{"id":515,"date":"2005-09-08T08:47:48","date_gmt":"2005-09-08T08:47:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=515"},"modified":"2005-09-08T08:47:48","modified_gmt":"2005-09-08T08:47:48","slug":"n-s-pubblicita-giornali-da-leggere-non-da-consultare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=515","title":{"rendered":"<i>N.S. Pubblicit\u00e0<\/i>. Giornali da leggere, non da consultare"},"content":{"rendered":"<p>Free press, stampa gratuita o libera. Si fa per dire. Certamente libera dalla necessit\u00e0 di dover ogni giorno conquistare lettori motivati a spendere un euro e a compiere quel minimo di attivit\u00e0 psico fisica necessaria per trasportare se stessi alla edicola pi\u00f9 vicina, operare una scelta (compro Repubblica? La Stampa? Libero? Il Secolo XIX? Perch\u00e9 questo e non quello?) e articolare la richiesta all\u2019edicolante.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nNon libera, invece, di dover comunque ricercare i mezzi della propria sussistenza, che viene garantita \u2013 con pieno successo &#8211; dagli inserzionisti pubblicitari.<br \/>\nStando ai dati che si rintracciano su Internet infatti il fenomeno della stampa gratuita \u00e8 in piena crescita: Metro International a livello globale \u00e8 distribuito in 16 paesi, 14 lingue, 25 edizioni differenti ed aumenta la vendita di inserzioni alla sua testata con un ritmo del 47% all\u2019anno. Metro \u00e8 sbarcato in Italia nel 2000, e subito dopo la RCS quotidiani ed il gruppo Caltagirone si sono gettate nell\u2019impresa dando vita, rispettivamente, a \u201cCity\u201d e \u201cLeggo\u201d.<br \/>\nLe copie di Metro, City e Leggo diffuse quotidianamente in Italia sono ormai 2.800.000, con una crescita vertiginosa rispetto agli anni precedenti<br \/>\nContemporaneamente nei quotidiani \u201ca pagamento\u201d i ricavi da pubblicit\u00e0, che costituiscono il 50% del totale dei ricavi, sono scesi del 17,86% tra il 2000 e il 2003.<br \/>\nLa free press insidia la vita dei quotidiani tradizionali gi\u00e0 da tempo insidiati dalla comunicazione via internet. E i tradizionali quotidiani inseguono a loro volta il fenomeno e cambiano linea editoriale a caccia non tanto di nuovi e pi\u00f9 numerosi lettori, ma di nuovi e pi\u00f9 numerosi inserzionisti: le recenti trasformazioni del Secolo XIX (vedi  http:\/\/www.olinews.it\/mt\/archives\/2005\/06\/il_secolo_xix1.html) andrebbero lette e analizzate anche in questa prospettiva.<br \/>\nE i lettori? I lettori vengono accuratamente studiati e analizzati, perch\u00e9 alla fine dovranno fare una cosa fondamentale, cio\u00e8 comprare qualche cosa da qualche parte. Ma non interpellati. Il loro potere di indirizzo e di condizionamento ormai \u00e8 ridotto al lumicino, il loro denaro serve sempre meno. Loro, gli esseri umani lettori, servono solo perch\u00e9 tengano in mano questi fogli di carta stampata il tempo minimo necessario per assorbire messaggi pubblicitari accuratamente impastati con poche notizie, da leggersi in pochi minuti, con dispendio di poca attenzione.<br \/>\nSi accendono sul fenomeno dibattiti, ricerche, analisi, studi. In una tesi di laurea sull\u2019argomento (Tesi di Micol Mazzeo, consultabile sul sito http:\/\/www.baskerville.it\/PremioB\/2004\/home.html) si legge che la direzione seguita \u00e8 quella della \u201cstandardizzazione, frammentazione, velocizzazione e visualizzazione\u201d e della sostituzione della attivit\u00e0 di  lettura attenta e riflessiva con quella di consultazione che lascia lo spazio allo svolgimento di altre attivit\u00e0 in simultanea. Il prodotto ideale \u00e8 quello del giornale che si pu\u00f2 leggere in una ventina di minuti, il tempo del viaggio in metropolitana.<br \/>\nL\u2019argomento merita di tornarci su, e non mancheremo di farlo.<br \/>\n<em>(Paola Pierantoni)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Free press, stampa gratuita o libera. Si fa per dire. Certamente libera dalla necessit\u00e0 di dover ogni giorno conquistare lettori motivati a spendere un euro e a compiere quel minimo di attivit\u00e0 psico fisica necessaria per trasportare se stessi alla edicola pi\u00f9 vicina, operare una scelta (compro Repubblica? La Stampa? Libero? Il Secolo XIX? 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