{"id":641,"date":"2005-12-21T11:13:25","date_gmt":"2005-12-21T11:13:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=641"},"modified":"2005-12-21T11:13:25","modified_gmt":"2005-12-21T11:13:25","slug":"malmo-pre-per-combattere-la-paura-una-biblioteca-vivente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=641","title":{"rendered":"<em>Malmo-Pre<\/em> &#8211; Per combattere la paura una biblioteca vivente"},"content":{"rendered":"<p>La mostra alla Commenda di Pr\u00e8, dal titolo &#8220;War Word World&#8221;, organizzata dall&#8217;Associazione Leonardi V-Idea, si \u00e8 conclusa domenica 18 dicembre con un convegno. Fra gli interventi della mattinata, quelli di Alessandro Dal Lago e di Darko Suvin hanno ribadito alcuni concetti di fondo difficilmente reperibili nel mare magnum della dis-informazione sulla guerra (sulle guerre).<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nI due relatori non si sono fermati a Bush, al conflitto in Iraq, ma hanno ribadito con forza come la guerra sia necessaria per la sopravvivenza del capitalismo, insieme al suo corollario di paura (non della &#8220;bomba&#8221; &#8211; come negli anni successivi la fine della seconda guerra mondiale &#8211; ); una paura generalizzata e priva di volto. Un sentimento funzionale al restringimento delle libert\u00e0 dei cittadini anche nell&#8217;occidente capitalistico: la &#8220;enduring freedom&#8221;, di fatto, non \u00e8 che la &#8220;sopportazione duratura&#8221; dei costi di questa pseudo-libert\u00e0.<br \/>\nDarko Suvin ha definito il nuovo potere &#8220;capitalismo necrofilo&#8221; perch\u00e9 si nutre, cresce e si riproduce solo attraverso politiche di morte e distruzione.<br \/>\nPossiamo uscire da questo circolo vizioso? Le recenti &#8220;prove tecniche di terrorismo&#8221; in alcune citt\u00e0 italiane sono eclatanti esempi del livello d&#8217;angoscia cui dobbiamo essere sottoposti per accettare, come un male minore, la guerra; gli atti di razzismo, che sempre pi\u00f9 spesso troviamo raccontati sulle pagine dei giornali, sono la faccia meno &#8220;nobile&#8221; della stessa medaglia.<br \/>\nPer tirare un po&#8217; il fiato si pu\u00f2 leggere l&#8217;articolo apparso su &#8220;la Repubblica delle Donne&#8221; del 10 dicembre: &#8220;Nel laboratorio dei libri viventi&#8221; di E. Fantoni. &#8220;Prendete in prestito un pregiudizio e guardatelo in faccia per 45 minuti&#8221;. L&#8217;esperimento, chiamato Living Libray Project, \u00e8 semplice e rivoluzionario ad un tempo: nel caff\u00e9 della Stadsbibliotek di Malm\u00f6, in Svezia, \u00e8 possibile interloquire con donne musulmane, imam, zingari, omosessuali, disabili, ex detenuti.<br \/>\n&#8220;Vogliamo che la gente impari ad avere diversi punti di vista sulla vita. Ci sono pregiudizi su tutto: noi vogliamo combatterli, per promuovere un modello di convivenza pacifica&#8221; dice Catharina Noren, responsabile del progetto.<br \/>\nUn&#8217;idea che, secondo quanto scritto da Fantoni, non \u00e8 nuova: esperienze simili sono state portate avanti in Danimarca, Norvegia, Ungheria, Portogallo. Non sar\u00e0 Parigi, si legge, ma la popolazione di Malm\u00f6 \u00e8 costituita da persone appartenenti a &#8220;150 nazionalit\u00e0 diverse&#8221; ed \u00e8 chiaro, quindi, che anche a queste latitudini serpeggia un certo malessere per i mille colori dell&#8217;altro.<br \/>\n&#8220;(\u2026) c&#8217;\u00e8 cos\u00ec tanta gente che ha paura di quello che non comprende\u2026 E il peggio \u00e8 che la paura impedisce loro anche di chiedere, di cercare anche solo un contatto. Iniziative come queste danno davvero la possibilit\u00e0 di aprire una prima breccia nel muro della diffidenza&#8221;, dice la lesbica Kikki, uno dei libri viventi di Malm\u00f6.<br \/>\nCerto, non sar\u00e0 risolutivo, ma potrebbe essere un buon antidoto, tanto per cominciare.<br \/>\n<em>(Tania del Sordo) <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mostra alla Commenda di Pr\u00e8, dal titolo &#8220;War Word World&#8221;, organizzata dall&#8217;Associazione Leonardi V-Idea, si \u00e8 conclusa domenica 18 dicembre con un convegno. 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