{"id":319,"date":"2005-03-03T20:17:57","date_gmt":"2005-03-03T20:17:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=319"},"modified":"2005-03-03T20:17:57","modified_gmt":"2005-03-03T20:17:57","slug":"privatizzazioni-vendere-le-poste-come-in-argentina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=319","title":{"rendered":"<i>Privatizzazioni<\/i>. Vendere le Poste come in Argentina"},"content":{"rendered":"<p>Questa volta bisogner\u00e0 prenderlo sul serio: si possono ridurre le tasse e insieme l\u2019enorme debito pubblico accumulato. Non sono vagheggiamenti. Il premier ha tanti esempi da seguire. Ma anzich\u00e9 quelli di Reagan o della Thatcher sembra preferire quello dell\u2019Argentina di Menem.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nDal 1990 tutto quello che in Argentina poteva essere venduto fu venduto: telecomunicazioni, gas e acqua, petrolio, linee. aeree, ferrovie, centrali elettriche, poste, tanto che Bush (padre) qualific\u00f2 Menem \u201cil campione mondiale delle privatizzazioni\u201d.<br \/>\nE poteva ben dirlo, con la privatizzazioni delle poste, per esempio, l\u2019Argentina, la Nigeria e il Burundi diventavano gli unici paesi che avessero privatizzato le loro poste. Furono anni d\u2019oro, ma pochi. L\u2019impatto negativo sull\u2019occupazione fu deleterio e non port\u00f2 come contropartita una maggiore efficienza dei servizi. A medio termine, le conseguenze di quella politica furono pagate duramente: il crollo economico e finanziario, la rivolta del dicembre del 2001, la fine del governo de la R\u00f9a, cinque presidenti in due settimane. Gli effetti negativi si sono fatti sentire anche in Italia. Migliaia di risparmiatori italiani, consigliati dalle banche, hanno acquistati i famosi Tango Bond.<br \/>\nBerlusconi dichiara che la privatizzazione delle Poste \u201c\u00e8 la strada pi\u00f9 idonea per ridurre il debito pubblico\u201d. Non importa se le Poste Italiane sono un\u2019azienda sana e se la vendita potr\u00e0 avere effetti pesantissimi per circa 150.000 lavoratori e non importa che non esistano le condizioni per garantire nel settore una minima concorrenza. Anche perch\u00e9 come spiega Francesco Piccioni (\u201cil Manifesto\u201d, 24 febbraio) \u201cil mercato\u201d, potrebbe apprezzare non tanto le Poste nella loro attuale articolazione, ma \u201csoprattutto Bancoposta, il settore che negli ultimi anni ha acquisito le caratteristiche di una vera e propria banca, con tanto di servizi finanziari (fondi di investimento, polizze assicurative, ecc). Ma in questo caso il servizio postale vero e proprio sarebbe visto come un \u00abpeso morto\u00bb, con il prevedibile corollario di \u00abesuberi\u00bb, cassa integrazione, dismissioni, ecc\u201d.<br \/>\nSi teme che la privatizzazione delle Poste Italiane sia cominciata da quando Poste SpA (comunicato del 24 gennaio 2005) ha raggiunto un\u2019intesa con Mediolanum (la ben nota banca on line non dotata di sportelli di Silvio Berlusconi ), la quale si \u00e8 assicurata cos\u00ec l\u2019operato dei 14.000 sportelli dislocati su tutto il territorio nazionale. Forse la vera notizia \u00e8 che Berlusconi vuole non tanto vendere le Poste quanto comprarle.<br \/>\nIntanto, nel paese, come emerge da una ricerca Demos, commentata da Ilvo Diamanti (\u201cla Repubblica\u201d, 27 febbraio) nel paese si fa avanti un \u201cragionevole desiderio di Stato\u201d e le Poste, tra i servizi pubblici, \u201craccolgono il gradimento di oltre la met\u00e0 degli italiani\u201d.<br \/>\n<em>(Oscar Itzcovich)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Newsleter n. 48<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[50,10],"tags":[],"class_list":["post-319","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-50","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/319","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=319"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/319\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=319"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=319"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=319"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}