{"id":772,"date":"2006-04-12T09:49:56","date_gmt":"2006-04-12T09:49:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=772"},"modified":"2006-04-12T09:49:56","modified_gmt":"2006-04-12T09:49:56","slug":"10-aprile-voltare-pagina-ma-in-avanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=772","title":{"rendered":"<em>10 Aprile<\/em> &#8211; Voltare pagina ma in avanti"},"content":{"rendered":"<p>I corrispondenti delle pi\u00f9 importanti testate straniere (El Pa\u00eds, Die Welt, Le Monde, The Independent ma non solo) hanno scritto, prima del risultato delle elezioni italiane, che &#8211; in caso di vittoria &#8211; il centro sinistra avr\u00e0 bisogno di almeno un anno e mezzo per correggere le principali mostruosit\u00e0 legislative del governo passato. Ma che ce ne vorr\u00e0 sicuramente di pi\u00f9 per cominciare ad affrontare la massa di problemi irrisolti o lasciati a macerare e che richiedono, come aveva osservato Prodi all&#8217;inizio della campagna elettorale, &#8220;riforme radicali&#8221;. Tra queste, e pi\u00f9 importante di tutte, quella di una informazione libera, sottratta al controllo dei partiti, dei cartelli elettorali, dei monopolisti.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nNegli anni recenti l&#8217;informazione ha vissuto nel nostro paese i suoi anni pi\u00f9 bui che neppure l&#8217;abbondanza di chiappe, turpiloquio e scopate in diretta ha potuto mimetizzare. E&#8217; venuto il momento di voltare pagina che vuol dire andare avanti e non tornare all&#8217;antico che come ognuno pu\u00f2 osservare non ci ha messo al riparo dalle &#8220;anomalie&#8221; &#8211; come gentilmente sono state chiamate &#8211; di un presidente del consiglio che possedeva il 95% dell&#8217;informazione del paese. L&#8217;Italia che vuol voltare pagina ha bisogno, per ragionare e tornare a decidere, di conoscere la verit\u00e0 su economia, giustizia, scuola, cultura. Abbiamo tutti bisogno di una informazione libera, pluralista.<br \/>\nLa &#8220;Proposta per un&#8217;iniziativa di legge popolare in materia di disciplina del sistema delle comunicazioni audiovisive&#8221; (OLI n\u00b0 96) per la quale si stanno raccogliendo le 50 mila firme necessarie, \u00e8 solo un aspetto del problema. Anche il Parlamento dovr\u00e0 fare la sua parte ma le premesse non sono favorevoli. Una sciagurata legge elettorale ne ha fatto una creatura delle segreterie di partiti &#8211; meglio: di piccoli centri di potere dato che i partiti sono ormai ben poca cosa. Alla societ\u00e0 civile, ai giornalisti e agli operatori dell&#8217;informazione, ai cittadini che da oltre tre anni sono i veri protagonisti della politica del nostro paese, tocca un compito importante che sarebbe illusorio delegare; trasparenza, chiarezza, voglia di verit\u00e0 non fanno ancora parte dei costumi dei partiti. Almeno nella quantit\u00e0 oggi necessaria.<br \/>\nPermane nei partiti una pericolosa volont\u00e0 di controllo sulla comunicazione radiotelevisiva e sulla stampa: una anomalia &#8220;storica&#8221; che non ci ha messo al riparo da B. E&#8217; dunque il momento di scioglierla. Quanto a noi di OLI abbiamo dato vita al nostro osservatorio circa 3 anni fa: volevamo far qualcosa &#8220;contro l&#8217;omologazione dell&#8217;informazione&#8221; per contribuire a rendere pi\u00f9 trasparenti i rapporti tra informazione e politica. Tra un paio di settimane la nostra NL toccher\u00e0 il numero 100. Spesso abbiamo ricevuto apprezzamenti per il nostro lavoro. Vorremmo che si trasformassero in collaborazioni. C&#8217;\u00e8 molta strada da fare ancora.<br \/>\n<em>(Manlio Calegari) <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I corrispondenti delle pi\u00f9 importanti testate straniere (El Pa\u00eds, Die Welt, Le Monde, The Independent ma non solo) hanno scritto, prima del risultato delle elezioni italiane, che &#8211; in caso di vittoria &#8211; il centro sinistra avr\u00e0 bisogno di almeno un anno e mezzo per correggere le principali mostruosit\u00e0 legislative del governo passato. 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