{"id":816,"date":"2006-05-31T10:00:45","date_gmt":"2006-05-31T10:00:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=816"},"modified":"2006-05-31T10:00:45","modified_gmt":"2006-05-31T10:00:45","slug":"carlo-felice-il-cellulare-stecca-due-volte-rossini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=816","title":{"rendered":"<em>Carlo Felice<\/em> &#8211; Il cellulare stecca due volte Rossini"},"content":{"rendered":"<p>Piccolo gingle da suoneria di cellulare poi: &#8220;il vostro telefonino non \u00e8 previsto nello spartito dello spettacolo, Vi preghiamo di spegnerlo&#8221;. Normalmente accadeva sempre. E sempre le mani si tuffavano nelle tasche e nelle borse con un moto di rassegnazione per eliminare in maniera definitiva il contatto con l&#8217;esterno, la telefonata del conoscente, il messaggio di risposta.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nIn alcuni il fastidio era pi\u00f9 forte. Quel cellulare era, ai loro occhi, la via di salvezza dall&#8217;attentato, dal cataclisma, da un improvviso black out. La voce fuori campo sembrava li rendesse inerti, quasi 007 senza licenza ad uccidere. Metteva fuori uso la grande occasione della loro vita sospendendola ad istanti pi\u00f9 opportuni. Normalmente, lo spettacolo filava liscio. Le stecche, le arie, gli applausi, i gesti del direttore, il roteare delle sue braccia ed anche la noia trovava un suo spazio, laddove l&#8217;opera o il concerto parevano infiniti, con una regia sbagliata, con interpreti inadeguati. Una bolla di tre ore &#8211; pause tra un atto e l&#8217;altro che consentivano il ritorno alla schiavit\u00f9 da cellulare &#8211; nelle quali pubblico e cantati tessevano q uel filo che a Genova \u00e8 parco di entusiasmi ma capace di generare tributi sinceri davanti alla bravura.<br \/>\nNormalmente accadeva sempre. I cellulari tacevano. Loro cantavano.<br \/>\nDomenica 28 maggio al Carlo Felice, per l&#8217;ultima messa in scena di La Cenerentola di Rossini la voce fuori campo non c&#8217;\u00e8 stata. In platea il pubblico delle pomeridiane, il pubblico degli stanchi, dei nonni che vanno a letto presto, dei bambini, dei francesi che immagini vengano in giornata per poi tornare a casa. E&#8217; un pubblico senza obblighi di visibilit\u00e0, che commenta l&#8217;aria, che grida &#8220;bravo&#8221; senza pudori, che conosce l&#8217;interprete perch\u00e9 &#8220;s\u00ec l&#8217;ho visto l&#8217;anno scorso\u2026 si ricorda?&#8221;. Porta il libretto da casa. E&#8217; il pubblico che ogni cantante vorrebbe avere perch\u00e9 va all&#8217;opera per l&#8217;opera. Nonostante i costi.<br \/>\nDomenica 28 maggio c&#8217;era la RAI al Carlo Felice. Telecamere piazzate a destra e a sinistra della platea. Una che spuntava sul palco, nascosta alla buona, tra le scenografie. Ma con Rossini anche la telecamera \u00e8 dimenticata. Un libretto formidabile, cantanti, regia, direttore davvero bravi.<br \/>\nLo 007 \u00e8 stato chiamato su una delle arie pi\u00f9 importanti verso la fine dello spettacolo. Due volte. Alla prima il direttore si \u00e8 arrestato per un istante. Alla seconda si \u00e8 anche voltato &#8211; lui che di musica se ne intende &#8211; cercando, dalla parte da cui proveniva il suono, il colpevole, come fosse un elemento dell&#8217;orchestra. Non ha lasciato il podio solo grazie al tenore che benevolmente ha dato l&#8217;attacco alla nota successiva.<br \/>\nLo 007 ha ridotto in fin di vita una registrazione che a detta di un tecnico &#8220;non sappiamo quando verr\u00e0 messa in palinsesto. Certo che quel telefonino sar\u00e0 dura eliminarlo\u2026&#8221;<br \/>\nA questo punto vorremmo i dettagli della missione.<br \/>\n<em>(Giulia Parodi) <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piccolo gingle da suoneria di cellulare poi: &#8220;il vostro telefonino non \u00e8 previsto nello spartito dello spettacolo, Vi preghiamo di spegnerlo&#8221;. Normalmente accadeva sempre. 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