{"id":591,"date":"2005-11-09T15:19:30","date_gmt":"2005-11-09T15:19:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=591"},"modified":"2005-11-09T15:19:30","modified_gmt":"2005-11-09T15:19:30","slug":"mar-de-la-plata-sudamerica-contro-l%e2%80%99uragano-alca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=591","title":{"rendered":"<I>Mar de la Plata<\/i> &#8211; Sudamerica contro l\u2019uragano Alca"},"content":{"rendered":"<p>Una volta tanto, il Presidente Bush non solo ha pronunciato una frase mediamente comprensibile, ma ha visto anche giusto. Al suo arrivo a Mar del Plata, per la \u201cIV Cumbre de las Am\u00e9ricas\u201d, che riuniva 34 capi di stato, rivolgendosi al Presidente argentino Kirchner ha detto: \u201cNon \u00e8 facile ospitare tutti questi paesi e, in particolare, non \u00e8 facile ospitare me\u201d.<br \/>\nAlla fine della giornata, gli eventi gli avrebbero dato ragione.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nUna lunga giornata distinta dalla \u201cCumbre de los pueblos de Am\u00e9rica\u201d in opposizione a quella ufficiale, una riunione con pi\u00f9 di 30.000 partecipanti, proteste pacifiche e anche disordini provocati dai tentativi di oltrepassare la \u201czona rossa\u201d, le recinzioni di ferro con cui sono stati chiusi 250 isolati intorno alla sede dell\u2019incontro.<br \/>\nLa stampa con poche eccezioni ha dato una versione di colore, ponendo al centro dell\u2019attenzione solo le dichiarazioni di Diego Armando Maradona e il discorso fiume del presidente del Venezuela Chavez. Ma ha sottaciuto gli aspetti pi\u00f9 rilevanti dell\u2019evento.<br \/>\nLa \u201cCumbre de los pueblos de Am\u00e9rica\u201d, una specie di contro-vertice \u201dha richiamato centinaia di organismi sociali, gruppi umanitari e ambientalisti, sindacati, organizzazioni dei disoccupati e movimenti indigeni, intellettuali e artisti\u201d. (Maurizio Matteuzzi, il Manifesto, 4 novembre). E\u2019 stato convocato, non per protestare genericamente contro la riunione dei capi di stato, ma per opporsi,  come scrive Pagina 12, un giornale di Buenos Aires, all\u2019 ondata conservatrice che  \u201csi \u00e8 abbattuta sull\u2019America Latina, come un uragano di quinto grado, distribuendo miseria (200 milioni di poveri attuali, quasi la met\u00e0 nell\u2019indigenza) e concentrando la ricchezza in poche mani\u201d. Per opporsi, in particolare, all\u2019ALCA (Area de Libre Comercio para las Am\u00e9ricas), un progetto di integrazione regionale sostenuto dagli Stati Uniti. Un \u201clibero commercio\u201d di stampo neoliberale, interamente asimmetrico, che porrebbe le deboli economie latinoamericane in condizioni di ancor maggiore dipendenza, incompatibile con altri accordi di integrazioni regionali (Mercosur) e che renderebbe pi\u00f9 difficili le attivit\u00e0 delle aziende europee nella regione.<br \/>\nAl vertice dei capi di stato, sebbene un gruppo di 29 paesi guidati dagli Stati Uniti fosse propenso a riprendere in considerazione le negoziazioni sull\u2019ALCA, che da quasi due anni sono in letargo, il rifiuto degli altri cinque paesi (Brasile, Argentina,  Venezuela, Paraguay e Uruguay) che insieme rappresentano il 75 percento del prodotto lordo dell\u2019America del Sud, ha di fatto bloccato questa iniziativa.<br \/>\nQuindi, per Bush, al minimo della credibilit\u00e0 nel suo paese, il risultato della \u201cCumbre\u201d \u00e8 anche stato un clamoroso fallimento politico nella regione considerata da sempre \u201cil suo cortile interno\u201d. Ci vuole una buona dose di ottimismo, ma forse \u00e8 un segno di che un altro mondo \u00e8 possibile.<br \/>\n<em>(Oscar Itzcovich)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una volta tanto, il Presidente Bush non solo ha pronunciato una frase mediamente comprensibile, ma ha visto anche giusto. 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