotto gli occhi di tutti; pensiamo non solo alla cementificazione delle colline, ma anche alla profonda crisi dell\u2019Azienda Municipalizzata Trasporti, costretta a ramificare capillarmente il proprio raggio d\u2019azione senza che la citt\u00e0 potesse vantare un numero di passeggeri tale da sostenere questa espansione: il risultato \u00e8 che AMT deve oggi per contratto garantire l\u2019erogazione di 477 milioni di posti annui a fronte dell\u2019effettivo trasporto di 157 milioni di passeggeri, non c\u2019\u00e8 da meravigliarsi che i conti non tornano. E questo \u00e8 solo uno dei numerosi esempi di come l\u2019espansione incontrollata del tessuto urbano abbia portato all\u2019 \u201cimplosione\u201d delle infrastrutture collettive.<br \/>Con l\u2019introduzione della nuova IMU e l\u2019aumento della tassazione per gli immobili sfitti, il panorama \u00e8 cambiato e il surplus delle unit\u00e0 abitative rischia di rivelarsi un boomerang per l\u2019intero apparato economico: gli immobili sfitti finiranno per essere messi precipitosamente in vendita e questo porter\u00e0 ad una drastica contrazione dei valori di mercato. Basta dare un\u2019occhiata alla vicina Spagna per rendersi conto che quest\u2019eventualit\u00e0 non porter\u00e0 affatto ad un pi\u00f9 facile accesso alla prima casa dei soggetti economicamente pi\u00f9 deboli, ma che piuttosto sar\u00e0 causa di una drastica diminuzione del valore del risparmio delle famiglie, spesso e volentieri investito nel mattone, per non parlare della crisi dell\u2019intero sistema creditizio nazionale, ugualmente sovraesposto sul mercato immobiliare. Insomma, par di capire che gli irsuti punkkabbestia anarcoidi delle frange pi\u00f9 estreme dei centri sociali sono ingenui ottimisti se pensano di poter danneggiare il sistema economico pi\u00f9 di quanto non abbiano gi\u00e0 fatto i solerti funzionari delle pubbliche amministrazioni assentendo inutili operazioni urbanistiche in nome di un fantomatico sviluppo di cui, a tutt\u2019oggi, praticamente non v\u2019\u00e8 traccia.<br \/>Che fare? Innanzitutto sollecitare la pubblicazione di dati ufficiali pi\u00f9 precisi sul tema, anche sulla scorta dei rilevamenti effettuate durante l\u2019ultimo censimento; poi mettere una croce sopra gran parte degli interventi che tendono a disperdere piuttosto che a concentrare le risorse cittadine: nuovi centri commerciali o nuovi quartieri residenziali. Infine, quando \u00e8 possibile, privilegiare il potenziamento piuttosto che la sostituzione delle infrastrutture, tanto in termini di assi di attraversamento quanto in quelli di polarit\u00e0 urbane. Considerazioni in fondo gi\u00e0 largamente condivise e fatte proprie tanto dalla Descrizione Fondativa del PUC \u2013 e purtroppo messe in sottordine nelle sue parti attuative \u2013 quanto da gran parte dell\u2019opinione pubblica. In caso contrario, il volume dello sfitto della nostra citt\u00e0 potrebbe trasformarsi nella fatidica \u201cpietra al collo\u201d destinata a trascinare a fondo le speranze di un rilancio cittadino.<br \/><b>(<i>Alessandro Ravera<\/i>)<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019occupazione da parte dei giovani dei centri sociali di alcuni alloggi sfitti nel centro storico sta suscitando non poche polemiche tra chi manifesta solidariet\u00e0 nei confronti degli occupanti e chi ne stigmatizza l\u2019illegalit\u00e0 dell\u2019azione. Tuttavia, ci\u00f2 che sembra mancare \u00e8 una seria riflessione su quello che, in fondo, rappresenta il nocciolo del problema: quante sono [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1230,960,1722,1727,536,293],"tags":[],"class_list":["post-3016","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-aeroporto-di-genova","category-alessandro-ravera","category-cartoline-2012","category-centri-sociali","category-puc","category-urbanistica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3016","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3016"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3016\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5706,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3016\/revisions\/5706"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3016"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3016"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3016"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}