{"id":794,"date":"2006-05-04T09:45:22","date_gmt":"2006-05-04T09:45:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=794"},"modified":"2006-05-04T09:45:22","modified_gmt":"2006-05-04T09:45:22","slug":"cronaca1-intervistare-i-giovani-senza-ascoltarli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=794","title":{"rendered":"<em>Cronaca\/1<\/em> &#8211; Intervistare i giovani senza ascoltarli"},"content":{"rendered":"<p>No. Non \u00e8 stata trattata in maniera diversa da molte altre notizie. E\u2019 stato usato lo stesso metodo utilizzato per il piccolo Tommy. Lo stesso modo che cerca con le parole di inquadrare lo strazio, la lacrima di dolore, che fa s\u00ec che il giornalista parli con chi \u00e8 stato pi\u00f9 vicino alla vittima per poterne descrivere lo sguardo abbassato, la voce soffocata, il tremore delle labbra. E\u2019 la scuola che pretende che il quotidiano scriva tutto ed anche di pi\u00f9.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nIl volo di Simone dalla finestra del Liceo Doria \u00e8 la notizia.<br \/>\nSin dalla prima pagina (Repubblica-Il Lavoro, 13 aprile) sappiamo che il ragazzo suicidato era figlio di uno psichiatra e di una psicologa. Sappiamo dove abitava. Che aveva due sorelle. Viene descritta l\u2019impotenza di chi ha assistito al volo \u2013 un benzinaio \u2013 e di chi, l\u2019insegnante, non \u00e8 riuscito a fermare il gesto. Il dovere di cronaca offre un box in cui si ricorda il suicidio nel 2000 di un\u2019insegnante dello stesso liceo. Motivazioni? Anoressia. Depressione. Divorzio.<br \/>\nL\u2019articolo \u00e8 corredato da diverse fotografie: la scuola, un primo piano del preside, i motorini sui quali si \u00e8 schiantato Simone, l\u2019abbraccio straziato di due ragazze. Poi le ragioni: \u201cera un po\u2019 taciturno, timido\u201d, \u201cnon aveva una ragazza\u201d, \u201cuna sensibilit\u00e0 particolare\u201d ma faceva parte \u201cdi una famiglia unita, serena, particolarmente attenta ai loro figli\u201d. Intervistano la madre che \u201cpiccolina, minuta piange. E rivede, con chi le sta accanto, immagini della vita di casa: Simone che studia e si chiude in stanza con il computer e la musica\u201d. Il quartiere bene. La passione per la musica.<br \/>\nCi viene anche detto che il preside \u201cnon si d\u00e0 pace: non si pu\u00f2 perdere cos\u00ec un ragazzo, non si pu\u00f2\u201d. Nei giorni successivi si sussurra che \u201cSimone ci aveva gi\u00e0 provato\u201d dalla stessa finestra e che il suo \u201cdisco preferito era The dark side of the moon\u201d. E c\u2019\u00e8 la testimonianza della nonna \u201ctailleur grigio e collana d\u2019oro\u201d che dice: \u201cSiamo distrutti era un ragazzo sereno, non sappiamo proprio cosa possa essere successo. Dietro di lei la nipote pi\u00f9 piccola gioca sul pavimento, la pi\u00f9 grande \u00e8 in piedi nell\u2019ingresso\u201d.<br \/>\nNell\u2019articolo accanto l\u2019intervista a Paolo Crepet \u2013 perch\u00e9 sempre lui? \u2013 descrive i disagio, il conflitto, il desiderio del genitore che il figlio dipenda da lui. Parla di \u201cuna scuola al centro del problema, che non funziona, al di l\u00e0 delle riforma\u201d, rassicura il lettore che \u201ci suicidi degli adolescenti sono due all\u2019anno, in Italia, un dato che non cambia. Quello che \u00e8 in aumento, invece, \u00e8 l\u2019idea del perdersi, del non farcela\u201d.<br \/>\nLa morte di Simone \u00e8 stata spalmata sulle prime e seconde pagine. Il suo funerale chiude il sipario un giornalismo almeno imbarazzante. Che intervista i giovani ma non li ascolta, che descrive i loro gusti musicali ma non li capisce, che racconta gli ambienti senza comprenderli.<br \/>\nSimone e la sua famiglia meritavano di pi\u00f9.<br \/>\n<em>(Giulia Parodi) <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>No. Non \u00e8 stata trattata in maniera diversa da molte altre notizie. E\u2019 stato usato lo stesso metodo utilizzato per il piccolo Tommy. 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