{"id":523,"date":"2005-09-15T07:55:38","date_gmt":"2005-09-15T07:55:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=523"},"modified":"2005-09-15T07:55:38","modified_gmt":"2005-09-15T07:55:38","slug":"epidemie-il-lungo-silenzio-su-epatite-e-alga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=523","title":{"rendered":"<i>Epidemie.<\/i>Il lungo silenzio su epatite e alga"},"content":{"rendered":"<p>La fine della stagione balneare e le piogge recenti sembrano aver posto fine all&#8217;epidemia di Epatite A che alla met\u00e0 agosto aveva superato a Genova la quarantina di casi. Sembra, perch\u00e9 dalla fine d&#8217;agosto i quotidiani locali hanno abbandonato la notizia che si era imposta improvvisamente il 23 luglio scorso con l&#8217;annuncio di 21 casi di infezione.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nErano gi\u00e0 sufficienti per parlare di epidemia ma nelle settimane successive sono raddoppiati. Dal silenzio si \u00e8 passati al clamore, poi al chiacchericcio e alla fine&#8230; Beh, alla fine si sta facendo finta di niente. Eppure la vicenda meriterebbe qualche riflessione. Quaranta e pi\u00f9 casi conclamati sono da considerarsi una epidemia, numeri &#8211; come si usa dire &#8211; da terzo mondo. Quali che siano i risultati dell&#8217;inchiesta in corso per determinarne l&#8217;origine, non si pu\u00f2 sfuggire alla gravit\u00e0 del dato.<br \/>\nLa notizia dell&#8217;epidemia \u00e8 arrivata sulla stampa solo quando i casi erano gi\u00e0 pi\u00f9 di una ventina e solo perch\u00e9 un altro episodio aveva richiamato l&#8217;attenzione dei cronisti sugli ospedali locali. La domenica pomeriggio del 17 luglio, 195 bagnanti tra San Nazaro e Quinto erano finiti in ospedale. &#8220;Alga killer&#8221;, &#8220;Alga tropicale assassina&#8221; avevano titolato i quotidiani nei giorni successivi. I primi 21 casi di epatite erano stati scoperti allora. C&#8217;erano voluti alcuni giorni (quotidiani del 26 luglio) per dire che tra epatite e &#8220;alga tossica&#8221; le relazioni erano piuttosto improbabili. Nel frattempo, dalla fine di luglio, i casi di epatite continuavano a crescere e le autorit\u00e0 che fino a quel momento avevano tenuto la sordina hanno cominciato a prendere posizione: oltre l&#8217;assessore regionale alla Sanit\u00e0, l&#8217;Azienda sanitaria locale, in particolare col suo Servizio di Igiene pubblica, l&#8217;Arpal, il Dipartimento di scienze della salute dell&#8217;Universit\u00e0, l&#8217;Istituto Zooprofilattico, l&#8217;Unit\u00e0 di Igiene veterinaria e altri ancora. Tutti schierati alla ricerca del colpevole, del famigerato fattore K a cui attribuire la turbativa &#8211; nel caso l&#8217;epidemia &#8211; di una situazione &#8220;soddisfacente&#8221;. Perch\u00e9 questa \u00e8 stata per oltre un mese la linea dei comunicati ufficiali.<br \/>\n&#8220;Le condizioni igieniche in Liguria  sono sempre state ottimali&#8221; ha dichiarato il direttore del Dipartimento di scienze della salute dell&#8217;Universit\u00e0. Purtroppo nella situazione &#8220;ottimale&#8221; era esplosa una anomalia &#8211; per definizione imprevedibile e incontrollabile e che proprio per questo non metteva in discussione la responsabilit\u00e0 delle istituzioni. E la stampa? E&#8217; stata al gioco. Ha partecipato con entusiasmo alla caccia al colpevole almeno fino a quando le indagini non hanno rivelato &#8220;anomalie&#8221; cos\u00ec numerose da mettere seriamente in dubbio la teoria delle &#8220;condizioni igieniche ottimali&#8221;. Mentre i controlli degli allevamenti di mitili, dei ristoranti, del mercato del pesce non davano risultati, venivano scoperti (19 agosto) quintali di lonza infetta in alcuni centri commerciali, una &#8220;fogna segreta&#8221; (7 agosto) che alla Foce scarica direttamente in mare i liquami del centro e altre simili amenit\u00e0. Quando (12 agosto) l&#8217;assessore regionale alla sanit\u00e0 ha dichiarato &#8220;Ora la causa dell&#8217;epidemia va trovata e in fretta: non si possono tenere gli operatori commerciali continuamente sotto pressione&#8221;, tutti hanno pensato che era una vera fortuna che ci fossero gli operatori commerciali. Senn\u00f2 chiss\u00e0 per quanto tempo ancora sarebbe durata l&#8217;epidemia.<br \/>\nComunque, e malgrado la fretta, l&#8217;epidemia \u00e8 continuata. Il 17 agosto, quando i casi erano ormai 38, l&#8217;assessore ha annunciato la vaccinazione per 50 mila persone (ecco almeno qualcuno &#8211; i produttori di vaccino &#8211; che da questa storia trarr\u00e0 qualche vantaggio), e la pubblicazione di un vademecum con i consigli per evitare il contagio. Il 24 agosto la stampa ha annunciato il quarantunesimo caso. Dopo \u00e8 sceso il silenzio.<br \/>\n<em>(Manlio Calegari) <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La fine della stagione balneare e le piogge recenti sembrano aver posto fine all&#8217;epidemia di Epatite A che alla met\u00e0 agosto aveva superato a Genova la quarantina di casi. 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