{"id":851,"date":"2006-06-27T22:54:47","date_gmt":"2006-06-27T22:54:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=851"},"modified":"2006-06-27T22:54:47","modified_gmt":"2006-06-27T22:54:47","slug":"dichiarazione-di-genova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=851","title":{"rendered":"Dichiarazione di Genova"},"content":{"rendered":"<p>Noi, riuniti nella Sala Chiamata del Porto, luogo simbolico di conquista dei diritti per il movimento operaio, proponiamo la seguente dichiarazione.<br \/>\nL\u2019incontro, da cui nasce la Dichiarazione di Genova,  \u00e8 il risultato di un lungo percorso di mediazione che ha visto la partecipazione di giovani membri delle organizzazioni di strada, ricercatori, amministratori pubblici, operatori dei media, rappresentanti delle forze dell\u2019ordine in diverse citt\u00e0 del mondo.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\n1. Negli ultimi anni, a partire da alcuni episodi marginali di violenza urbana, si \u00e8 creata una situazione di paura che ha pregiudicato la vita quotidiana dei giovani latinos presenti in citt\u00e0 cos\u00ec come la loro possibilit\u00e0 di convivenza nella societ\u00e0 genovese.<br \/>\n2. La riduzione del fenomeno ad una questione di ordine pubblico, con la conseguente ondata di arresti e carcerazioni, non ha contribuito a risolvere i problemi esistenti n\u00e9 ha favorito la partecipazione dei giovani latinos alla vita pubblica; al contrario ha alimentato nuovi processi di discriminazione e stigmatizzazione.<br \/>\n3. Le organizzazioni di strada non sono associazioni criminali  ma esperienze di partecipazione comunitaria di cui sono protagonisti ragazzi e ragazze banditi dalla societ\u00e0, sia per  il colore della pelle, sia per la mancanza di documenti, sia per il modo di vestire, sia per la marginalizzazione nel lavoro e nell\u2019accesso alle politiche sociali.<br \/>\n4. L\u2019esistenza stessa di queste organizzazioni giovanili in diverse citt\u00e0 del mondo testimonia il desiderio di trovare uno spazio in cui manifestare liberamente le proprie culture in societ\u00e0 che spesso sono profondamente ingiuste e discriminanti nei loro confronti.<br \/>\n5. Questi desideri di riconoscimento e legittimit\u00e0 vanno al di l\u00e0 delle organizzazioni di strada qui riunite e coinvolgono la maggioranza dei giovani latinos e non solo.<br \/>\n6. Riteniamo che il modo migliore per affrontare con successo una difficile situazione di convivenza urbana sia perseguire con determinazione, e con il sostegno di una pluralit\u00e0 di attori, la strada intrapresa a Barcellona. Una strada che si articola su queste linee di azione: la ricerca attiva della non violenza, l\u2019emersione e il riconoscimento dei gruppi come associazioni giovanili, la costruzione di una legalit\u00e0 basata sulla pace, il rispetto dei diritti e la giustizia.<br \/>\n7. L\u2019assemblea riunitasi domenica 18 giugno nella citt\u00e0 di Genova, cui hanno partecipato la Nazione dei Re e delle Regine Latine e l\u2019Associazione Neta, dimostra che \u00e8 possibile perseguire una soluzione non violenta dei conflitti attraverso la mediazione sociale.<br \/>\nTutti i presenti alla \u201cSala Chiamata del Porto di Genova\u201d si impegnano a portare a buon fine questo percorso di emersione, riconoscimento, non violenza. Noi, in qualit\u00e0 di ricercatori sociali, ci impegniamo ad accompagnare questo processo, fornendo strumenti di formazione e creando le condizioni opportune affinch\u00e9 i giovani coinvolti ne siano i veri protagonisti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Noi, riuniti nella Sala Chiamata del Porto, luogo simbolico di conquista dei diritti per il movimento operaio, proponiamo la seguente dichiarazione. 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