{"id":717,"date":"2006-03-08T09:47:11","date_gmt":"2006-03-08T09:47:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=717"},"modified":"2006-03-08T09:47:11","modified_gmt":"2006-03-08T09:47:11","slug":"lavoro-la-lezione-di-trentin-su-passato-e-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=717","title":{"rendered":"<em>Lavoro<\/em> &#8211; La lezione di Trentin su passato e futuro"},"content":{"rendered":"<p>Il quarto incontro di &#8220;Parole per la citt\u00e0&#8221; era dedicato al lavoro, ma ad ascoltare Bruno Trentin di mondo del lavoro (operai, impiegati, sindacalisti) ce ne era pochissimo. Il gruppo dirigente della CGIL era lontano, impegnato al Congresso Nazionale di Rimini, e tutti gli altri, lavoratori e rappresentanti sindacali, erano comunque lontani quanto basta perch\u00e9 la notizia di questo incontro non li raggiungesse o non li invitasse a venire.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nNella sua lezione Trentin insiste molto su quello che lui ritiene debba essere un diritto primario e irrinunciabile dei lavoratori: il diritto alla conoscenza, alla formazione continua. Formazione non solo professionale: Trentin rievoca infatti le 150 ore per il diritto allo studio conquistate dal Contratto Nazionale dei Metalmeccanici del 1973, quelle che permisero a moltissimi lavoratori di conquistare la licenza media ed elementare, e a migliaia di altri di partecipare a cicli di seminari presso le universit\u00e0. Ma la platea che lo ascolta, la solita di &#8220;parole per la citt\u00e0&#8221;, \u00e8 la misura di come tutto ci\u00f2 si sia perduto. Trentin parla di come negli ultimi trent&#8217;anni si sia svuotata l&#8217;identit\u00e0 collettiva del lavoro, di come il lavoro sembri non essere pi\u00f9 una parte essenziale della cittadinanza, di come sembri non essere pi\u00f9 al centro della politica.<br \/>\nLa storia del sindacalismo italiano, ricorda, \u00e8 quella di un&#8217;esperienza che non ha corrispettivi nel panorama internazionale, perch\u00e9 l&#8217;obiettivo era quello di essere un sindacato generale, non organizzato per interessi corporativi, un sindacato che difende l&#8217;interesse di tutti i lavoratori, dei pi\u00f9 deboli insieme ai pi\u00f9 forti. Aggiunge per\u00f2 che questo sindacato generale oggi \u00e8 in crisi, che \u00e8 arretrato nel comprendere e nel rapportarsi a una rivoluzione tecnologica di cui non ha colto tutta la portata, che \u00e8 incapace di offrire una rappresentanza a un mondo del lavoro travolto dall&#8217;aberrazione della miriade di lavori precari.<br \/>\nTrentin dice che occorre ribadire la centralit\u00e0 del lavoro subordinato. Insiste sul fatto che, fatta giustizia di tutte le ipocrisie e finzioni, l&#8217;80% degli esseri umani lavora in forma comunque subordinata, e che \u00e8 gi\u00e0 ottimistico pensare che il 5 % di questi milioni e milioni di persone sia in qualche modo rappresentato. Ma come immaginare rivendicazioni comuni ai lavoratori ormai dispersi nelle mille forme del lavoro frammentato? Come rispondere alle domande vere di chi si trova nelle situazioni pi\u00f9 esposte, ora che le vecchie forme di solidariet\u00e0 sono andate in crisi?<br \/>\nDomande senza risposta affidate a persone legate tra loro solo da un interesse del tutto individuale per gli argomenti trattati, e che in buona parte il mondo del lavoro se lo sono gi\u00e0 lasciato alle spalle o stanno per farlo.<br \/>\n<em>(Paola Pierantoni) <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il quarto incontro di &#8220;Parole per la citt\u00e0&#8221; era dedicato al lavoro, ma ad ascoltare Bruno Trentin di mondo del lavoro (operai, impiegati, sindacalisti) ce ne era pochissimo. 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