{"id":887,"date":"2006-09-20T15:00:27","date_gmt":"2006-09-20T15:00:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=887"},"modified":"2006-09-20T15:00:27","modified_gmt":"2006-09-20T15:00:27","slug":"diverso-parere-a-interpretare-il-papa-ci-pensa-cacciari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=887","title":{"rendered":"<em>Diverso parere <\/em>&#8211; A interpretare il Papa ci pensa Cacciari"},"content":{"rendered":"<p>Ancorch\u00e9 recentemente replicantesi, a mo&#8217; di pendant, in un fratello ribelle, come un bel cigno barbuto in un brutto anatroccolo, Massimo Cacciari coltiva da tempo un&#8217;arte unica nel suo genere: quella di fingere d&#8217;imparare tutto, ma proprio tutto, dal nemico. Ci\u00f2, beninteso, per dissuaderci da questo pericoloso esercizio di equilibrismo mimetico. Il problema \u00e8 che egli interpreta cos\u00ec bene la parte che talvolta lo si prende sul serio. Ma procediamo con ordine.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nDopo avere invecchiato precocemente intere compagini d&#8217;adolescenti affiliati d&#8217;ufficio alla fatale disillusione del &#8220;negativo&#8221;, Cacciari \u00e8 passato agli esercizi pratici, traducendo in politica, con innegabili successi, i giochi linguistici di Wittgenstein e altri guardianaggi dell&#8217;essere. Il tutto mantenendo un indirizzo di sinistra, vissuto per lo pi\u00f9 come un fardello ingombrante atto comunque a spiazzare la critica, perch\u00e9, da perfetto imitatore, il Cacciari non \u00e8 mai l\u00e0 dove appare.<br \/>\nCoscienti dell&#8217;impossibilit\u00e0 del compito che ci siamo prefissi (ch\u00e9 ogni appunto mosso ad un tale mutante non pu\u00f2 che ritorcersi perfidamente contro chi lo formula), vorremmo nondimeno indicarne alcuni eccessi di virtuosismo, sperando magari di convincerlo ad abbandonare temporaneamente una postura certo simulata, ma purtuttavia suicida. Cominciando dagli scivoloni pi\u00f9 cronologicamente remoti, si va dall&#8217;encomio, prontamente ritrattato man mano che si delineava il naufragio del 2001, dell&#8217;incomparabile &#8221; decisore &#8221; D&#8217;Alema preferito allo scarsamente schmittiano Prodi, ai cauti ammiccamenti al presidenzialismo \u00e0 la Fini. In una recente intervista su Repubblica, inoltre, l&#8217;attento entomologo della Krisis non esita a sferzare una sinistra cronicamente incapace di parlare alla neoborghesia (chiss\u00e0 perch\u00e9) del Nord-est. Quella, per intenderci, che ha trasformato un&#8217;enclave palladiana di campi da gioco e oratori in una fabbrica diffusa, a meno che non si tratti dei pionieri del le franchising e dei leasing magnificati dalla tracotanza commerciale delle &#8221; pubblicit\u00e0-progresso &#8221; di Oliviero Toscani&#8230;<br \/>\nUltimo in ordine di tempo, l&#8217;omaggio reso, sempre dalle colonne di Repubblica dell&#8217;11 settembre, a Papa Ratzinger. Avendo il vescovo di Roma sentenziato nella nativa Baviera che &#8221; l&#8217;Islam sente come un nemico l&#8217;Occidente sordo che oscura Dio &#8220;, Cacciari, prese le debite distanze (che stia cominciando a fare sul serio?), plaude in fine al messaggio dell&#8217;autorevole interlocutore in nome della critica dell&#8217;indifferenza, sinonimo di &#8221; vero anticristo &#8220;. Ci sia permesso di obbiettare che, nella sua critica del relativismo, Benedetto XVI non preconizza il risveglio delle coscienze a fronte di inaccettabili sperequazioni strutturali, ma propone, pi\u00f9 tradizionalmente, di &#8221; riscoprire Dio nelle scuole &#8221; e di associare (con ben noto tempismo etnocentrico) assistenza ed evangelizzazione degli oppressi. Non pago di violare l&#8217;imprescindibile spartiacque moderno fra religione ed etica politica, il Papa, riducendo il presente al conflitto fra un Occidente desacralizzato e un resto del m ondo o quasi (Islam, Buddismo, Induismo) &#8220;in cui il sacro \u00e8 intrecciato al quotidiano&#8221;, fornisce inoltre un&#8217;involontaria legittimazione ex cathedra agli integralismi di ogni sorta, in nome dell&#8217;ultima, solidale resa dei conti fra i credenti e i senza-dio (ecco perch\u00e9 Ratzinger ha rettificato il tiro riesumando il pi\u00f9 collaudato gergo antislamico).<br \/>\nCerto, a ben leggere (ma proprio fra le righe), Cacciari queste cose le avverte. Da acuto esegeta di Max Weber, egli \u00e8 cosciente del fatto che &#8221; il processo di ateizzazione &#8221; accompagna da sempre l&#8217;orizzonte del cristianesimo. A detta sua, anche il Papa sarebbe, volens nolens, consapevolmente partecipe di questo non del tutto mesto destino. Ma ecco che, sul pi\u00f9 bello, quando cio\u00e9, a rischio di una bolla pontificia, si tratterebbe di fare alcuni non proprio gratuiti distinguo, il nostro si sottrae con mossa sgusciante alla presa. &#8220;Sarebbe un po&#8217; lungo da spiegare&#8221;, egli premette, &#8220;ma secondo la teologia islamica l&#8217;ateismo \u00e8 insito nella rivelazione della cristianit\u00e0. Dipende dal dogma della reincarnazione (sic)&#8221;. Possiamo tranquillamente far credito a Cacciari di competenze teologiche largamente sufficienti a distinguere il dogma dell&#8217;incarnazione dalla pi\u00f9 ancestrale credenza nella reincarnazione. Eppure non resistiamo alla tentazione di approfittare del pi\u00f9 che probabile refuso protesco per formulare un modesto augurio: che il Cacciari, nella sua reincarnazione prossima ventura, su Repubblica o altrove, smetta di mimare, per finta o per davvero, il contendente ideologico. Egli eviterebbe cos\u00ec di dare l&#8217;impressione, frutto d&#8217;illusione ottica eppure persistente, di volere a tutti i costi surfare sulla storia in nome di una fantomatica astuzia della ragione garante dei riciglaggi (detti anche &#8220;sdoganamenti&#8221;) pi\u00f9 spericolati. Dall&#8217;avversario, per quanto insigne, non si pu\u00f2 imparare proprio tutto, Cacciari si rassegni.<br \/>\n<em>(Achab) <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancorch\u00e9 recentemente replicantesi, a mo&#8217; di pendant, in un fratello ribelle, come un bel cigno barbuto in un brutto anatroccolo, Massimo Cacciari coltiva da tempo un&#8217;arte unica nel suo genere: quella di fingere d&#8217;imparare tutto, ma proprio tutto, dal nemico. Ci\u00f2, beninteso, per dissuaderci da questo pericoloso esercizio di equilibrismo mimetico. 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