{"id":884,"date":"2006-09-13T14:22:01","date_gmt":"2006-09-13T14:22:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=884"},"modified":"2006-09-13T14:22:01","modified_gmt":"2006-09-13T14:22:01","slug":"informazione-il-bello-della-diretta-e-finito-alla-rai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=884","title":{"rendered":"<em>Informazione <\/em>&#8211; Il bello della diretta \u00e8 finito alla Rai"},"content":{"rendered":"<p>Tg e gr Rai -diciamolo francamente- non hanno mai offerto un grande esempio di informazione autonoma e indipendente. Ma lo stato di penosa soggezione in cui il servizio pubblico \u00e8 stato ridotto nell&#8217;era Berlusconi, costituisce motivo di legittima preoccupazione per tutti, non solo per gli addetti ai lavori. Ultimo sintomo conclamato del suo ingiustificato rapporto di sudditanza verso &#8220;l&#8217;editore di riferimento&#8221; e non solo, sono gli ossessivi siparietti di politici che stanno ormai ridicolizzando il telegiornale della rete ammiraglia e gi\u00f9 a seguire. Non c&#8217;\u00e8 tema di discussione in corso -missione in Libano, indulto, finanziaria, Tav, fino ai meno ponderosi- che non richieda una passerella di faccioni e pareri di cui nessuno sente il minimo bisogno, salvo la smania di visibilit\u00e0 dell&#8217;interessato.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nSe giornalismo significa trasmettere notizie, cose nuove, interessanti, ci\u00f2 che il pubblico vuol sapere, offrendo un prodotto possibilmente vivo e vivace, il suo contrario sono le immancabili esternazioni scontate dei Bondi, Schifani, Capezzone, Pecoraro Scanio, che presi una tantum potrebbero essere perfino tollerabili, ma tutti insieme e di continuo portano inevitabilmente al rigetto. Alzi la mano chi non ha mai usato l&#8217;arma del telecomando durante le irritanti passerelle.<br \/>\nOra, nessuno pensa che la colpa di un simile andazzo sia sempre, comunque e solo del cavalier bellachioma (per dirla con Travaglio): lui ha fatto certo la sua parte, con le epurazioni di Biagi e Santoro (colpirne due per educarle cento), ma il malanno nasce prima e continua anche dopo la sua discesa agli inferi della minoranza. Al germe dell&#8217;insicurezza, insinuato nelle redazioni, per cui i pi\u00f9 considerano buona regola limitarsi al tran tran, si aggiunge la progressiva burocratizzazione dell&#8217;apparato: squadre di tecnici e giornalisti ormai impossibili da reperire per i servizi esterni, si \u00e8 affermato un sistema volutamente paralizzante, che ha allontanato sempre di pi\u00f9 la Rai dalla realt\u00e0 non ufficiale. Insomma &#8220;il bello della diretta&#8221; \u00e8 finito da tempo, insieme alle scomode rubriche di vera cronaca.<br \/>\nMa rimediare a queste debolezze strutturali che impediscono alla Rai-Tv di fare il suo vero mestiere, interessa? E a chi? Certo non corrisponde agli interessi di bottega dei leaderini mandati ripetutamente in video da un giornalismo precotto che non va pi\u00f9 a vedere che cosa succede e si accontenta delle immagini di repertorio (sempre le stesse) per illustrare i soffietti dei press-agent. E&#8217; questa la vera sfida che, dopo i primi cento giorni, dovr\u00e0 affrontare il governo Prodi: resuscitare la Rai, ridarle vita, mordente, magari aggressivit\u00e0.<br \/>\nMaggiordomi e pupe scosciate servono ad altro, non all&#8217;informazione.<br \/>\n<em>(Camillo Arcuri)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tg e gr Rai -diciamolo francamente- non hanno mai offerto un grande esempio di informazione autonoma e indipendente. 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