{"id":766,"date":"2006-04-12T09:36:02","date_gmt":"2006-04-12T09:36:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=766"},"modified":"2006-04-12T09:36:02","modified_gmt":"2006-04-12T09:36:02","slug":"linguaggio-duchi-marchesi-e-autorita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=766","title":{"rendered":"<em>Linguaggio <\/em>&#8211; Duchi, marchesi e autorit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>In mezzo a tante cronache convulse, in questi giorni \u00e8 comparsa anche qualche notizia dai contenuti folcloristici (si fa per dire). La Repubblica-Il Lavoro del 6 aprile ci informa sotto un titolo a tutta pagina che \u201ctrecento invitati: nobili, autorit\u00e0, deputati e sanatori\u201d (sic: involontaria ironia del refuso) si ritroveranno \u201csotto gli stucchi di Palazzo Pallavicini in piazza Fontane Marose per salutare Vittorio Emanuele di Savoia, la moglie Marina Doria, il figlio Emanuele Filiberto, la nuora\u2026\u201d<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nL\u2019appuntamento \u00e8 per il 3 maggio e \u201cil mondo della nobilt\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 in fibrillazione\u201d: scalpitano principi, marchesi, conti, baroni e parvenu, ma non solo perch\u00e9 \u2013avverte il proprietario della splendida magione\u2013 i trecento cartoncini d\u2019invito \u201cnon sono stati recapitati solo ai rappresentanti della nobilt\u00e0 genovese, ma anche alle personalit\u00e0 politiche e non, alle autorit\u00e0\u2026\u201d, insomma a coloro che contano.<br \/>\nPer chi non avr\u00e0 neppure la curiosit\u00e0 di passare quel giorno davanti al palazzo, non pu\u00f2 sfuggire lo sfoggio di citazioni anacronistiche: principe, duca, barone, ecc. sono titoli di origine regale aboliti dalla Costituzione repubblicana (tanto invisa a lor signori); non solo sono privi di alcun riconoscimento legale, ma non esistono proprio. E la pervicacia con cui certe cronache insistono nel riproporli non \u00e8 priva di un suo significato di vassallaggio o quanto meno di ossequio verso un certo passato e non solo.<br \/>\nA Vittorio Coletti, linguista illustre (non diciamo principe per innato rifiuto dei titoli araldici), bisognerebbe chiedere di dare una mano: com\u2019\u00e8 possibile aggiornare il vieto linguaggio mediatico corrente? Non \u00e8 pi\u00f9 accettabile sentir citare continuamente come Autorit\u00e0, e sui giornali persino con la A maiuscola, persone che hanno incarichi pubblici sia pure di rilievo, insomma che hanno il compito di rappresentare le istituzioni pubbliche, quindi noi cittadini e in ultima istanza quella stessa legge di cui proprio le caste del privilegio hanno sempre fatto strame. Non pu\u00f2 sfuggire il senso antidemocratico, magari inconscio, insito nell\u2019uso di un lessico cos\u00ec sciatto. Certi cascami linguistici non sono per nulla casuali. E se il professor Coletti, con l\u2019autorit\u00e0, questa s\u00ec autentica in quanto derivata dalla cultura, promuovesse una campagna di revisione critica della peggior terminologia usata dai media, sarebbe un primo passo, non da poco, nel lungo lavoro di ricostruz ione che aspetta questa nostra malconcia societ\u00e0 per avviarsi verso standard pi\u00f9 civili, anche a livello di informazione.<br \/>\n<em>(Camillo Arcuri) <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In mezzo a tante cronache convulse, in questi giorni \u00e8 comparsa anche qualche notizia dai contenuti folcloristici (si fa per dire). 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