{"id":861,"date":"2006-07-05T09:43:26","date_gmt":"2006-07-05T09:43:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=861"},"modified":"2006-07-05T09:43:26","modified_gmt":"2006-07-05T09:43:26","slug":"genova-la-citta-di-ersilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=861","title":{"rendered":"<em>Genova <\/em>&#8211; La citt\u00e0 di Ersilia"},"content":{"rendered":"<p>A Genova, nel tratto che va da San Martino a Sampierdarena, quanti vanno a piedi o usano i bus sanno di chi si tratta. Anche se non sanno che si chiama Ersilia e non le hanno mai parlato. Ma l&#8217;hanno vista. O almeno ne hanno visto la parte del viso che emerge da sotto il cappello di panno che porta con le falde calate sulle orecchie e fermate da una sciarpa leggera che le incornicia il capo e le copre il collo. Cos\u00ec anche per il resto del corpo stretto da panni che lasciano indovinare solo quanto sia esile e minuta. Guanti di cotone chiari e brache lunghe e molli strette alle caviglie coperte da una sorta di lunga saariana d&#8217;estate e da un impermeabile d&#8217;inverno. Ai piedi calza scarpette nippo, imbottite e con la suola alta. A tracolla una borsa e in una mano un plico o una busta, un foglio con su un elenco, fissato su un dorso rigido, e a volte una delle piantine di Tuttocitt\u00e0; nell&#8217;altra mano una trasmittente di modello antiquato.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nA piedi e sui bus, Ersilia ha percorso per anni la citt\u00e0 a consegnare lettere e plichi. Antesignana del mototaxi, estate e inverno, Ersilia sembrava non vedere le persone e le cose che la circondavano, solo concentrata sulla meta del momento. Saliva, scendeva, arrancava con un passo breve, leggero, svelto. Un giorno l&#8217;ho vista che zoppicava leggermente. In seguito di pi\u00f9. Era stanca, provata, ma teneva duro; era brava. Pi\u00f9 brava dei pi\u00f9 giovani colleghi che sfrecciano in moto e che &#8211; dopo aver controllato l&#8217;indirizzo sulla busta &#8211; ti chiedono dove sia via Roma. Lei no: lei lo sapeva perch\u00e9 lei la citt\u00e0 la strusciava metro dopo metro. Il giorno che le ho rivolto la parola non si \u00e8 stupita. &#8220;Parliamo pure &#8211; mi ha detto &#8211; ma camminiamo, perch\u00e9 non ho molto tempo&#8221;. Perch\u00e9 il tempo alla fine vince; Ersilia lo sapeva.<br \/>\nMi capita di vederla ancora, ma raramente. L&#8217;ultima volta \u00e8 stato dopo un temporalino d&#8217;aprile. Scendeva da un 18 alla fermata di San Giacomo e Filippo ed \u00e8 finita nel mezzo di una specie di vasca d&#8217;acqua da oltre due anni formatasi sul marciapiede. E che continua a ingigantire perch\u00e8 il tempo vince ed erode anche i blocchi di calcare. Mentre guardava stupita le sue scarpe che si erano riempite d&#8217;acqua Ersilia m&#8217;ha visto. &#8220;Ormai \u00e8 una citt\u00e0 cos\u00ec, ha detto a me ma come se parlasse con se stessa. Niente manutenzione, Peccato&#8230;&#8221;.<br \/>\nUna constatazione facile da fare. Buche, voragini segnalate da cavalletti che invecchiano per mesi o anni, marciapiedi rotti, strisce pedonali invisibili, carcasse di moto abbandonate. Dice bene Ersilia: &#8220;Peccato&#8221;.<br \/>\nRepubblica del 27 giugno scorso: &#8220;Case e uffici nel giardino segreto&#8230; negozi, appartamenti e box&#8230; operazioni da trenta milioni di euro per chiudere l&#8217;ultimo buco nero del centro&#8221;. Succeder\u00e0 proprio a poche decine di metri da dove Ersilia \u00e8 finita nella pozzanghera. Un buco anche quello ma non egualmente redditizio. L&#8217;altro infatti, quello da 30 milioni di euro, a chiuderlo andranno una cordata di immobiliaristi, l&#8217;Amga e il Comune.<br \/>\nE il marciapiede? Se ne parla. Intanto buone ferie.<br \/>\n<em>(Manlio Calegari)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Genova, nel tratto che va da San Martino a Sampierdarena, quanti vanno a piedi o usano i bus sanno di chi si tratta. Anche se non sanno che si chiama Ersilia e non le hanno mai parlato. Ma l&#8217;hanno vista. 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