{"id":819,"date":"2006-05-31T10:13:11","date_gmt":"2006-05-31T10:13:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=819"},"modified":"2006-05-31T10:13:11","modified_gmt":"2006-05-31T10:13:11","slug":"5-per-mille-subissati-da-appelli-senza-trasparenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=819","title":{"rendered":"<em>5 per mille<\/em> &#8211; Subissati da appelli senza trasparenza"},"content":{"rendered":"<p>A chi destinare il nostro 5 per mille? Con quali criteri decidere chi scegliere tra quasi 30mila associazioni, enti, istituti, centri e circoli a cui \u00e8 spesso difficile attribuire un ruolo di pubblica utilit\u00e0? C&#8217;\u00e8 sempre il sicuro criterio dell&#8217;appartenenza. Per esempio, Totus tuus Network raccomanda di devolvere la propria quota esclusivamente al volontariato cattolico, &#8220;altrimenti il vostro denaro sar\u00e0 proporzionalmente distribuito anche al volontariato ostile alla Chiesa&#8221; (www.totustuus.it). Un modo davvero ecumenico di alimentare la guerra di tutti contro tutti.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nSul blog di Kataweb (http:\/\/redazionekataweb.blog.kataweb.it), nella Bacheca delle giuste cause, invece, si possono leggere non pochi contributi utili per l&#8217;individuazione dei ragionevoli criteri per decidere.<br \/>\nSe il cinque per mille \u00e8 un modo per distribuire contributi a pioggia che prescindono dell&#8217;esistenza o meno di progetti specifici, il minimo che gli enti richiedenti dovrebbero offrire \u00e8 la piena pubblicit\u00e0 e trasparenza sull&#8217;impiego dei soldi. Ma la corsa ad accaparrarsi contributi dipende da campagne pubblicitarie che solo le grandi organizzazioni si possono permettere. I Comuni scrivono ai residenti. Quello di Genova, per esempio, distribuisce un opuscoletto dove spiega che il 5 per mille serve a sostenere la spesa sociale, cio\u00e8 quegli interventi fatti dall&#8217;amministrazione comunale per alleviare tutte le situazioni di disagio e che non pu\u00f2 pi\u00f9 affrontare da che negli ultimi due anni il Fondo nazionale per le politiche sociali \u00e8 stato dimezzato: un miliardo di euro in meno per il sociale.<br \/>\nLe Onlus inviano promemoria via newletters o posta tradizionale; da internet si possono scaricare e stampare moduli precompilati; nascono societ\u00e0 di servizi che insegnano &#8220;come comunicare efficacemente&#8221;. Anche agenzie pubblicitarie di fama, come Saatchi &#038; Saatchi per il San Raffaele di Milano, hanno firmato molte campagne informative sul cinque per mille. Sarebbe interessante sapere quanta parte delle risorse sar\u00e0 assorbita da queste campagne di marketing.<br \/>\nDifficile orientarsi in una simile giungla. Siccome il cittadino non ha gli strumenti per controllare l&#8217;effettivo impiego dei suoi soldi, aldil\u00e0 delle dichiarazioni di intenti impresse su volantini e banner pubblicitari, sarebbe giusto dichiarare come saranno concretamente spesi i suoi soldi. Il contribuente dovrebbe essere informato dell&#8217;ammontare complessivo ricevuto dall&#8217;ente e della destinazione effettiva dei fondi raccolti. Tutto ci\u00f2 garantito dalla pubblicazione dello stato di avanzamento dei lavori finanziati, dei costi disaggregati di gestione (stipendi, amministrazione, viaggi, pubblicit\u00e0), di una rendicontazione separata e di sistemi messi in atto per valutare i risultati ottenuti. Insomma, massima trasparenza. Difficilmente realizzabile.<br \/>\nSar\u00e0 per questo che l&#8217;Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori, <a href=\"http:\/\/www.aduc.it\">www.aduc.it<\/a> ) invita i cittadini a non partecipare a questa sorta di lotteria del cinque per mille di modo che, il consenso molto basso registrato, induca a non procrastinare questo esperimento, facendolo morire subito.<br \/>\n<em>(Oscar Itzcovich)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A chi destinare il nostro 5 per mille? Con quali criteri decidere chi scegliere tra quasi 30mila associazioni, enti, istituti, centri e circoli a cui \u00e8 spesso difficile attribuire un ruolo di pubblica utilit\u00e0? C&#8217;\u00e8 sempre il sicuro criterio dell&#8217;appartenenza. 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