{"id":362,"date":"2005-04-13T00:16:47","date_gmt":"2005-04-13T00:16:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=362"},"modified":"2005-04-13T00:16:47","modified_gmt":"2005-04-13T00:16:47","slug":"migranti1-la-trappola-mortale-del-patto-italia-libia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=362","title":{"rendered":"<i>Migranti\/1<\/i>. La trappola mortale del patto Italia-Libia"},"content":{"rendered":"<p>Il 26 Settembre del 2004 il Corriere della Sera annunciava con soddisfazione che \u201cL\u2019accordo Italia-Libia contro l\u2019immigrazione clandestina \u00e8 finalmente pronto a decollare, dopo la decisione dell\u2019Unione Europea di revocare l\u2019embargo al Paese nordafricano\u201d .<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nSul sito di \u201cForza Italia\u201d i termini dell\u2019accordo:<br \/>\nFornitura dell&#8217;Italia alla Libia di mezzi per il controllo delle coste<br \/>\nAddestramento delle forze di polizia libiche<br \/>\nRealizzazione di campi di accoglienza in territorio libico, grazie alla fornitura italiana di unit\u00e0 abitative e strutture logistiche. I centri saranno gestiti autonomamente dalla Libia, nel pieno rispetto della sua sovranit\u00e0.<br \/>\nBene.  Ma il bellissimo reportage di Fabrizio Gatti sull\u2019Espresso dello scorso 24 Marzo ci parla invece di uno dei tanti orrori del nostro mondo. Infatti, dopo avere incentivato l\u2019immigrazione da Senegal, Camerun, Mali e Nigeria, la Libia ha afferrato al volo l\u2019occasione offerta dall\u2019accordo con l\u2019Italia \u201ccontro l\u2019immigrazione clandestina\u201d per sbarazzarsi di un eccesso di manodopera ormai indesiderato. Come? La polizia libica (addestrata  dall\u2019Italia?) ha aperto \u201cla caccia al nero\u201d: retate casa per casa e davanti ai luoghi di lavoro. Poi reclusione nel campo di detenzione di Al Gatrun (Pardon, campo di accoglienza, dotato di unit\u00e0 abitative e strutture logistiche fornite dal Governo italiano). Infine un viaggio di dodici giorni attraverso il deserto: bambini, donne, uomini ammassati sui camion, e poi abbandonati alla frontiera dei paesi di origine. Centomila i deportati da Settembre 2004. E si muore: di fame, di sete, sbranati dai cani randagi, schiacciati negli incidenti dei camion stracarichi. Il conto ufficiale, ammesso dalle autorit\u00e0 libiche, parla di 106 morti da Settembre, ma nessuno compila la vera lista di morti e dispersi.<br \/>\nNel frattempo chi sbarca clandestinamente a Lampedusa viene trattenuto nel \u201cCampo di accoglienza\u201d, dove le \u201cunit\u00e0 abitative e logistiche\u201d progettate per 190 persone ne accolgono quattrocento, seicento, mille.<br \/>\nChi \u00e8 dentro non pu\u00f2 comunicare con nessuno, non \u00e8 informato sulla possibilit\u00e0 di avanzare richiesta di asilo, non pu\u00f2 consultare un avvocato. Ogni tanto un gruppo di una cinquantina di persone viene prelevato, imbarcato su un aereo e, indipendentemente dalla sua nazionalit\u00e0, spedito in Libia, dove lo attende la trafila prima descritta. Altri vengono invece inviati al CPT di Crotone dove giungono col corredo di allucinanti \u201cbolle di accompagnamento\u201d (\u201cVi consegniamo 50 extracomunitari, tutti idonei\u201d). Tra loro c\u2019\u00e8 chi presenta bruciature, o braccia e gambe spezzate.<br \/>\nNel campo di Lampedusa \u00e8 stato negato l\u2019accesso ai rappresentanti dell\u2019Unhcr (Agenzia dell\u2019ONU per i rifugiati), e il 19 Marzo \u00e8 stato gravemente ostacolato l\u2019accesso ad una delegazione di parlamentari italiane. L\u2019avvocata genovese Alessandra Ballerini che accompagnava la delegazione, ci racconta di persone che stanno male e non ricevono alcuna assistenza sanitaria, di uomini e donne che si disperano quando vengono a sapere che la destinazione \u00e8 la Libia e che dovranno affrontare il viaggio nel deserto, del via vai, per ore, dei camion della spazzatura mandati a ripulire il campo prima di far entrare le parlamentari.<br \/>\nForse sarebbe il caso che il Corriere della Sera ritornasse sul tema, e rivedesse il compiaciuto giudizio dato alla fine dello scorso Settembre.<br \/>\n<em>(Paola Pierantoni)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Newsletter n. 53<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[55,7],"tags":[],"class_list":["post-362","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-55","category-immigrazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/362","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=362"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/362\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=362"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=362"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=362"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}