{"id":3690,"date":"2011-01-18T18:49:00","date_gmt":"2011-01-18T17:49:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=3690"},"modified":"2011-01-18T18:49:00","modified_gmt":"2011-01-18T17:49:00","slug":"oli-285-banche-a-lezione-di-real-politik","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=3690","title":{"rendered":"OLI 285: BANCHE -A lezione di real politik"},"content":{"rendered":"<p>Villa Cattaneo, un gioiello di residenza extraurbana genovese in una delle aree pi\u00f9 commercializzate e industrializzate della citt\u00e0, zona Ikea e Ansaldo per intendersi. Qui ha sede Fondazione Ansaldo, che sabato 15 gennaio ha ospitato il  banchiere Alessandro Profumo a conclusione del master \u201cProgetto Mediterraneo: gli allievi intervista<span style=\"background-color: white;\">no  A. P. su<\/span> imprenditorialit\u00e0 e internazionalizzazione\u201d. Le domande  dei ragazzi sono precise, tecniche, si parla di <i>venture capitale<\/i>, imprese, globalizzazione e le risposte, spesso in inglese, altrettanto puntuali.<br \/>Il banchiere non lascia spazio a illusioni: le banche non finanziano  futuro incerto e ai giovani che vogliono fare impresa in realt\u00e0 non rispondono<span style=\"background-color: white; color: black;\">. <\/span><span style=\"background-color: white;\">Aprire<\/span> un&#8217;azienda, in Italia o all&#8217;estero, chiedere finanziamenti non sono compiti di una banca che, sottolinea il manager, &#8220;deve occuparsi del capitale di credito e non di rischio. Le banche fanno un mestiere noioso, prestare soldi e chiederli indietro&#8221;. Con la certezza del ritorno, sembra sottintendere, ma non lo dice, lo si mormora in platea. Cos\u00ec la ricerca deve essere finanziata dalle imprese; al pi\u00f9 qualche <i>spin off <\/i>delle Universit\u00e0, una scelta che a suo tempo Profumo fece personalmente con riserva  anche per Centri di ricerca \u201cpuri\u201d.<br \/>Aleggia la questione Fiat, su cui i tanti giornalisti cercano di condurlo, ma Profumo preferisce glissare con una battuta: &#8220;Il primo dovere delle imprese \u00e8 stare in piedi e &#8211; continua, bistrattando la giornalista del <i>Corriere della Sera <\/i>che gli aveva posto la domanda &#8211; non si parli di responsabilit\u00e0 sociale, d&#8217;impegno a restare nel proprio Paese o verso i dipendenti, soltanto di <i>sostenibilit\u00e0<\/i> che \u00e8 poi fare bene il proprio mestiere&#8221;.<br \/>Per i giovani studenti del Maghreb, che anelano magari ad avere un&#8217;opinione su quanto sta succedendo nei loro Paesi, un laconico giudizio: si tratta di una richiesta di maggior democrazia e libert\u00e0 di parola.<br \/>\u201c<i>Realpolitik<\/i> degli imbecilli\u201d titolava <i>Liberation <\/i>sabato 15 gennaio, riferendosi ai  precedenti pubblici apprezzamenti di Sarkozy nei confronti di Ben Al\u00ec, senza dare mai sostegno agli oppositori del regime del generale, aiutato a salire al potere anche dagli Italiani. Con un occhio agli affari, come tutta l&#8217;Europa, che da anni ha accolto migliaia di lavoratori magrebini per rispedirli poi nei loro Paesi, investendo troppo poco nei Paesi del Sud del Mediterraneo, senza accrescere la collaborazione e lo sviluppo per migliorare l&#8217;economia dell&#8217;intera area.<br \/>Anche l\u00e0 per\u00f2 le nuove generazioni hanno studiato, navigano su Internet e guardano le televisioni  straniere: non \u00e8 soltanto una rivolta del carovita ma una rivolta generazionale, che ha visto da subito in prima linea tra i dimostranti studenti e  insieme professori, i primi uccisi dalle forze dell&#8217;ordine. Anzi, il primo giovane morto \u00e8 stato un ragazzo laureato e disoccupato, cui la polizia aveva sgombrato il banco di frutta, il suo lavoro per sopravvivere. Poi \u00e8 tutto degenerato.<br \/>Cos\u00ec Ali, Amina, Eba e tutti gli studenti arrivati da Egitto, Marocco, Tunisia  e sbarcati ad Arpe, scuola per giovani capitani d&#8217;impresa, guidata dall&#8217;ex manager dell&#8217;Iri Giovanni Gambardella,   possono mettersi il cuore in pace, poich\u00e9 il grande banchiere sostiene che nella vita si deve fare ci\u00f2 che piace, conta la passione: se si \u00e8 coinvolti emozionalmente si far\u00e0 meglio e si avr\u00e0 il massimo. Belle parole. Ma c&#8217;\u00e8 fame di pane, di lavoro e di libert\u00e0.<br \/>Ai giovani per\u00f2, dall&#8217;Europa all&#8217;Africa, l&#8217;unico ambito sembra essere rimasta la piazza. Certo esistono le piazze virtuali, i canali di espressione del Web 2.0, il pulsare dei social network ma \u00e8 un discorso interno, non basta ad urlare il disagio. Il fatto \u00e8 che si \u00e8 creduto di poter prolungare <i>ad libitum<\/i> le classi dirigenti, siano esse state elette democraticamente o no.<br \/>In piazze diverse vanno \u201cgli ultimi\u201d, i giovani, coloro che potrebbero rinnovare dall&#8217;interno i loro Paesi e ne sono invece estromessi. Da Atene a Tunisi i giovani disperatamente rabbiosi sanno che  si gioca il proprio destino e quello dei loro Paesi di fronte al lento spegnimento di una classe di autocrati o tiranni, mummificati in quei  Palazzi sempre pi\u00f9 depredati e devastati dall&#8217;immobilit\u00e0. Ma quando va bene ricevono soltanto belle parole, altrimenti botte e pallottole.<br \/><b>(<i>Bianca Vergati<\/i>)<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Villa Cattaneo, un gioiello di residenza extraurbana genovese in una delle aree pi\u00f9 commercializzate e industrializzate della citt\u00e0, zona Ikea e Ansaldo per intendersi. 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