{"id":738,"date":"2006-03-15T11:54:16","date_gmt":"2006-03-15T11:54:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=738"},"modified":"2006-03-15T11:54:16","modified_gmt":"2006-03-15T11:54:16","slug":"par-condicio-tv-chi-ha-sempre-ragione-nel-salottino-di-an","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=738","title":{"rendered":"<em>Par condicio tv<\/em> &#8211; Chi ha sempre ragione nel salottino di AN"},"content":{"rendered":"<p>Qualcuno avr\u00e0 forse giudicato una preoccupazione eccessiva, quasi un sintomo di paura, la serie di condizioni &#8211; stabilire in precedenza, e con precisione, tempi, inquadrature, tipo di regia, neutralit\u00e0 del conduttore, presenze in sala &#8211; poste da Prodi per accettare il confronto, non chiamiamolo duello, televisivo con Berlusconi. Se questo qualcuno per\u00f2, gioved\u00ec sera, non ha avuto di meglio da fare che assistere su Rai 2 alla puntata di &#8220;Alice&#8221;, tribunetta o salottino elettorale di Anna La Rosa, si \u00e8 certamente ricreduto sulle preoccupazioni &#8220;esagerate&#8221; del professore. La trasmissione ha fornito un campionario fin troppo evidente, quasi sfacciato, di come si pu\u00f2 storpiare il principio della par condicio.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nErano di fronte, anzi di fianco, Gianfranco Fini di An e Dario Franceschini della Margherita e il confronto verteva su una serie di temi attuali, quali la clamorosa presa di posizione del Corsera, organo della borghesia moderata, a favore del centrosinistra, la guerra in Iraq, la legge sulla droga che porta il nome e l&#8217;impronta dello stesso Fini. Il quale ha fornito subito un saggio molto convincente della sua arroganza, prima reagendo con livore verso giornali e giornalisti colpevoli di non accodarsi, poi riempiendo di insolenze il suo diretto interlocutore, cui ripeteva in continuazione &#8220;ma non capisci&#8221;, &#8220;non capisci proprio niente&#8221;, intercalare ben poco appropriato per un ministro al vertice della diplomazia.<br \/>\nMa la sorpresa pi\u00f9 sgradevole della serata \u00e8 venuta dal comportamento della signora La Rosa, dal suo personalissimo senso dell&#8217;equidistanza, o se vogliamo dell&#8217;ospitalit\u00e0, che dovrebbe improntare la &#8220;padrona di casa&#8221; almeno in occasioni come queste. Non bastavano i servizi preparati su misura (compresa un&#8217;intervista al figlio di Gheddafi) nell&#8217;intento di valorizzare l&#8217;azione del ministro degli esteri; non bastavano cenni di consenso all&#8217;uno e risatine ironiche provenienti dalla sala verso l&#8217;ospite meno considerato; inaccettabili erano soprattutto le sue frequentissime interferenze, a senso unico, nel dibattito: bastava che il malcapitato Franceschini tentasse di replicare che subito veniva interrotto, bloccato, col pretesto di dover passare ad altro argomento. Se per\u00f2 era Fini a insistere sullo stesso tema, allora aveva immediatamente via libera e spazio a volont\u00e0. La manfrina si \u00e8 ripetuta cos\u00ec tante volte e in maniera talmente scoperta, da diventare una sorta di gag comica: una caricatura di par condicio.<br \/>\nSe Franceschini non se ne \u00e8 andato rovesciando la seggiola, probabilmente dipende da un suo personale &#8220;stoicismo&#8221;, ma fors&#8217;anche perch\u00e9 ha voluto dimostrare al pubblico pi\u00f9 avvertito quali garanzie di democraticit\u00e0 e correttezza offra fino all&#8217;ultimo una rete in quota ad An.<br \/>\n<em>(Camillo Arcuri) <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualcuno avr\u00e0 forse giudicato una preoccupazione eccessiva, quasi un sintomo di paura, la serie di condizioni &#8211; stabilire in precedenza, e con precisione, tempi, inquadrature, tipo di regia, neutralit\u00e0 del conduttore, presenze in sala &#8211; poste da Prodi per accettare il confronto, non chiamiamolo duello, televisivo con Berlusconi. 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