{"id":800,"date":"2006-05-04T09:55:26","date_gmt":"2006-05-04T09:55:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=800"},"modified":"2006-05-04T09:55:26","modified_gmt":"2006-05-04T09:55:26","slug":"editoriale-una-cento-mille-oli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=800","title":{"rendered":"<em>Editoriale <\/em>&#8211; Una, cento, mille OLI"},"content":{"rendered":"<p>Giusto, nel senso che fa riflettere e anche reagire, il provocatorio commento riportato la settimana scorsa, alla vigilia di tagliare il traguardo dei cento numeri di Oli: se decideste di concludere a questo punto la vostra esperienza, pensate che qualcuno, non dico piangerebbe ma vi inviterebbe a cambiare idea, a continuare? La risposta non \u00e8 stata solo silenzio di indifferenza, anzi, contrariamente alle previsioni, non sono mancate risposte solidali, pacche incoraggianti.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nMa, veniamo al sodo, scopo di Oli \u2013mission, dicono quelli che se la tirano\u2013 non \u00e8 la ricerca di consensi, di popolarit\u00e0, quanto di contrastare la perenne tendenza al conformismo, agli ammiccamenti, alle tacite intese dell\u2019informazione con gli interessi pi\u00f9 forti; nostro compito insomma \u00e8 fare la voce fuori dal coro, altri diranno fare i rompiscatole: che \u00e8 gi\u00e0 un ruolo ambizioso; e non proprio superfluo nella realt\u00e0 attuale.<br \/>\nOggi sono 4.330 i lettori raggiunti ogni settimana dalla newsletter dell\u2019Osservatorio e, tenuto conto che basta un clic per cancellarsi dalla mailing list, vorr\u00e0 pur dire qualcosa se la linea della diffusione mostra una progressiva crescita. Potremmo dire di avere un pubblico almeno doppio rispetto a certi irreperibili fogli stampati che pure, come ci ha appena spiegato Rai Tre, ricevono contributi per milioni di euro dai fondi pubblici. Senza ombra di vanterie fuori luogo, ci rendiamo conto che il nostro impegno (all\u2019insegna del totale volontariato) \u00e8 facilitato talora da disinvolture e stecche dell\u2019informazione non solo locale, e pi\u00f9 in generale dall\u2019insoddisfazione degli strati pi\u00f9 attenti dell\u2019opinione pubblica verso una produzione giornalistica di basso profilo, pattume che dalle tv commerciali sembra debordare sulla carta stampata.<br \/>\nIn occasioni \u201ccentenarie\u201d, come questa, \u00e8 anche consuetudine accennare a programmi per il futuro: uno potrebbe essere il tentativo di allungare l\u2019occhio dell\u2019Oli su tutta la realt\u00e0 regionale, cos\u00ec come vuole la stessa ragione sociale. Tentare di essere meno genovocentrici. Ci abbiamo provato alcune volte senza successo; ci riproveremo con maggiore insistenza. Anche in considerazione dei pesanti interessi che si stanno muovendo come panzer sul fronte delle Riviere, creando emergenze ambientali troppo ignorate. Solo sporadicamente un titolo, una notiziola ci danno un\u2019idea delle colate di cemento in corso sulla costa nel nome dei porticcioli turistici (con annessi residence e shopping center), speculazioni forse coi bolli e i timbri di una legalit\u00e0 solo formale.<br \/>\nSimbolo sconcertante di quanto sta accadendo \u00e8 l\u2019ecomostro alto 110 metri in costruzione sulla battigia di Savona, a due passi dalla storica \u201cTorretta\u201d che \u00e8 nello stemma della citt\u00e0. Nessuno ha gridato allo scandalo, addirittura nessuno sembrava saperlo, s\u2019intende salvo i savonesi. Tanto che quando un giornale ne ha pubblicato una foto, i pi\u00f9 hanno pensato a un fotomontaggio, a un assurdo progetto-avvenire. Invece la struttura \u00e8 gi\u00e0 l\u00ec. Per colpa invigilando, di tutti. Ma assessori all\u2019urbanistica e sopraintendenti ai beni paesistici dov\u2019erano? Ecco un motivo di pi\u00f9 per continuare con Oli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giusto, nel senso che fa riflettere e anche reagire, il provocatorio commento riportato la settimana scorsa, alla vigilia di tagliare il traguardo dei cento numeri di Oli: se decideste di concludere a questo punto la vostra esperienza, pensate che qualcuno, non dico piangerebbe ma vi inviterebbe a cambiare idea, a continuare? 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