{"id":306,"date":"2005-02-24T23:10:28","date_gmt":"2005-02-24T23:10:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=306"},"modified":"2005-02-24T23:10:28","modified_gmt":"2005-02-24T23:10:28","slug":"ricordo-di-liana-millu-scrittrice-appartata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=306","title":{"rendered":"Ricordo di Liana Millu scrittrice appartata"},"content":{"rendered":"<p>Ha aspettato fino alle commemorazioni di quest\u2019anno dell\u2019Olocausto, lei che di giorni della memoria aveva intrecciato tutta la sua vita; e poi, dopo tanto resistere, se n\u2019\u00e8 andata. Liana Millu \u00e8 morta lo scorso 6 febbraio, e i giornali l\u2019hanno ricordata senza sprecare una parola di pi\u00f9. Dedicandole un po\u2019 di righe doverose sulla cronaca, non le pagine, che avrebbe meritato, della cultura.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nNon che a lei avrebbe importato \u2013 ne sono sicura, anche se di persona non l\u2019ho mai conosciuta. L\u2019ho vista una volta sola, durante una conferenza al Goethe Institute \u2013 una delle tante a cui lei ha partecipato, dopo il lager, in un sforzo incessante, caparbio e fiducioso, di testimonianza. L\u2019ho vista e avrei voluto stringerle la mano e dirle: Finalmente la conosco, signora Millu! Sono nove mesi che leggo e rileggo e studio e scompongo i suoi libri per la mia tesi sulle donne nei lager, e non sa quanto apprezzi la sua opera&#8230; Soprattutto mi sono sempre chiesta come \u00e8 riuscita a scrivere un libro come Il fumo di Birkenau, cos\u00ec a caldo, a pochi mesi dalla fine della deportazione, senza scivolare mai nella retorica, senza farsi schiacciare dall\u2019orrore, senza indulgere in patetismi, senza sbagliare un aggettivo, senza perdere la fluidit\u00e0 dello stile. Come ha fatto insomma proprio lei a diventare una simile scrittrice dopo Auschwitz, dopo che anche la possibilit\u00e0 di fare poesia era ormai data per spacciata da fior di intellettuali. Per non dire del modo diretto, onesto con cui, nei suoi libri, ha trattato la questione della violenza, di quella \u2013 atroce \u2013 subita dentro i lager, ma anche di quella \u2013 terribile \u2013 agita, se non nei fatti nelle menti; di quella che veniva respirata, introiettata, esorcizzata anche dalle vittime e che rendeva ancora pi\u00f9 nefande, se possibile, le colpe dei carcerieri. Lei ne ha parlato in prima persona: ha ricordato l\u2019odio profondo, viscerale indotto dal lager, \u201cl\u2019impeto di Birkenau, quel cieco impeto selvaggio che cerca la gola e la stringe\u201d. Ha guardato in faccia la violenza anche quando nasce da se stessi, la perdita del senso di pudore, la solitudine del ritorno, l\u2019assoluta incapacit\u00e0 della societ\u00e0 circostante di capire, la voglia di farla finita; e l\u2019ha fatto, ripeto, con asciuttezza, autoironia, e un disincanto come solo i grandi artisti.<br \/>\nIl suo romanzo autobiografico, I ponti di Schwerin, \u00e8 una ben strana educazione sentimentale: dal suo desiderio di indipendenza come giovane donna italiana degli anni\u201940 passa agli allucinati flash back della vita nel lager e poi rotola forsennatamente lungo tutto quel rocambolesco tragitto di ritorno dal lager all\u2019Italia, passando per la Germania distrutta, la perdita della propria identit\u00e0, l\u2019impossibilit\u00e0 di un happy end. Lei forse meglio di chiunque altro ha spiegato cosa ha significato essere donna dentro il lager, nonch\u00e9 donna ex-deportata. Ma mi chiedo \u2013 e le chiedo: non ha giocato questo fattore, ancora una volta, a suo sfavore? Forse lei non ha avuto \u2013 in Italia, perch\u00e9 all\u2019estero \u00e8 diverso \u2013 la risonanza che meritava come scrittrice proprio perch\u00e9 catalogata, da subito, nel rassicurante parco protetto delle autrici dell\u2019Olocausto al femminile? Ma forse lei avrebbe scrollato le spalle, lei che nella vita aveva superato ben altri ponti di quelli, fragili e oscillanti, costituiti dalle mie domande. Forse. Perch\u00e9, quella volta, per chiss\u00e0 quale inconsulta forma di vergogna, non mi avvicinai. Ancora oggi lei \u00e8 rimasta quella scrittrice misteriosa. Misteriosa anche per buona parte della nostra critica che non sembra averla mai del tutto capita.<br \/>\n<em>(Carola Frediani)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Numero 47<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[49,16],"tags":[],"class_list":["post-306","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-49","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/306","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=306"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/306\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=306"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=306"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=306"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}