{"id":3458,"date":"2011-06-28T16:31:00","date_gmt":"2011-06-28T15:31:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=3458"},"modified":"2011-06-28T16:31:00","modified_gmt":"2011-06-28T15:31:00","slug":"oli-307-g8-punto-g-genere-globalizzazione-e-cgil","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=3458","title":{"rendered":"OLI 307: G8 \/ PUNTO G &#8211; Genere, globalizzazione e Cgil"},"content":{"rendered":"<table cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\" style=\"float: left; margin-right: 1em; text-align: left;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/2.bp.blogspot.com\/-sTJKOATlhfg\/TgmvEPGj6eI\/AAAAAAAAAXY\/ZQZF0ojj6R4\/s1600\/SPE_PuntoG+065.jpg\" style=\"clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"267\" src=\"http:\/\/2.bp.blogspot.com\/-sTJKOATlhfg\/TgmvEPGj6eI\/AAAAAAAAAXY\/ZQZF0ojj6R4\/s400\/SPE_PuntoG+065.jpg\" width=\"400\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">Monica Lanfranco di <i>Marea <\/i><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Nella pila di documenti raccolti ai tempi del G8 ritrovo una mia lettera del 7 giugno 2001 alle donne della Segreteria della Cgil genovese. Parlavo della iniziativa \u201cPunto G, genere e globalizzazione\u201d, organizzata un mese prima del G8 di Genova dalla &#8220;Marcia mondiale delle donne&#8221;, protagonista la rivista <i>Marea<\/i>. In allegato c\u2019era il materiale preparatorio della conferenza.<br \/>Il tono era quello di una disperata invocazione: \u201c \u2026 Vi chiedo di leggere questo materiale e di pensarci su \u2026 si tratta di una occasione di riflessione da non perdersi assolutamente, alla quale aderire, alla quale invitare a partecipare  \u2026 \u00e8 ovvio che vi sono diversi gradi di radicalit\u00e0 che emergono dai documenti, ma se cos\u00ec non fosse, che discussione sarebbe? Confrontarsi con pensieri in cui la radicalit\u00e0 della analisi non \u00e8 ancora del tutto mediata \u00e8 indispensabile a poter pensare davvero. Poi si potr\u00e0 mediare sulle azioni \u2026\u201d<\/p>\n<table cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\" style=\"float: right; margin-left: 1em; text-align: right;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/2.bp.blogspot.com\/-K0TRvILyk20\/TgmsHDeMdaI\/AAAAAAAAAXQ\/1Y-EeDDGaSk\/s1600\/SPE_PuntoG+050.jpg\" style=\"clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"214\" src=\"http:\/\/2.bp.blogspot.com\/-K0TRvILyk20\/TgmsHDeMdaI\/AAAAAAAAAXQ\/1Y-EeDDGaSk\/s320\/SPE_PuntoG+050.jpg\" width=\"320\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">Laura Guidetti di <i>Marea <\/i><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>L\u2019adesione non ci fu. Fu \u201cpermessa\u201d solo la partecipazione individuale, che in assenza di informazione e promozione, fu naturalmene scarsissima. In una lettera del 13 giugno Laura Guidetti, una delle organizzatrici, scrisse: \u201cAvremmo desiderato maggiore attenzione e adesione \u2026 un\u2019altra occasione mancata per sperimentare lavoro comune e collaborazione col sindacato\u201d.<br \/>Conservo precisa memoria della mia emozione lacerata tra l\u2019entusiasmo per la ricchezza di pensieri e di esperienze che vedevo espressa in quella sala, e la rabbia per la cecit\u00e0 della organizzazione a cui appartenevo.<\/p>\n<table cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\" style=\"float: left; margin-right: 1em; text-align: left;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/3.bp.blogspot.com\/-N7-ha5pvO1o\/TgmuqPaiCHI\/AAAAAAAAAXU\/8SnPf2irMz0\/s1600\/SPE_PuntoG+312.jpg\" style=\"clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"400\" src=\"http:\/\/3.bp.blogspot.com\/-N7-ha5pvO1o\/TgmuqPaiCHI\/AAAAAAAAAXU\/8SnPf2irMz0\/s400\/SPE_PuntoG+312.jpg\" width=\"260\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">Lidia Menapace e Valentina Genta di <i>Marea<\/i><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>In uno dei documenti preparatori Lidia Menapace scriveva: \u201cDovendo di necessit\u00e0 far ricorso al diritto di espressione politica (non militare!) attraverso le manifestazioni, \u00e8 decisiva la scelta delle forme \u2026 dobbiamo constatare che il militare esercita ancora un appello diffuso sul maschile e si diffonde anche tra le donne \u2026 dunque i movimenti di lotta cerchino nella loro memoria storica altri simboli, altre forme che siano efficaci e che rendano impossibile la provocazione violenta del  potere \u2026 \u201c<br \/>Oltre ai temi della mondializzazione le donne mettevano in discussione le forme di lotta che il movimento stava scegliendo: la questione della zona rossa da violare, in modo pi\u00f9 o meno simbolico. Cosa sarebbe potuto nascere da un incontro, da una alleanza, tra il sindacato e il movimento femminista? Magari si sarebbe potuto capire quale poteva essere, in quella occasione,  la \u201cmossa del cavallo\u201d esaltata da Vittorio Foa come strategia alternativa allo scontro diretto, capace di spiazzare l\u2019avversario.<\/p>\n<p><\/p>\n<table cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\" style=\"float: right; margin-left: 1em; text-align: right;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/3.bp.blogspot.com\/-n6DEzm23iLU\/Tgmv6j0JNKI\/AAAAAAAAAXc\/8OuGNmDr5pY\/s1600\/SPE_PuntoG+310.jpg\" style=\"clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"320\" src=\"http:\/\/3.bp.blogspot.com\/-n6DEzm23iLU\/Tgmv6j0JNKI\/AAAAAAAAAXc\/8OuGNmDr5pY\/s320\/SPE_PuntoG+310.jpg\" width=\"214\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">Susanna Camusso<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Oggi, a dieci anni di distanza, un convegno internazionale (*) organizzato dalle donne di Marea (**) e aperto agli uomini,  ha fatto riempire la grande sala dell\u2019Aula magna di S. Salvatore. Stesso titolo di dieci anni fa  ma nessun \u201camarcord\u201d, nessuna rievocazione, solo un guardare all\u2019oggi e al futuro. Che immenso sollievo, che senso di speranza!<br \/>E stavolta per la Cgil c\u2019era la massima carica: Susanna Camusso, segretaria generale, donna, e protagonista del movimento delle donne nel sindacato.<br \/>Al traino, una minuscola rappresentanza del &#8220;gruppo dirigente&#8221; della Cgil genovese.<br \/>(*) <a href=\"http:\/\/puntoggenova2011.wordpress.com\/\">http:\/\/puntoggenova2011.wordpress.com\/<\/a><br \/>(**) <a href=\"http:\/\/www.mareaonline.it\/\">http:\/\/www.mareaonline.it\/<\/a><br \/><b>(<i>Paola Pierantoni<\/i>)<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Monica Lanfranco di Marea Nella pila di documenti raccolti ai tempi del G8 ritrovo una mia lettera del 7 giugno 2001 alle donne della Segreteria della Cgil genovese. 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