{"id":942,"date":"2006-10-26T15:43:07","date_gmt":"2006-10-26T15:43:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comevedonoidaltonici.com\/wordpress\/?p=942"},"modified":"2006-10-26T15:43:07","modified_gmt":"2006-10-26T15:43:07","slug":"ambiente1-spostare-le-cubature-rende-piu-dei-parking","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.olinews.it\/mt\/?p=942","title":{"rendered":"<em>Ambiente\/1<\/em> &#8211; Spostare le cubature rende pi\u00f9 dei parking"},"content":{"rendered":"<p>La cronaca locale ha dato notizia dei comitati sorti per opporsi alla costruzione di nuovi edifici su aree rimaste libere all&#8217;interno del tessuto edificato. Le proteste hanno di solito due motivazioni: quella pi\u00f9 ovvia, che nasce dalla imminente privazione delle vedute godibili dalle abitazioni intorno all&#8217;area libera, e quella pi\u00f9 astratta, ma certo non meno valida, che nasce dalla imminente perdita di un bene culturale: la vegetazione che cresce sulle aree libere la quale \u00e8 davvero considerata dalla gente comune un bene pi\u00f9 importante della volumetria edilizia che si vorrebbe realizzare.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nIn qualche caso in effetti, la vegetazione sopravvissuta sulle aree libere \u00e8 davvero un valore culturale come mi pare di poter dire a proposito dell&#8217;uliveto murato di Via Scala a Quinto e a proposito del frutteto di Via Riboli in Albaro. Il fatto \u00e8 che le trasformazioni urbanistiche della citt\u00e0 non sono governate da fattori culturali, ma da fattori reddituali e spostare le cubature da una parte all&#8217;altra \u00e8 diventato un affare pi\u00f9 lucroso della costruzione di parcheggi interrati.<br \/>\nLa norma che permette la dislocazione di volumetrie era da tempo presente nel Puc (che non \u00e8 un Piano Regolatore Generale, ma un Piano Urbanistico Comunale; dunque cade in secondo piano l&#8217;effetto &#8220;regolatore&#8221; che viene invocato da chi attua le proteste). Questa norma introduce un meccanismo che permette a chiunque di acquisire superficie edificabile sul proprio terreno libero, demolendo una pari superficie edificata da qualche altra parte del territorio comunale. Testualmente recita: &#8220;Gli edifici residenziali esistenti incompatibili con le funzioni e gli obiettivi di riqualificazione possono, se demoliti, essere ricostruiti nell&#8217;ambito delle sottozone BA, BB, BE\u2026&#8221;<br \/>\nSignifica che i caseggiati residenziali situati in aree che il Puc destina ad altri usi (non residenziali) possono essere demoliti e la superficie lorda abitabile che questi edifici avevano prima della demolizione, pu\u00f2 essere realizzata (costruendo ovviamente nuovi edifici) in qualsiasi altra parte del territorio comunale purch\u00e9 si tratti di una zona B (di completamento) nelle sue tre possibili categorie: BA (di pregio ambientale), BB (meramente residenziale), BE (agricola).<br \/>\nIl meccanismo si appoggia ad una registrazione notarile, attuata dal Comune di Genova, che garantisce la conservazione del diritto a ricostruire le volumetrie a partire dalla loro demolizione. La registrazione consente dunque la vendita del diritto a ricostruire. Difatti c&#8217;\u00e8 chi ha intrapreso le demolizioni pur non disponendo di superfici su cui ricostruire le cubature acquisite. Si \u00e8 aperto perci\u00f2 un inusitato mercato delle volumetrie che, come tutti i mercati, fa lievitare i prezzi a seconda del rapporto fra offerta e domanda. Perfino il Comune ha potuto vendere volumetrie residenziali (e incassare imprevedibili entrate) demolendo i fabbricati residenziali che insistevano sull&#8217;area in cui era previsto il nuovo mercato ortofrutticolo.<br \/>\nIl meccanismo messo in moto, privo com&#8217;\u00e8 di qualsiasi criterio che orienti la ricostruzione, \u00e8 apparso a pi\u00f9 d&#8217;uno come una macchina ingovernabile.<br \/>\n<em>(Rinaldo Luccardini) <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La cronaca locale ha dato notizia dei comitati sorti per opporsi alla costruzione di nuovi edifici su aree rimaste libere all&#8217;interno del tessuto edificato. 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