Categoria: 194

  • VERSANTE LIGURE


    INTERNO NOTTE

    A chi, spietatamente,

    pianifica il disprezzo

    per rom e ogni migrante

    (ché il voto non ha puzzo),

    si prendano le impronte

    (campo “Chigi Palazzo”).





    Chiromanzia

  • Discriminazioni – Il bello della diretta

    Eccoci ancora al volantino con cui la Lega Nord promuove la raccolta di firme per abrogare la Legge regionale sulla immigrazione. Nessun eco, almeno recente, sulla stampa, molto scarne anche le tracce sulla rete. E’ quindi possibile che la cosa muoia lì. Ma il punto è che questi volantini hanno girato, hanno avuto un loro percorso popolare, hanno fatto “opinione”. Normale dialettica democratica. Ma dove e come si fa contro – opinione allo stesso livello popolare? Chi va a raggiungere le stesse persone per suggerire un pensiero più complesso, più articolato, più responsabile? Con quali mezzi?

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  • Università – Se i problemi finanziari non scandalizzano

    Seduta del 17 giugno 2008 del Consiglio di amministrazione dell’Università: un rinvio per far chiarezza, per evitare decisioni “irresponsabili”. Sul trasferimento della Facoltà di Ingegneria agli Erzelli il cda “ritiene indispensabile ottenere certezza: a) quanto alla sostenibilità del quadro economico finanziario a carico dell’Ateneo; b) quanto alle infrastrutture di accesso e ai tempi della loro realizzazione; c) quanto agli effettivi spazi per la Facoltà di Ingegneria”. Delibera ineccepibile ma sicuramente tardiva perché tutti gli elementi erano noti da vari mesi.

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  • Lavoro – Dimissioni volontarie e incertezze temporali

    Il Decreto Interministeriale del 21 gennaio 2008 concernente le dimissioni volontarie me lo aveva fatto conoscere Irina, quando a fine aprile ha dovuto presentare le dimissioni volontarie attraverso un servizio informatico fornito, tra gli altri, dal sindacato, una procedura che metteva termine alla tradizione delle lettere di dimissioni già firmate prima ancora di essere assunti. Comunque la notizia pubblicata sul sito del Ministero del Lavoro è già obsoleta, in quanto dal 25 giugno 2008 la procedura di dimissione volontaria è stata riportata al passato, facendo tornare operative le lettere in mano ai datori di lavoro.

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  • Genova – Una occhiata al presente per disegnare il futuro

    Una o due volte al mese, P. Arvati, manda a Repubblica alcune osservazioni frutto della sua attività di responsabile della statistica comunale. Lo fa con garbo e cercando di non sommergere di cifre il lettore. Per sapere chi siamo – osserva Arvati – e come in parte andranno le cose e come e su cosa intervenire, le statistiche comunali potrebbero aiutare. In altre parole: per compilare i libri dei desideri, è utile prima di ogni cosa, prendere atto della città com’è, di quali attrattive e di quali energie disponga.

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  • Infortuni nel tempo – E’ stato il lavoratore che si è fatto investire

    Tutti condannati gli imputati (il Direttore di I° tronco di Autostrade per l’Italia SpA; il Coordinatore dei lavori di SPEA SpA; il Direttore dei lavori di T.I.S. SpA) al processo per l’infortunio avvenuto il 9 marzo 2004 su un viadotto della A10 (OLI 188). Concesse solo le attenuanti generiche che hanno ridotto la pena dai tre mesi richiesti dal P.M. a un mese e mezzo.
    La difesa aveva messo in campo avvocati agguerriti: il giudizio sulle condizioni di sicurezza di quel cantiere, sulle responsabilità di quell’incidente, potrebbe infatti influire sul modo di lavorare in molti dei cantieri delle nostre autostrade.

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  • Opinioni – PD: cercasi volontari per l’ultimo sacrificio

    Se il maggiore partito della sinistra italiana ha moltiplicato le proprie correnti, se nel “tutti contro tutti” l’unico obbiettivo è “eliminare Walter, sostituirlo alla guida del Pd e poi toglierlo di mezzo dalla scena politica italiana definitivamente”, e se – all’interno del partito – un gruppo di giovani trentenni, tra cui Luca Sofri, ha programmato un meeting il cui titolo è “Superare il passato per liberare il futuro: la necessità di uccidere il padre”, per quali ragioni l’elettore del centro sinistra dovrebbe ancora sperare?

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  • Appello – Salvare la Legge Gozzini per tutelare la sicurezza

    Dalle pagine di ‘Ristretti Orizzonti’ (www.ristretti.it), sito di cultura e informazione dal Carcere con una redazione all’interno dell’Istituto Penitenziario ‘Due Palazzi’ di Padova si è levato un appello in favore della Legge Gozzini. Il Governo sta studiando un disegno di legge (Berselli, n, 623) che prevede la drastica riduzione delle misure alternative alla detenzione e di eventuali benefici penitenziari, per rispondere all’ondata di ansia e al crescente allarme sicurezza che dilaga nella cosidetta società civile. Ma limitare l’accesso alle misure alternative servirebbe a garantire più sicurezza all’esterno delle carceri? Sembra proprio di no. Leggendo qualche dato (li potete facilmente trovare sul sito in questione) fra coloro che terminano la propria pena la recidiva si aggira intorno al 69%, mentre fra chi usufruisce di misure alternative scende al 19%. Chi commette un reato godendo della semilibertà rappresenta lo 0,24% della popolazione penitenziaria, ma certamente fa più notizia del restante 99,76%. Per un cittadino comune tenere un criminale in carcere pare l’unica maniera per tutelare la propria sicurezza, ma gli addetti ai lavori ben sanno che uno dei principali motivi di reiterazione del reato è rappresentato proprio dal mancato reinserimento nella società, dalla scarsità di legami dopo anni di carcere, dalle difficoltà nel trovare un lavoro. E la legge Gozzini rappresenta un tentativo di risposta per queste difficoltà, nonché uno dei pochi passi fatti nella direzione di dare alla pena anche il valore riabilitativo e rieducativo che la Costituzione le attribuisce.
    (Maria Cecilia Averame)

  • La “sicurezza” che fa spettacolo

    Sera di giovedì 26 giugno, le 23 passate da poco; la Spagna ha appena conquistato la semifinale. Via san Lorenzo si ripopola. La vettura dei vigili urbani avanza lenta, rassicurante nella direzione di Matteotti. Primo pensiero: san Lorenzo è la via più illuminata, tranquilla e pedonale della città, perché mai sarà la più frequentata dalle pattuglie? Secondo pensiero: prima di vigili non se ne vedeva proprio, si tratta di un inizio; ben venga e non facciamo i difficili. E poi chissà quante trattative e scambi ci saranno voluti per convincerli a tornare in strada (sia pure in macchina). La sindaco e poi l’assessore l’avevano promessi da subito e non per questioni di “sicurezza”. Piuttosto per rispondere a compiti di ordinanza: circolazione selvaggia nei vicoli, gare notturne di macchine e moto e simili. Ma loro avevano risposto picche.

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