{"id":3692,"date":"2011-01-18T18:48:00","date_gmt":"2011-01-18T17:48:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=3692"},"modified":"2011-01-18T18:48:00","modified_gmt":"2011-01-18T17:48:00","slug":"oli-285-immigrazione-non-si-tratta-di-nuovi-ingressi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=3692","title":{"rendered":"OLI 285: IMMIGRAZIONE &#8211; Non si tratta di nuovi ingressi"},"content":{"rendered":"<p>Alcune posizioni contrarie al decreto flussi espresse da parte di persone e associazioni amiche degli immigrati hanno suscitato perplessit\u00e0. Nascono<b> &#8211; <\/b>ci auguriamo<b> <\/b><b>&#8211; <\/b>dall\u2019equivoco che si tratti di nuovi ingressi di lavoratori immigrati. In una crisi senza precedenti e in presenza di molti lavoratori italiani e immigrati disoccupati sembra illogico farne entrare altri.<br \/>In verit\u00e0 non sono nuovi ingressi ma persone che sono gi\u00e0 in Italia, costrette a lavorare in nero in quanto prive di permesso di soggiorno, per le quali il decreto flussi rappresenta praticamente l&#8217;unica speranza per uscire dalla \u201cclandestinit\u00e0\u201d. Tutti sanno dell\u2019assurda procedura secondo la quale i pochi fortunati che riusciranno ad ottenere il nulla osta faranno finta di non essere in Italia ma torneranno nei loro paesi d\u2019origine, si presenteranno alle ambasciate italiane per chiedere i visti d\u2019ingresso e rientreranno di nuovo in Italia per ottenere il permesso di soggiorno. Molti giornalisti ormai lo scrivono, ma sembra siano pochi quelli che leggono. Chi \u00e8 d&#8217;accordo con i leghisti che non vogliono i decreti flussi \u00e8 contrario alla regolarizzazione degli immigrati e li costringe a continuare a vivere nella clandestinit\u00e0 e a lavorare in nero.<br \/>Le associazioni di volontariato, i sindacati, i democratici (persone e partiti)  dovrebbero denunciare fortemente questa assurda procedura e chiedere al governo di rilasciare il permesso di soggiorno a coloro che ottengono il nulla osta e che sono gi\u00e0 presenti in Italia, senza l\u2019obbligo di un inutile e costoso viaggio di andata (al paese d\u2019origine) e ritorno (in Italia). Un viaggio drammaticamente avventuroso perch\u00e9 alla frontiera esiste il rischio di essere espulsi proprio nel momento in cui si abbandona il territorio italiano, dopo anni di vita in \u201cclandestinit\u00e0\u201d, di sacrifici, di speranza e di attesa dell\u2019occasione di regolarizzarsi.<br \/>Un altro ostacolo da superare \u00e8 quello delle ambasciate: i lavoratori sperano che non siano informate della loro presenza in Italia durante il periodo di presentazione delle domande. Oltre al costo del viaggio c\u2019\u00e8 anche quello di un nuovo passaporto pulito da timbri di ingresso in Italia o nell\u2019Europa di Schengen.<br \/>Al limite si pu\u00f2 sperare che succeda come dieci anni fa, quando Cgil Cisl Uil avevano chiesto ed ottenuto una circolare del ministero delle esteri (telegramma n. 4771 del 9 marzo 2000) nella quale si affermava quanto segue: \u201cPertanto, fin da ora, la presenza dello straniero sul territorio italiano \u2013 e pi\u00f9 in generale sul territorio Schengen \u2013 durante l\u2019iter autorizzativo, non costituir\u00e0 pi\u00f9 elemento ostativo al rilascio delle autorizzazioni o nulla osta previsti per il lavoro subordinato, n\u00e9 al rilascio dei relativi visti d\u2019ingresso\u201d.<br \/>Era possibile, legale e di buon senso dieci anni fa. Oggi, con l\u2019entrata in vigore della direttiva europea sui rimpatri che favorisce il rimpatrio volontario, lo sarebbe ancora di pi\u00f9. Cos\u00ec che il viaggio, comunque costoso e inutile, sia almeno sicuro e tranquillo. Certo che sarebbe pi\u00f9 intelligente eliminare del tutto questo viaggio ipocrita ed ingiusto.<br \/><b>(<\/b><i><b>Saleh Zaghloul<\/b><\/i><b>)<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcune posizioni contrarie al decreto flussi espresse da parte di persone e associazioni amiche degli immigrati hanno suscitato perplessit\u00e0. Nascono &#8211; ci auguriamo &#8211; dall\u2019equivoco che si tratti di nuovi ingressi di lavoratori immigrati. 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