{"id":331,"date":"2005-03-09T23:05:35","date_gmt":"2005-03-09T23:05:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=331"},"modified":"2005-03-09T23:05:35","modified_gmt":"2005-03-09T23:05:35","slug":"troppo-silenzio-su-un-attentato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=331","title":{"rendered":"Troppo silenzio su un attentato"},"content":{"rendered":"<p>Riportiamo un&#8217;analisi veramente allarmante di Raniero La Valle (ben noto intellettuale cattolico), intervento che segnaliamo come efficace contributo per rompere l\u2019incredibile coltre di silenzio creata attorno ai pericoli davvero letali che sta correndo in questi giorni l\u2019assetto istituzionale della nostra Repubblica.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nATTENTATO ALLA REPUBBLICA POCHE ORE PER SVENTARLO<br \/>\nLa Repubblica ha quindici ore. Tante sono infatti quelle che i capigruppo del Senato hanno assegnato al dibattito e al voto sulla nuova Costituzione, dopo di che, l&#8217;8 marzo, essa dovr\u00e0 essere approvata, per volere della maggioranza, senza alcun emendamento, nell&#8217;identico testo trasmesso dalla Camera. Dunque l&#8217;8 marzo dovrebbe essere concepita la nuova Repubblica, per atto congiunto della Camera e del Senato. Poi ci vorranno tre mesi per la seconda lettura, e gi\u00e0 l&#8217;8 giugno la nuova Costituzione, interamente riscritta nella seconda parte e di fatto svuotata e lasciata sguarnita nella prima, potrebbe essere varata e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, per entrare in vigore entro l&#8217;anno, come ha detto il ministro Urso sabato scorso agli imprenditori. A meno che il referendum popolare, all&#8217;ultimo momento utile, non la cancelli.<br \/>\nCos\u00ec stando le cose l&#8217;8 marzo l&#8217;Italia, salvo questa condizione risolutiva che sta nelle mani del popolo sovrano, potenzialmente cesser\u00e0 di essere una Repubblica parlamentare di democrazia rappresentativa, per essere ridisegnata nelle forme di un regime del Primo Ministro, come i costituzionalisti fascisti definivano il regime instaurato da Mussolini a partire dal 1924. Il Parlamento sar\u00e0 espropriato dei suoi poteri, essendo reciso il rapporto di fiducia da cui oggi dipende la legittimit\u00e0 del governo, e sar\u00e0 privato della sua funzione rappresentativa, che sar\u00e0 tutta concentrata nel Primo Ministro che da solo dovr\u00e0 in se stesso mediare ed esprimere l&#8217;intero pluralismo sociale. L&#8217;ideologia \u00e8 quella dell&#8217;investitura elettorale che, senza il filtro della scelta del Presidente della Repubblica (ridotto a un ruolo liturgico) e della fiducia parlamentare, direttamente abilita il Primo Ministro a governare e ne garantisce l&#8217;inamovibilit\u00e0. Ma il mandato popolare, enfatizzato per quanto riguarda il Primo Ministro, non conta nulla per i parlamentari, che in ogni momento egli pu\u00f2 mandare a casa, sciogliendo la Camera, sotto la sua &#8220;esclusiva responsabilit\u00e0&#8221;, quando essa non goda pi\u00f9 la sua fiducia o per qualsiasi altro motivo di utilit\u00e0 politica. E quando fosse la maggioranza a non avere pi\u00f9 fiducia nel suo Primo Ministro, non potrebbe mandare a casa lui senza andare a casa anche lei, con tutta la Camera che sarebbe automaticamente sciolta, salvo che la stessa maggioranza tutta intera e senza ribaltoni per infiltrazioni del nemico, riuscisse a nominarne un altro.<br \/>\nIl Parlamento subisce una doppia disintegrazione. La prima sta nella divisione tra Senato e Camera, avviati verso due destini istituzionali diversi; il Senato perde la sua funzione politica e legislativa generale, non si occupa del governo ma delle regioni, e deve muoversi in un groviglio di competenze cos\u00ec complicato, tra Stato e regioni, tra Camera e Senato, commissioni bicamerali e comitati paritetici, col solito Primo Ministro che gli pu\u00f2 togliere una legge in esame e passarla alla Camera, che sar\u00e0 impossibile uscirne, cos\u00ec che ben pi\u00f9 che dirsi Senato &#8220;federale&#8221;, dovrebbe chiamarsi Senato degli sfasci.<br \/>\nLa seconda disintegrazione avviene all&#8217;interno della Camera, per la divisione anche istituzionale tra maggioranza e opposizione, che vengono a costituire due corpi o corporazioni separati, con diversi statuti e diversi poteri, che vengono distinti perfino nel nome, che per la maggioranza e il governo vengono definiti come &#8220;prerogative&#8221;, e per le opposizioni &#8220;diritti&#8221;; ma tali diritti si riducono sostanzialmente a un diritto di tribuna, parlare ma non contare, come quegli invasati che liberamente possono parlare allo &#8220;speaker&#8217;s corner&#8221; su una panchina dello Hide Park. Tanto non contano i parlamentari delle opposizioni che, se presi da un raptus di buonismo votassero contro una mozione di sfiducia al governo, il loro voto non sarebbe contato nella formazione della maggioranza della Camera, che dovrebbe essere costituita dai soli deputati della coalizione che ha vinto le elezioni, n\u00e9 tanto meno potrebbero concorrere alla indicazione di un altro Primo Ministro. A questo punto non c&#8217;\u00e8 alcun bisogno che i deputati delle opposizioni siedano nella stessa aula, perch\u00e9 n\u00e9 gli uffici li contano nel computo dei voti n\u00e9 i deputati della maggioranza hanno alcun motivo ragionevole per starli ad ascoltare. Possono benissimo andarsene a parlare altrove: l&#8217;Aventino \u00e8 istituzionalizzato e sta in Costituzione. Sicch\u00e9 formata da questi due corpi o &#8220;Stati&#8221; separati, la Camera ben potr\u00e0 dirsi la Camera delle corporazioni.<br \/>\nNon aggiungiamo altro sulla neutralizzazione degli altri poteri dello Stato, per dire solo che tutta l&#8217;operazione \u00e8 anticostituzionale perch\u00e9, come ha magistralmente mostrato Luigi Ferrajoli su &#8220;il manifesto&#8221;, il potere di revisione previsto nell&#8217;attuale Carta \u00e8 un potere costituito ma non costituente (non si pu\u00f2 fare un&#8217;altra Costituzione) e ci sono principi fondamentali, compreso quello di rappresentanza che, come ha affermato la Corte, non sono suscettibili di revisione costituzionale. E c&#8217;\u00e8 una domanda inquietante: perch\u00e9 Berlusconi scrive e licenzia una Carta che d\u00e0 al Primo Ministro tutti i poteri e toglie all&#8217;opposizione ogni potere, quando ci sono delle elezioni in cui potrebbe perdere la maggioranza? Nessuno fa un regime per gli altri (tanto pi\u00f9 se dice che porteranno povert\u00e0 terrore e morte); chi ha fatto un regime lo ha fatto sempre per s\u00e9. Come Berlusconi pensa di essersi assicurato contro questo rischio? Il peggio \u00e8 che tutto questo avviene senza che nessuno lo sappia o mostri di allarmarsi; tutto il processo di sovvertimento costituzionale si \u00e8 svolto in questi mesi senza che alcuna notizia ne trapelasse sui mezzi di informazione, e quando se ne \u00e8 fatto cenno si \u00e8 sempre e semplicemente fatto intendere che si trattasse di una riformetta di Bossi, di devolution e di federalismo.<br \/>\nNe discendono alcune questioni di vitale importanza. La prima \u00e8: come usare queste quindici ore che mancano. Non col silenzio. Questo \u00e8 il classico caso delle metaforiche barricate in Parlamento. E su che cosa farle se non sulla liquidazione della Repubblica? Ma se il centrosinistra sceglie la linea morbida, per una ragione tattica, perch\u00e9 tanto c&#8217;\u00e8 il referendum ed \u00e8 meglio affrettare i tempi per giungervi prima delle elezioni, si tratta di una scelta sbagliata, prima di tutto perch\u00e9 ognuno deve fare la sua parte nel momento in cui gli tocca, e secondo perch\u00e9 senza una battaglia in Parlamento, da cui emerga una leadership anche per la prova referendaria, sar\u00e0 molto pi\u00f9 difficile una mobilitazione popolare. Il referendum, con questi mezzi di informazione, con questa televisione, con questi partiti rarefatti, e anche con questa Chiesa distratta da altre cose, si pu\u00f2 perdere, mentre se si arriva fin l\u00ec, quella \u00e8 l&#8217;ultima spiaggia per la difesa delle libert\u00e0 costituzionali. Dio non gioca a dadi, diceva Einstein. Tanto meno si pu\u00f2 giocare la Repubblica su un ultimo azzardo.<br \/>\nLa seconda cosa \u00e8 che, a mio parere, anche nel congresso di Rifondazione la questione della difesa della Costituzione della Liberazione non pu\u00f2 essere un tema tra gli altri, ma quello pregiudiziale a tutto il resto. Si tratta infatti di salvare le condizioni dell&#8217;agibilit\u00e0 politica, e le possibilit\u00e0 stesse di un lavoro riscattato e recuperato come diritto. Senza democrazia e senza eguaglianza non c&#8217;\u00e8 neanche lavoro, e non si va &#8220;verso un mondo nuovo&#8221;. Lo stesso \u00e8 a dirsi della fabbrica del programma di Prodi a Bologna. C&#8217;\u00e8 il rischio di suonare la musica del programma sognato e del mondo futuro sul Titanic che affonda.<br \/>\nLa terza cosa \u00e8 che il popolo sovrano non pu\u00f2 aspettare per organizzarsi di essere chiamato alle urne, ma fin da ora deve costituire dovunque comitati per il no nel referendum costituzionale. Altro che girotondi! Per questo non ci sono solo quindici ore, prima che la falla sia aperta, ma ci sono alcuni mesi prima che le acque travolgano le ultime difese. L&#8217;importante \u00e8 non farsi chiudere a chiave, impotenti, nei ponti di terza classe.<br \/>\nInfine c&#8217;\u00e8 la questione dell&#8217;8 marzo. Mi sembra uno sfregio che alle donne, per la loro festa, si regali proprio la demolizione della Costituzione del &#8217;47, che in Italia \u00e8 stata l&#8217;inizio anche della loro libert\u00e0, della orgogliosa possibilit\u00e0 di esercizio della loro differenza. I nuovi poteri sono disegnati come &#8220;maschi&#8221;, nella solita loro pretesa di onnipotenza, insindacabilit\u00e0 e impunibilit\u00e0; come tali patetici, anche se assai pericolosi. Ma qui le donne hanno qualcosa da difendere non solo per loro, ma per tutti. L&#8217;8 marzo \u00e8 stato scelto dagli strateghi della destra per il voto del Senato anche contando sul fatto che tutta l&#8217;attenzione, femminile e maschile, sia quel giorno rivolta altrove, secondo il rito.<br \/>\nSommessamente propongo alle donne, ai loro movimenti, e anche agli uomini con loro solidali, che quest&#8217;anno la festa delle donne si trasformi in una grande manifestazione di volont\u00e0 politica e di impegno militante per salvare la Costituzione.<br \/>\n1 marzo 2005.<br \/>\n<em>(Raniero La Valle)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Newsletter n. 49<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[51,10],"tags":[],"class_list":["post-331","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-51","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/331","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=331"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/331\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=331"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=331"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=331"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}