{"id":3166,"date":"2012-03-13T17:25:00","date_gmt":"2012-03-13T16:25:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=3166"},"modified":"2012-03-13T17:25:00","modified_gmt":"2012-03-13T16:25:00","slug":"oli-335-immigrazione-lintegrazione-ai-tempi-delle-tv-satellitari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=3166","title":{"rendered":"OLI 335: IMMIGRAZIONE &#8211; L&#8217;integrazione ai tempi delle TV satellitari"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019articolo di Rania Ibrahim sul Corriere della Sera del 12 marzo \u201cGrazie alla parabola\u2026\u201d, la confusione regna indisturbata. Da una parte la parabola \u00e8 screditata in quanto non \u00e8 da quartieri \u201cfashion\u201d ed \u00e8 \u201ctipicamente da banlieue parigina\u201d e da circonvallazione di Milano, dall\u2019altra si indigna quando i vicini di casa protestano per l\u2019installazione della sua di parabola: \u201crovinava la facciata del condominio\u2026capirai.\u201d <br \/>La parabola della scrittrice \u00e8 \u201cbuona\u201d ed ha contribuito ad insegnarle la lingua araba, a conoscere il suo paese d\u2019origine e tante altre belle cose mentre quella delle altre donne immigrate che dice siano (non poteva mancare) \u201cla maggior parte musulmane\u201d, e che definisce come \u201cmogli-sforna bimbi\u201d di uomini immigrati \u00e8 \u201ccattiva\u201d: con la parabola, si barricano \u201cnelle loro case, chiuse in un mondo che non hanno mai lasciato realmente, tutto il giorno a guardare esclusivamente programmi arabi, sentire musica araba, telegiornali arabi, la Rai?, non sanno neppure cosa sia\u201d. <br \/>Naturalmente non \u00e8 cos\u00ec: la scrittrice non \u00e8 l\u2019unica tra le figlie ed i figli degli immigrati ad usufruire dei vantaggi della parabola nel mantenere la lingua e la cultura d\u2019origine e non \u00e8 certamente colpa della parabola se le comunit\u00e0 immigrate vivono separate dalla societ\u00e0 ospitante che fa poco per integrarle. E\u2019 spiacevole che quando una persona immigrata ha la possibilit\u00e0 di scrivere su una testata importante, non faccia altro che ripetere gli stessi stereotipi sugli immigrati che da vent\u2019anni si va scrivendo sullo stesso quotidiano. Massima cura della scrittrice \u00e8 di rassicurare di essere diversa da altri immigrati che non sanno parlare l\u2019italiano, sfornare bimbi ecc. <br \/>Articolo a parte, qualche sociologo dovrebbe fare una seria indagine sull\u2019influenza della diffusione delle TV satellitari nell\u2019integrazione degli immigrati in Italia. Ad esempio, se il modello dell\u2019assimilazione degli immigrati era di difficile attuazione esso \u00e8, ora, impossibile: moltissimi immigrati ben integrati a livello lavorativo e linguistico seguono pi\u00f9 i telegiornali del paese d\u2019origine che quelli italiani. In molti casi si guardano quotidianamente due telegiornali del paese d\u2019origine e nessuno italiano. Cosa significa questo per l\u2019integrazione e per la politica? E\u2019 nell\u2019interesse dell\u2019Italia che milioni di persone che vivono nel nostro paese seguano i nostri telegiornali? Sembrerebbe evidente, ma allora TV e telegiornali dovrebbero cambiare: ad esempio, assumere l\u2019antirazzismo come etica fondamentale. Quando denunciano l\u2019integralismo e il fanatismo religioso, dovrebbero farlo con equilibrio ed obiettivit\u00e0 coinvolgendo tutti gli integralismi compresi quello cristiano e quello ebraico. Quando parlano di Palestina e medio oriente dovrebbero essere obbiettivi e rappresentare tutti i punti di vista e non appiattirsi, come accade oggi, su un unico punto di vista. Insomma TV e telegiornali italiani dovrebbero diventare multietnici e interculturali. Mi rendo conto che potrebbe sembrare qualcosa di utopico, visto il degrado delle nostre TV, ma \u00e8 necessario. <br \/><b>(<i>Saleh Zaghloul<\/i>)<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019articolo di Rania Ibrahim sul Corriere della Sera del 12 marzo \u201cGrazie alla parabola\u2026\u201d, la confusione regna indisturbata. 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