{"id":340,"date":"2005-03-18T08:04:54","date_gmt":"2005-03-18T08:04:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=340"},"modified":"2005-03-18T08:04:54","modified_gmt":"2005-03-18T08:04:54","slug":"disinformazione-come-la-guerra-ci-sta-cambiando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=340","title":{"rendered":"<i>Disinformazione<\/i>. Come la guerra ci sta cambiando"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"tdsiraq.jpg\" src=\"http:\/\/www.olinews.it\/oli\/archives\/imgtdsiraq.jpg\/tdsiraq.jpg\" width=\"364\" height=\"312\" \/><br \/>\nNel pieno delle polemiche e dell&#8217;orrore, della rabbia e dell&#8217;incertezza successive all&#8217;azione che ha portato alla liberazione di Giuliana Sgrena e alla morte di Nicola Calipari, si \u00e8 tenuta la sessione genovese del World Tribunal on Iraq: \u201cGuerra e disinformazione di massa\u201d.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nIl WTI \u00e8 un&#8217;iniziativa internazionale, voluta dai movimenti mondiali contro la guerra (Giacarta, maggio 2003) e dalla Fondazione Russell (giugno 2003), che ha lo scopo di portare alla luce le violazioni delle legislazioni internazionali e dei diritti umani, le premesse teoriche e politiche dell&#8217;occupazione e della guerra, la manipolazione dell&#8217;opinione pubblica attraverso l&#8217;uso dei media.<br \/>\nCorredata da un corposo opuscolo autoprodotto, sulla guerra e sull&#8217;informazione fuori dai canali \u201cistituzionali\u201d, la sessione genovese ha messo in evidenza alcuni aspetti particolarmente interessanti.<br \/>\nNegazione dell&#8217;altro. La popolazione civile \u00e8 \u2013 di fatto \u2013 la grande assente dall&#8217;informazione di guerra. Paola Gasparoli di \u201cUn ponte per Baghdad\u201d ha denunciato l&#8217;omert\u00e0 dei media sui crimini commessi a Falluja, dove sicuramente sono stati usati i gas tossici e le cluster bomb, i \u201cliberatori\u201d hanno passato a tappeto ogni abitazione, e dove, ancora oggi, non si pu\u00f2 entrare liberamente perch\u00e9 le ruspe raccolgono terra e calcinacci da trasferire altrove. Marinella Correggia, dell&#8217;Associazione Italia-Iraq, ha parlato di violazione delle convenzioni di Ginevra che difficilmente raggiungono l&#8217;opinione pubblica, ma anche d&#8217;un atteggiamento \u201ccolonizzatore\u201d che nega all&#8217;altro qualunque aspetto \u201ccivile\u201d (ricorda, per esempio, che spesso sono presentati come \u201cautisti\u201d di reporters occidentali traduttori o ex giornalisti, il cui ruolo \u00e8 determinante, come ha sottolineato Barbara Schiavulli).<br \/>\nDecalogo della retorica di guerra. L&#8217;annullamento dell&#8217;altro, il suo essere \u201csenza volto\u201d, passa attraverso un uso distorto del linguaggio che Anne Morelli, docente all&#8217;universit\u00e0 di Bruxelles, ha illustrato attraverso esempi tratti da manifesti e prime pagine di giornali e riviste recenti e passate: la guerra, dunque, viene presentata come \u201cnecessaria\u201d per la democrazia, conseguenza diretta dell&#8217;atteggiamento \u201cviolento\u201d del nemico; quindi, si celano le reali motivazioni economiche, politiche, geografiche della guerra attraverso la scelta d&#8217;una \u201ccausa nobile\u201d, si attribuisce un carattere \u201csacro\u201d all&#8217;attacco, si demonizza il nemico, che \u201cusa armi illecite\u201d, si isolano gli oppositori, bollati come traditori.<br \/>\nGuerra permanente: media embedded. L&#8217;Impero americano ha stillato nelle coscienze, a partire dall&#8217;11 settembre 2001, un clima di perenne pericolo. Se in Europa esistono ancora spazi e modi per recuperare informazioni ed analisi che escono dal coro (internet, in questo senso, \u00e8 senza dubbio il media pi\u00f9 \u201clibero\u201d), come ha ricordato il professor Alessandro Dal Lago &#8211; anche se si tratta di spazi di nicchia, rispetto al debordare del \u201cpensiero unico\u201d che inficia stampa e TV &#8211; la situazione americana si presenta ancor pi\u00f9 complessa. Nancy Bailey, del Comitato \u201cCittadini americani contro la guerra\u201d, ha presentato ad un folto ed attento uditorio, la specificit\u00e0 sconfortante dell&#8217;informazione in America: nelle Contee, per esempio, \u00e8 possibile trovare solo i quotidiani locali, non quelli pi\u00f9 importanti; se volete avere un quadro pi\u00f9 ampio d&#8217;un evento, non potete \u201cfermarvi in edicola\u201d, dovete cercare una libreria ben fornita o una biblioteca pubblica (questo spiega, in parte, la spaccatura del paese alle ultime elezioni). Il diritto all&#8217;informazione, per i cittadini americani, non \u00e8 garantito nemmeno dalle televisioni: da Fox TV alla CNN, secondo la Bailey, vige, sulla guerra, solo la versione filogovernativa.<br \/>\nCodice di guerra: negazione dei diritti. La condizione di guerra permanente a cui ci stiamo abituando, porta con s\u00e9 una serie di conseguenze anche per la vita d&#8217;ognuno di noi. La negazione dei diritti civili (a livello nazionale ed internazionale), la limitazione degli spazi di libert\u00e0, \u00e8 l&#8217;ultimo dato emerso. Non si tratta \u201csolo\u201d dell&#8217;implicita accettazione delle torture di Abu Ghraib o di Guantanamo (e Gilberto Pagani, avvocato che si occupa dei fatti di Genova, ha ricordato che recentemente anche in Inghilterra \u00e8 stato scoperto un luogo di detenzione \u201csenza regole\u201d come Guantanamo), ma dell&#8217;uso \u201ccivile\u201d dei militari, della trasformazione progressiva delle regole della convivenza civile (una nuova e pi\u00f9 potente forma di maccartismo che in Italia sta passando anche attraverso la volont\u00e0 di riforma del Codice militare).<br \/>\nSi pu\u00f2 fare qualcosa? La richiesta d&#8217;una azione di contrasto \u00e8 venuta proprio dalla Bailey: \u201cNon abbassate la guardia, la democrazia italiana non \u00e8 fragile come quella americana, non fatevi portar via degli spazi di libert\u00e0 e di diritto\u201d .<br \/>\nAlla sua richiesta, un giorno prima, sembrava aver risposto Dal Lago, proponendo la moltiplicazione di \u201clampi\u201d contro la globalizzazione.<br \/>\n(info: <a href=\"http:\/\/\">http:\/\/www.tribunaleitalianoiraq.org<\/a>).<br \/>\n<em>(Tania del Sordo)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Newsletter n. 50<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[52,11,13],"tags":[],"class_list":["post-340","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-52","category-diritti-umani","category-informazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/340","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=340"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/340\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=340"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=340"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=340"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}