{"id":579,"date":"2005-11-03T08:29:55","date_gmt":"2005-11-03T08:29:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=579"},"modified":"2005-11-03T08:29:55","modified_gmt":"2005-11-03T08:29:55","slug":"call-center-alice-e-sopravvissuta-al-lavaggio-del-cervello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=579","title":{"rendered":"<i>Call Center<\/i> &#8211; Alice \u00e8 sopravvissuta al lavaggio del cervello"},"content":{"rendered":"<p>Arrivata all&#8217;ultima puntata di Alice mi si affollano in testa un sacco di domande su quella che sar\u00e0 la mia vita.<br \/>\nIn questo posto ci sono gi\u00e0 da un anno e mezzo, sta diventando un tempo lungo, incomincio ad avere paura. Paura di rimanerci incastrata. Di adattarmi. Di non avere pi\u00f9 il coraggio di cambiare. Di lavorare ho bisogno, e so benissimo che fuori di qui non c&#8217;\u00e8 l&#8217;Eden, che tutto in giro \u00e8 pieno di lavori brutti e precari, ma \u00e8 che questo lavoro \u2026 non si limita ad essere un lavoro.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nTanto pi\u00f9 \u00e8 brutto, ripetitivo, stressante, privo di autonomia, tanto pi\u00f9 l&#8217;azienda cerca di farti il lavaggio del cervello, perch\u00e9 tu te la creda, perch\u00e9, oltre a lavorare male, tu sia pure contento di farlo. Dovete capire che lavorare in un call center non \u00e8 il classico lavoro da cui esci, chiudi la porta e sei &#8220;libero&#8221;\u2026 Lavorare in un call center significa sorridere a tutti i colleghi, vivere in simbiosi con alcuni di loro, e lasciare quella porta sempre aperta&#8230;. anche dopo l&#8217;orario di lavoro&#8230;<br \/>\nE&#8217; come essere a scuola, con tanto di registro di classe e pagelline a fine mese. Manca solo la firma della mamma quando sei assente. Ecco, siamo considerati scolaretti e non lavoratori con la loro dignit\u00e0. Della atmosfera scolastica c&#8217;\u00e8 proprio tutto, comprese le pizzate di classe. Fantastiche mangiate e ubriacature di gruppo dove si sparla di tutto e tutti e ci si sfoga a raccontare aneddoti esilaranti sui nostri amatissimi clienti&#8230;<br \/>\nMa il meglio deve ancora venire. Eh s\u00ec. Se vi chiedessi quale \u00e8 per voi, pi\u00f9 ancora delle interrogazioni, un ricordo indelebile della scuola, scommetto mi direste: la gita di classe!!!! Qua per\u00f2 non si chiama pi\u00f9 gita di classe, ma &#8220;outdoor&#8221;, a noi piace l&#8217;inglese.<br \/>\nCome a scuola per\u00f2 la gita non \u00e8 solo svago e divertimento, deve anche essere istruttiva&#8230;<br \/>\nE allora, con l&#8217;aiuto del nostro psicologo, ci fanno fare dei giochi di gruppo per incentivare lo spirito di squadra&#8230; Un esempio? La costruzione di un ponte tibetano: lo facevano anche Qui,Quo,Qua alle giovani marmotte. Un gruppo lo costruisce e gli altri si devono fidare e passarci sopra, capita la metafora? Oppure il giro nel bosco al buio tutti legati insieme da una fune. (mistico, ricorda &#8220;Il mistero della strega di Blair&#8221;) \u2026<br \/>\nPoi dopo il momento &#8220;ludico&#8221; si entra in aula e si fa un p\u00f2 di lezione &#8220;seria&#8221; per stimolare nelle nostre menti l&#8217;attaccamento all&#8217;azienda, naturalmente sempre con lo psicologo: ci mancherebbe!<br \/>\nFantastico, no? E, come nella scuola dei vecchi tempi, chi se ne sta per conto suo viene considerato asociale, e chi frequenta i soggetti asociali viene avvertito, per il suo bene, di stare alla larga dalle cattive compagnie&#8230;<br \/>\nHo 22 (ventidue) anni, e comincio ad essere stanca. E preoccupata. Non mi sento pronta a fare il giro in canoa o a scarpinare in campagna con lo psicologo alle costole, vorrei solo lavorare ed essere rispettata. Speriamo che il giorno della mia psico-gitarella sia ancora lontano&#8230;<br \/>\n<em>(Laura Chioetto) <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arrivata all&#8217;ultima puntata di Alice mi si affollano in testa un sacco di domande su quella che sar\u00e0 la mia vita. In questo posto ci sono gi\u00e0 da un anno e mezzo, sta diventando un tempo lungo, incomincio ad avere paura. Paura di rimanerci incastrata. Di adattarmi. Di non avere pi\u00f9 il coraggio di cambiare. 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